The Orbital Children, la recensione: un anime di pura fantascienza su Netflix

La nostra recensione di The Orbital Children, la nuova miniserie anime in sei episodi di Netflix, che dal 28 gennaio 2022 ci parla di un prossimo futuro in cui i social e le IA sono fondamentali per la vita dell'umanità.

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The Orbital Children: i protagonisti in un'immagine promozionale

In questa recensione di The Orbital Children parleremo della nuova miniserie animata disponibile su Netflix dal 28 gennaio 2022. Annunciata per la prima volta al Netflix Festival Japan 2021 col titolo di Chikyūgai Shōnen Shōjo (Extra-Terrestrial Boys & Girls) non è stata indirizzata ovunque alla trasmissione in streaming, in patria, infatti, sarà trattata come un film diviso in due parti destinate alla sala cinematografica: la prima parte con la stessa data di uscita dello streaming e la seconda prevista per l'11 febbraio 2022. Ideatore del progetto il regista e scrittore Mitsuo Iso, che come animatore ha partecipato a molti famosi lungometraggi d'animazione come Ghost in the Shell e The End of Evangelion. The Orbital Children dal canto suo porta su schermo una storia di fantascienza nell'accezione più classica del termine, in cui umani e intelligenze artificiali prosperano colonizzando lo spazio in una realtà che non è comunque poi così differente dalla nostra.

Cinque ragazzini i protagonisti della trama

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The Orbital Children: i protagonisti in una scena

Le vicende ci portano nell'anno 2045, su una stazione spaziale commerciale giapponese. Touya e Konoha sono due ragazzini nati sulla Luna che si stanno sottoponendo a delle sedute di fisioterapia con l'obiettivo di emigrare sulla Terra e, nel frattempo, si trovano a condurre la loro vita proprio lì nella stazione, unico posto che sembrano riconoscere come casa. Grazie ad un concorso, altri ragazzi hanno avuto la possibilità di provare i nuovi servizi di ospitalità di quel luogo, Taiyo, Mina e Hiroshi si ritroveranno così a dover scoprire come si vive nello spazio. Il soggiorno sembra andare nel migliore dei modi finché uno strano incidente non isolerà i cinque ragazzi dagli adulti situati nella stanza di comando. Per sopravvivere i cinque dovranno muoversi in un ambiente diventato improvvisamente ostile, dove ogni passo falso potrebbe condurli alla morte.

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Una fantascienza non troppo lontana

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The Orbital Children: una scena della serie anime

The Orbital Children è una serie pienamente assimilabile al genere della fantascienza. Con i suoi sei episodi esplora un futuro non poi così lontano, un tempo in cui i social network sono ampiamente diffusi e dove le IA, le intelligenze artificiali, assistono gli esseri umani in tutto e per tutto, dalla gestione dell'economia a quella politica, dalle incombenze tecniche ai lavori più semplici. Anche se questo ultimo aspetto potrebbe sembrarci ancora molto lontano dal nostro mondo attuale, non possiamo fare a meno di notare come i meccanismi di comunicazione e il loro fascino siano incredibilmente simili a quelli di oggi. Vediamo così misurare il successo di una persona in follower in una società che dà ampio spazio alla condivisione così come all'apparire. Insomma, come per ogni buona serie di fantascienza, anche questo anime ci racconta di un possibile futuro per parlarci del nostro presente, delle sue problematiche e peculiarità. Per quanto riguarda le problematiche possiamo riconoscere anche quella ambientale: la Terra, infatti, sembra avere problemi con le proprie risorse in rapporto ad una popolazione sempre crescente ed è questo il gancio narrativo che servirà per portare in scena la figura dell'intelligenza artificiale come entità superiore per intelletto, ma da controllare e calibrare con attenzione, alla quale l'umanità si era affidata già una volta senza controllo, con tragici risultati.

Una narrazione che manca di equilibrio

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The Orbital Children: un'immagine dell'anime

Se c'è però un problema che abbiamo riscontrato in The Orbital Children è quello di introdurre una rosa di tematiche estremamente attuali e interessanti che, però, non è sempre in grado di approfondire e che anzi, nel tentativo di scavare più nel profondo, finiscono per farla inciampare in una confusione fatta di importanti rivelazioni, concentrate per la maggior parte nell'episodio finale. Il ritmo della serie, infatti, non è sempre costante e per introdurre questo prossimo futuro impiega i suoi tempi: ci descrive piano piano i personaggi e la loro condizione, indugia nel mostrare gli ambienti della stazione spaziale noncurante di rispettare un equilibrio narrativo. Le vicende di Touya, Konoha, Taiyo, Mina e Hiroshi scivolano veloci senza, però, mai permettere allo spettatore di affezionarsi veramente a loro, non ci viene mostrato molto del loro passato e questo rende piuttosto difficile comprendere il loro presente dalle poche informazioni in nostro possesso. Forse una storia come questa avrebbe richiesto un po' più di tempo, qualche istante in più che permettesse allo spettatore di calarsi veramente in pieno nelle vicende, empatizzando con i protagonisti.

La qualità delle animazioni

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The Orbital Children: una scena dell'anime

Ottimo elemento sono invece le animazioni. Mitsuo Iso era già noto agli appassionati per aver lavorato a grandi titoli dell'animazione giapponese, mettendo spesso mano a sequenze iconiche che lo hanno consacrato come uno degli animatori più dotati e interessanti della sua generazione. Dopo aver lavorato alla battaglia iniziale dell'OVA Mobile Suit Gundam 0080: War in the Pocket nel 1989, ha prestato servizio nelle file dello Studio Ghibli tra il 1990 e il 1992, per non parlare dei già citati titoli Neo Genesis Evangelion e Ghost in The Shell. Insomma di certo non un principiante e si vede: ogni scena in The Orbital Children sembra curata nei minimi dettagli e animata alla perfezione, senza sbavature con uno stile che non fa della fluidità la sua caratteristica principale, ma che riesce comunque a risultare dinamico ed efficace.

Conclusioni

Per concludere la nostra recensione di The Orbital Children possiamo affermare che questa serie riesce a raccontare con sei episodi una storia ghiotta per gli amanti della fantascienza nell’accezione più classica del termine. Unica pecca, a fronte di un’alta qualità delle animazioni, l’equilibrio della narrazione che non sempre riesce a far appassionare lo spettatore alle vicende dei cinque ragazzi protagonisti con cui spesso è difficile empatizzare e di cui ci viene mostrato troppo poco.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
4.5/5

Perché ci piace

  • Le animazioni di alto livello.
  • I presupposti della storia, interessanti e aperti a molteplici tematiche…

Cosa non va

  • … che, però, non vengono approfondite a dovere.
  • La mancanza di equilibrio nella narrazione.