The Good Place

2016 - ....

The Good Place a UnREAL: 5 serie poco conosciute... ma imperdibili!

In occasione dell'arrivo dei nuovi episodi della serie con Kristen Bell su Infinity, andiamo alla scoperta di cinque titoli che potrebbero essere passati inosservati a causa dalla ricchissima offerta seriale, ma che meritano una chance.

Dal 21 febbraio sarà disponibile in anteprima su Infinity la seconda stagione della serie The Good Place, il progetto creato da Mike Schur che ha saputo conquistare l'attenzione del pubblico e della critica sorprendendo e facendo divertire gli spettatori con una storia ambientata in un aldilà davvero unico.
Lo show con protagonisti Kristen Bell e Ted Danson rappresenta uno di quei titoli che potrebbero faticare a ottenere la meritata attenzione in mezzo a una programmazione in continua espansione incredibilmente ricca e che si estende ormai su network tradizionali, tv via cavo e piattaforme di streaming, nonostante un'evidente qualità tecnica e artistica e una narrazione coinvolgente e soddisfacente.
In occasione del debutto delle puntate inedite della comedy in Italia, vi proponiamo cinque titoli che dovrebbero entrare a far parte del vostro palinsesto personale.

Leggi anche: Le 25 nuove serie più attese della stagione 2017/2018

1. The Good Place - Un inferno tutto da ridere

The Good Place: Kristen Bell e Ted Danson in una foto della seconda stagione

Kristen Bell, diventata famosa per l'iconico ruolo di Veronica Mars, ritorna in tv con The Good Place in cui ha la parte di Eleanor. Nella prima stagione la protagonista era convinta di ritrovarsi per errore in paradiso nonostante una vita di eccessi e comportamenti sbagliati ed egoisti. La giovane ha deciso quindi di provare a ingannare Michael, a capo della dimensione esistente dopo la morte, chiedendo l'aiuto di Chidi, un esperto di etica e filosofia che sembra la persona perfetta per insegnarle come essere una persona migliore. La situazione si è rivelata ancora più complicata dopo la scoperta che anche Jianyu, apparentemente un monaco buddista, stava cercando di celare la propria identità, essendo stato un dj prima di morire. Al termine del primo ciclo di puntate una rivelazione ha ribaltato totalmente le carte in tavola. La vita di Eleanor, Chidi, Atahni, Jianyu e persino di Michael e di Janet, l'assistente personale e virtuale, deve ora fare i conti con una nuova minaccia e la loro vera natura emergerà progressivamente, fino a un ulteriore colpo di scena destinato a stupire e ad alimentare l'attesa per il debutto della terza stagione.
The Good Place è una comedy che possiede la capacità di far divertire con intelligenza, spingendo inoltre a riflettere su questioni e tematiche morali e sociali con garbo. Il cast di alto livello, ben equilibrato tra leggerezza e impegno, riesce inoltre a rendere comprensibili anche i passaggi costruiti sulle opere di famosi filosofi. La determinazione di Eleanor, l'innocenza quasi surreale di Jianyu, la saggezza di Chidi e la ricerca della perfezione di Tahani, senza dimenticare la presenza a tratti quasi surreale di Janet e i piani di Michael, compongono una formula davvero vincente che strappa risate e obbliga a pensare alle scelte compiute nella propria vita.

Leggi anche: The Good Place: in Paradiso con Kristen Bell

2. Counterpart - Un doppio ruolo da Oscar

Counterpart: J.K. Simmons in una foto della serie

La serie Counterpart , tuttora inedita in Italia e da inserire nella lista dei titoli da tenere d'occhio, ha a suo favore la capacità di unire due mondi solo apparentemente distanti come quelli dello spionaggio e della fantascienza.
E' stata Starz a ordinare la produzione della prima stagione del progetto che vede protagonista il premio Oscar J.K. Simmons in un doppio ruolo. Al centro della trama c'è Howard Silk: un uomo tranquillo che lavora in un'agenzia burocratica a Berlino da oltre trenta anni, con un incarico poco importante. Una serie di eventi inaspettati lo portano però a scoprire l'esistenza di una dimensione parallela che ha preso una svolta diversa, rispetto a quella in cui vive, durante la Guerra Fredda, a causa di un esperimento avvenuto nella Germania dell'Est, e in cui esiste una sua versione particolarmente determinata e impegnata in missioni rischiose. L'entrata in scena di un'assassina costringe però i "due Howard" a collaborare.
Justin Marks, che ha firmato la sceneggiatura della versione live action del film Il libro della giungla, ha ideato il progetto che sfrutta nel migliore dei modi il talento camaleontico di Simmons, in grado di dare vita a due personaggi quasi opposti e ugualmente credibili. L'idea che un solo momento in una vita possa modificare per sempre il percorso di un individuo si intreccia con gli elementi più tradizionali di un thriller in cui non mancano sequenze d'azione e sfumature politiche. Oltre all'atmosfera davvero suggestiva creata grazie al lavoro compiuto dal regista Morten Tyldum che ha firmato il pilot, a rendere Counterpart una serie da non perdere è la capacità di addentrarsi nell'animo dei suoi personaggi mentre si segue l'evoluzione degli intrighi di spie e assassini. Nel cast dello show, girato in parte anche in Italia, ci sono inoltre Sara Serraiocco e, nei flashback, la giovanissima Alessandra Reggiani con il ruolo di Nadia.

Leggi anche: L'uomo di neve: video intervista esclusiva con J.K. Simmons

3. Un giallo sci-fi coinvolgente

The Expanse: una foto dei protagonisti

I romanzi scritti da Daniel Abraham e Ty Franck, con lo pseudonimo James S. A. Corey, sono alla base della serie The Expanse, prodotta per Syfy e disponibile in Italia su Netflix con le prime due stagioni.
La storia è ambientata in un futuro distante circa duecento anni, quando il sistema solare è stato completamente colonizzato e alle prese con pericolose tensioni politiche. Un detective, Josephus Miller (Thomas Jane), riceve l'incarico di rintracciare una ragazza scomparsa, Juliette Andromeda Mao (Florence Faivre). A bordo del cargo porta ghiaccio Canterbury, invece, si trova il secondo ufficiale James Holden (Steven Strait) che intraprende una missione di soccorso insieme all'ingegnere Naomi Negata (Dominique Tipper), al meccanico Amos Burton (Wes Chatham), al pilota Alex Kamal (Cas Anvar) e al medico Shed Garvey (Paulo Costanzo). I protagonisti, per una serie di eventi inaspettati, si ritroveranno al centro di un possibile conflitto interplanetario.
Realizzare un buon progetto fantascientifico per il piccolo schermo rappresenta sempre un potenziale rischio a causa della necessità di costruire un mondo credibile, in particolare a livello visivo dopo la ovvia fase di post-produzione in cui devono intervenire gli effetti speciali. La serie è però riuscita a evitare di compiere troppi errori estetici e di tono grazie a scenografie e location scelte attentamente. A occuparsi della sceneggiatura sono stati Mark Fergus e Hawk Ostby che, ritornando a tratti all'atmosfera cupa de I figli degli uomini nella rappresentazione di una società in crisi e contraddistinte da profonde divisioni sociali, confezionano un progetto intrigante e adatto al binge watching nel seguire i due filoni narrativi e scoprire in che modo si uniranno verso l'epilogo della prima stagione. Pur non reggendo il confronto con show del calibro di Star Trek: Discovery, The Expanse si inserisce sulla scia di Battlestar Galactica e, dopo un primo ciclo di episodi a tratti confusi, verso il finale della prima stagione e nella seconda, la serie inizia a trovare la propria identità e a risultare maggiormente solida ed equilibrata, inserendo nella narrazione, ricca di oscurità basata sulla paura e legata in modo intelligente alla società contemporanea, anche un pizzico di umorismo. Il materiale su cui si basa lo show potrebbe permettere di creare numerose stagioni se la buona qualità sostenuta dagli script, anche dal punto di vista scientifico, e da un cast non indimenticabile, ma di buon livello (in particolare grazie alle due interpretazioni di Jane e Strait), si manterrà costante o, nella più rosea delle ipotesi, migliorerà progressivamente replicando quanto accaduto con la produzione delle prime ventitré puntate.

Leggi anche: Star Trek: Discovery, la prima stagione si chiude all'insegna della speranza e di un futuro intrigante

4. I'm Dying Up Here - Chi è di scena - Vite di comici a tinte drammatiche

I'm Dying Up Here: una foto del cast

Ha debuttato il 3 gennaio su Sky Atlantic l'interessante serie I'm Dying Up Here - Chi è di scena, dedicata alla storia di un gruppo di comici che negli anni Settanta vanno alla ricerca del successo e della popolarità a Los Angeles, esibendosi nel famoso locale di proprietà di Goldie Herschlag. Il progetto, basato sul libro scritto da William Knoedelseder, è già stato rinnovato da Showtime per una seconda stagione da dieci episodi e può contare sulla presenza nel team di produttori di Jim Carrey.
Il mondo degli aspiranti comici, in questa annata televisiva, è già stato esaminato, ovviamente con un approccio molto diverso e con una storia ambientata in un differente periodo temporale, nell'apprezzato The Marvelous Mrs. Maisel. A differenza dello show creato dai Palladino, I'm Dying Up Here si caratterizza per un'atmosfera più drammatica, fin dal pilot in cui quanto accade a Clay Appuzzo (Sebastian Stan), ex di Cassie e il primo del gruppo a ottenere un'incredibile visibilità in tv, dà il via a una serie di reazioni ed eventi che porteranno alcuni dei protagonisti a far emergere il proprio talento o, al contrario, suscitare alcuni dubbi personali che potrebbero causare degli importanti cambiamenti.
La serie può contare su un cast davvero stellare che comprende Melissa Leo nel ruolo della proprietaria del club che offre una chance alle aspiranti star, Ari Graynor, Michael Angarano, RJ Cyler e Jake Lacy. Ogni episodio della prima stagione permette inoltre di approfondire la storia dei singoli personaggi e al tempo stesso far compiere dei passi in avanti alla narrazione, offrendo così un quadro piuttosto complesso e interessante della società degli anni Settanta e dei tentativi di realizzare sogni e aspirazioni. Chi si attende una serie esilarante e trascinante con un senso dell'umorismo universale rimarrà forse deluso: I'm Dying Up Here si concentra, pur avendo tanti passaggi leggeri, piuttosto sugli ostacoli che i tanti, a tratti davvero troppi, protagonisti devono affrontare nella vita quotidiana. Le buone performance (soprattutto della sempre convincente ed emozionante Melissa Leo) e la cura, anche nella scelta delle musiche, con cui viene ricostruito il periodo storico rendono però la serie un titolo che merita una chance, in particolare grazie alla sua capacità di migliorarsi puntata dopo puntata.

Leggi anche: The Marvelous Mrs. Maisel: nuova serie per l'autrice di Una mamma per amica, tra Mad Men e Seinfeld

5. UnReal - Una finzione fin troppo reale

UnREAL: una foto della seconda stagione

La terza stagione debutterà sugli schermi americani il 26 febbraio, mentre in Italia le prime due sono state proposte da Rai4, e UnReal dovrà confermare l'alta qualità regalata, quasi inaspettatamente, dai precedenti episodi del progetto targato Lifetime.
La serie con protagoniste Shiri Appleby e Constance Zimmer trasporta gli spettatori nel dietro le quinte di un famoso reality show, Everlasting, dove lavorano le due produttrici Rachel Goldberg e Quinn King che, insieme agli altri membri del team, controllano e manipolano i concorrenti che partecipano alla "competizione" per andare alla ricerca della propria anima gemella e della fama.
Le creatrici Marti Noxon e Sarah Gertrude Shapiro hanno saputo tratteggiare un mondo incredibilmente realistico e cinico in cui le donne, nella vita professionale e privata, devono fare i conti con uomini infantili, egocentrici, traditori e manipolatori, e non mancano nemmeno donne arriviste, spietate, opportuniste e false. La situazione dà vita a momenti di tagliente umorismo (ormai diventate cult alcune delle battute di Quinn) e di grande drammaticità nel rappresentare fin dove sono disposti a spingersi i protagonisti per ottenere il proprio scopo, sfruttando tutte le debolezze e i punti deboli degli altri. Quinn e Rachel, divise tra il muovere le proprie pedine per creare sul set di Everlasting il racconto già deciso a tavolino negli uffici della produzione e una situazione personale piuttosto caotica, devono fare quotidianamente i conti con la propria solitudine e dei desideri, non solo legati alla carriera, che sembrano sempre scivolare lontano, portandole in una spirale negativa dalle conseguenze sempre più incontrollabili. Lo script brillante, ricco di sorprese e critico nei confronti della società e del mondo dei reality, sostiene un progetto che con la sua visione dark del mondo rende difficile non lasciarsi coinvolgere e trascinare in una storia in cui ogni speranza di vero amore viene immediatamente sommersa dall'oscurità che avvolge le due produttrici, personaggi interpretati con grande trasporto e bravura dalla Zimmer e dalla Appleby, per cui, nonostante tutto, non si può che fare il tifo sperando che la vita concedi loro vittorie e un attimo di tregua emotiva.

Leggi anche: Fino all'osso: vivere o svanire

The Good Place a UnREAL: 5 serie poco...
Cinecittà World
Cinecittà World

Mostra i vecchi commenti

Cristina D’Avena e Licia: tutti i telefilm in streaming su Infinity dal 13 febbraio!
30 serie TV perfette per il binge-watching