Scream 7, intervista a Kevin Williamson: “Ho ancora paura degli assassini nascosti nell'armadio”

A 30 anni dal debutto del primo Scream e in occasione dell'arrivo di Scream 7, Movieplayer ha incontrato il papà di Ghostface, Kevin Williamson.

Kevin Williamson nella nostra intervista per Scream 7

I film non creano degli psicopatici. Li rendono solo più creativi. È questa la spinta creativa sulla quale, nei primi anni Novanta, uno squattrinato sceneggiatore di nome Kevin Williamson, armato delle proverbiali belle speranze, ha eretto la sceneggiatura di un film, Scream, che avrebbe poi inserito il genere horror in quell'innovativo filone di autori iconoclasti, pieni di cose da dire e da fare che vedeva in Quentin Tarantino il suo massimo esponente.

Scream In Azione
Ghostface in azione in Scream 7

Non a caso, come già accaduto al poc'anzi citato Tarantino, anche Scream deve molto del suo successo all'acume commerciale di due produttori, i fratelli Weinstein, che a cavallo fra gli anni Novanta e all'inizio del Duemila, prima che il ciclone #MeToo li travolgesse, facevano il buono e il cattivo tempo a Hollywood. Il "metahorror" diretto dal maestro Wes Craven e sceneggiato da Williamson arrivò nelle sale grazie alla Dimension films, l'etichetta di produzione e distribuzione della Miramax tutta dedicata al cinema horror e sci-fi.

Com'è nato Scream?

La storia dell'apprezzamento critico e del trionfo commerciale che, esattamente 30 anni fa nel 1996, hanno accompagnato l'arrivo di Scream nei cinema è ben nota. Con un budget di 15 milioni, bassissimo anche per gli standard di quegli anni, finì poi per incassarne ben 173 in tutto il mondo. Un moltiplicatore che fa impallidire anche quello di un Avatar 2 o un Avengers: Endgame.

Drew Barrymore nella celebre sequenza iniziale di Scream
Drew Barrymore nell'indimenticabile opening del primo Scream

Meno noto è come Kevin Williamson ha avuto l'intuizione alla base del tutto. Un giorno, era ancora un novellino sconosciuto e squattrinato, si trovava a casa a guardare un documentario su un serial killer, Danny Rolling, lo squartatore di Gainesville. Una visione che lo lasciò alquanto turbato. Poco dopo, notò che una finestra di casa sua era aperta solo che... non era stato lui ad aprirla!

Si armò di coltello e chiamò un amico per un po' di sano supporto per così dire. I due si ritrovarono a chiacchierare dei loro "boogeyman" preferiti, da Freddy Krueger a Jason di Venerdì 13 e, con la complicità di un incubo avuto nella notte successiva sempre da Kevin Williamson, voilà! eccovi serviti Scream e Ghostface. E proprio nel trentesimo anniversario dell'uscita di Scream abbiamo avuto l'opportunità di chiacchierare con Williamson che, con Scream 7, si ritrova per la prima volta anche alla regia di un capitolo della saga da lui ideata.

Il fil rouge che lega Dawson's Creek e Scream

L'epopea horror di Scream non è l'unica creazione di Kevin Williamson che gioca a tutto tondo con il cinema e i meccanismi dello storytelling. C'è, naturalmente, anche una serie TV che ha fatto la storia: Dawson's Creek. È un legame ancora valido anche alla luce dell'arrivo di Scream 7?

Kevin Williamson Neve Campbell Scream 7
Neve Campbell e Kevin Williamson sul set di Scream 7

"Sicuramente" ci spiega Williamson. "Sai quello era il periodo dei miei esordi e quello era il modo in cui parlavo. Che mi ha portato a scriverli in quella data maniera. Sai, quel genere di storie che avevano alla base un personaggio molto consapevole di sé. Una caratteristica che accumuna sia Scream che Dawson's Creek. Nella serie hai il lusso di avere uno come Dawson che desidera diventare un regista e parla proprio quel linguaggio mentre in Scream hai dei personaggi che parlano incessantemente di film horror. Il collegamento c'è senza ombra di dubbio".

Poi ci permettiamo una domanda meta: quale personaggio di Dawson's Creek sarebbe un perfetto Ghostface? Noi suggeriamo proprio il nome del protagonista, Dawson Leery, scelta che viene condivisa anche dal suo papà: "Sono con te, sono d'accordo. Dawson sarebbe il più eccitante anche perché forse sarebbe il più inaspettato. Sarebbe uno spasso anche solo per vedere come scatterebbe".

Esplorare un territorio familiare

Per quanto strano possa sembrare, Williamson, che con Scream, Dawson's Creek e The Vampire Diaries ha creato ben tre IP dall'incredibile appeal, si trova oggi solo alla sua seconda regia. La prima? Killing Mrs. Tingle del 1999.

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La locandina del film

Per lui mettersi dietro alla macchina da presa di Scream 7 è stato "rinfrescante perché non esercitavo questi muscoli da tanto tempo e il cinema è cambiato molto da quegli anni. Però nel mentre ho accumulato 30 anni di esperienza in quanto a storytelling quindi non mi sono avvicinato alla cosa con la paura provata all'epoca. Provavo più eccitazione dovuta al dover raccontare questa storia in modo unico, che rendesse me la persona più indicata per la storia di questo film una volta che ho realizzato che doveva basarsi sulla storia di Sidney Prescott. Sai, parliamo di un capitolo sette e poi dopo il sesto, che ha spostato la storia a New York e ha un sacco di set pieces, è davvero complicato. Amo Scream 6".

E per lavorare a questo progetto è stato fondamentale seguire il più grande insegnamento impartitogli da Wes Craven "Mi ha insegnato che è fondamentale mantenere sempre tutto umano e ancorato alle emozioni. Le emozioni vanno sempre ricercate anche quando magari ti andrebbe di spingere col sangue e l'orrore. C'è sempre tempo per quello".

L'assassino nell'armadio: le paure di Kevin Williamson

Prima di salutare e ringraziare Kevin Williamson per averci concesso un po' del suo tempo vogliamo sapere cos'è che, dopo tutti questi anni di frequentazione del genere horror, lo spaventa ancora.

Isabel May Scream 7
Isabel May in una scena di Scream 7

"Adoro il genere horror, amo i vampiri, amo i fantasmi, amo il soprannaturale, adoro i demoni. Ma la cosa che mi spaventa di più è ancora l'idea di un tizio armato di coltello nascosto nell'armadio. È questo che mi spaventa terribilmente ancora oggi. Ed è per questo che ho paura del buio. Devo sempre tenere le luci accese".

Insomma, anche ora che risiede stabilmente fra i grandi dell'industria dell'intrattenimento, Kevin Williamson pare non essere cambiato troppo dai giorni in cui era uno squattrinato di belle speranze che rimaneva terrorizzato dai documentari sui serial killer e le finestre aperte accidentalmente.