E venne il giorno del primo responso degli ascoli Auditel. Ha finalmente preso forma il Festival di Sanremo 2026 con Carlo Conti per la 5a e ultima volta conduttore nonché direttore artistico della kermesse canora, mai come quest'anno apparentemente al ribasso per attesa e aspettative.
Una prima serata fiume andata in onda con Laura Pausini brillante co-conduttrice insieme al fu Sandokan Can Yaman.
Un Festival arrivato su Rai1 al termine delle trionfali Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, che hanno visto l'Italia fare incetta di medaglie e gli ascolti di Rai2 decollare, con tutte le conseguenze mediatiche del caso. Perché i Giochi Olimpici hanno inevitabilmente monopolizzato l'attenzione nazionale, lasciando a Sanremo le briciole di un evento che ha preso vita 48 ore dopo la cerimonia di chiusura olimpica, senza riuscire ad alimentare hype, riempire paginoni di siti e quotidiani, far suoi i telegiornali. E con quali conseguenze sui numeri?
Sanremo 2026, i risultato Auditel del 24 febbraio
La prima puntata di Sanremo 2026 è stata vista da 9.600.000 telespettatori, con uno share al 58%. Nel 2025 la prima serata totalizzò 12.218.000 telespettatori con share al 65,00%, superando nettamente i 10.561.000 telespettatori con share al 65,10% della 1a serata del 2024 firmata Amadeus.
Ex conduttore RAI che nel 2023 partito con 10.757.000 spettatori e share al 62,40%. Per tornare ad un 'peggior' esordio bisogna arrivare al 2021, quando la prima serata di un Festival in pieno Covid-19 si fermò agli 8.363.000 telespettatori con share al 46,6%.
In un anno Carlo Conti ha lasciato per strada quasi 3 milioni di telespettatori e ben 7 punti di share. Tanti, probabilmente troppi, con il rischio crollo verticale che stasera potrebbe prendere seriamente forma, considerando l'effetto sorpresa svanito. Numeri alla mano, sul fronte telespettatori si tratta della seconda peggior partenza di un Festival dopo quelle del 2008 e 2021.
I confronti con i primi tre Sanremo di Carlo Conti
Inevitabili i confronti tra il "Carlo Conti V" e i precedenti Festival da lui condotti, con il primo andato in scena nel 2015. Al fianco del conduttore, che venne incaricato di risollevare le sorti di Sanremo dopo l'ultima deludente edizione firmata Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, le ex vincitrici Arisa, Emma Marrone e l'attrice spagnola Rocío Muñoz Morales, per un'edizione trionfale.
La prima serata del 10 febbraio 2015 venne vista da una media di 11.767.000 spettatori con share al 49,63%, rispetto ai 10.938.000 spettatori con share al 45,93% dell'anno precedente. Ma furono i giorni successivi, come sempre capita, a certificare l'exploit del primo Carlo Conti. Dalla 2a alla 5a serata il **distacco Auditel tra Sanremo 2014 e Sanremo 2015 arrivò a sfiorare i 15 punti di share medio, con una media finale del 48,57% con quasi 11 milioni di telespettatori rispetto al 39,26% con 8.7 milioni dell'ultimo Festival di Fazio.
Chiamato a confermarsi, nel 2016 Conti volle al suo fianco Gabriel Garko, Mădălina Ghenea e Virginia Raffaele, con ascolti tendenzialmente in linea. La prima puntata del 9 febbraio 2016 venne vista da 11.134.000 telespettatori con share al 49,48%, per poi schizzare al 52,52% con la finale e arrivare ad una media del 49,52%, con 10.745.000 spettatori.
Nel 2017, per chiudere il triennio in bellezza, Conti puntò tutto su sua maestà Maria De Filippi, eccezionalmente su Rai1 come co-conduttrice per tutte e 5 le serate e ascolti alle stelle. Prima puntata il 7 febbraio 2017 con 11.374.000 telespettatori e share al 50,37%, con finale al 58,4% e media finale di 10.814.000 spettatori con share al 50,42%.
Il regno di Amadeus e il ritorno di Carlo Conti
Arrivato in vetta il conduttore salutò sorprendentemente il Festival passando lo scettro a Claudio Baglioni, sia nel 2018 che nel 2019, con un Auditel sempre sugli scudi, fino all'inizio del Regno Amadeus. Per cinque anni il conduttore poi planato su Nove è stato il padrone di casa di un Festival trasformato in evento nazional popolare, con Fiorello sempre al suo fianco e un pubblico di giovanissimi per la prima volta incollato al piccolo schermo. Con risultati monster.
"Amadeus I" conquista tutti con una media del 54,78% di share; "Amadeus II" con l'Ariston vuoto causa Covid-19 e tutta Italia barricata in casa crolla al 46,24%; "Amadeus III" vola al 58,00%; "Amadeus IV" schizza al 62,96% e "Amadeus V", nel 2024, chiude al 65,44% di share.
Un memorabile crescendo che Carlo Conti, nel 2025 con il suo ritorno alla conduzione e alla direzione artistica, è riuscito incredibilmente a migliorare, arrivando ad una media finale di 12.047.000 telespettatori con uno share al 66,38%. Numeri enormi che nessuno pensava possibili dopo l'addio di Amadeus, con una 4a serata arrivata al 70,40% di share e una finale con media choc del 72,70% di share.
Sanremo 2025 è stato il miglior Festival dal 1995, Auditel alla mano, con Sanremo 2026 chiamato a non sfigurare esageratamente dinanzi a ciò che sembra oggettivamente irripetibile. Lo stesso Carlo Conti, durante la conferenza stampa della vigilia, ha messo le mani avanti chiedendo ai giornalisti presenti di non fare confronti con le edizioni passate e di non essere esageratamente critici, dinanzi ad un eventuale calo. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, con il peso della curiosità iniziale a marcare inevitabilmente i risultati ottenuti dalla prima serata, c'è da iniziare a preoccuparsi.
L'incognita Champions League, il discutibile lancio e un cast poco attrattivo
Diverse le variabili in campo, rispetto a un anno fa. Intanto il periodo di riferimento, con il Festival costretto a partire l'ultima settimana di febbraio, causa Olimpiadi invernali, rispetto al quasi canonico inizio mese delle ultime edizioni, se non fosse che fino a 15 anni fa la kermesse iniziava spesso tra fine febbraio e inizio marzo.
Proprio Milano Cortina 2026 ha indubbiamente frenato il lancio mediatico dell'evento, perché nelle due settimane precedenti il Festival si è parlato quasi esclusivamente di Olimpiadi, senza considerare quel Calcio europeo che proprio questa settimana è andato a mettere i bastoni tra le ruote a Carlo Conti.
Se ieri sera si è giocato il decisivo preliminare di Champions League tra Inter e Bodo Glimt, questa sera sarà la Juventus a scendere in campo contro il Galatasaray con diretta in esclusiva su Prime Video, mentre domani toccherà al Bologna in Europa League dover affrontare il Brann.
C'è poi il cast del Festival a poter incidere, perché tra i 30 BIG del 2026 spiccano pochi nomi particolarmente attrattivi, con tante, troppe scommesse e una serie di ospiti e co-conduttrici che sanno di usato sicuro e autentico riciclo.
Per non parlare del 'caso' Pucci ampiamente pronosticabile, visto lo "storico artistico" del comico, e per questo evitabile.
La stessa comunicazione di Carlo Conti è apparsa poco ispirata, con annunci improvvisi disseminati in lungo e in largo senza un filo conduttore, spaziando tra interviste a quotidiani, riviste, interventi radio, video al Tg1, storie Instagram e chi più ne ha più ne metta.
Conti ha dato l'impressione, certamente sbagliata, di svogliatezza, di un 5° Festival vissuto quasi come un peso, un obbligo contrattuale, depotenziando quell'evento assoluto che negli ultimi 10 anni era tornato ad essere Sanremo.
Per sua fortuna, Pier Silvio Berlusconi non ha optato per una controprogrammazione realmente aggressiva, con Canale 5 più o meno in vacanza tra soap turche, film in replica e persino C'è Posta per Te in stand-by, dopo il disastroso tentativo del 2023 che vide Maria De Filippi sprofondare al 12,34% di share. Certo è che il 5° e ultimo Carlo Conti avrebbe meritato tutt'altro interesse, in attesa di un passaggio di consegne che nel 2027 potrebbe vedere il lanciatissimo Stefano De Martino portare armi e bagagli all'Ariston.