Sabrina Ferilli, intervista: "In Italia c'è troppa gelosia. Fare l'attrice? Bello e faticoso"

L'interprete torna nel ruolo - per l'ultima volta - di Gloria nel film TV targato Rai, e dice: "la pressione mediatica? Bisogna sempre saper contestualizzare. I rapporti sono più importanti del lavoro".

Gloria - Il Ritorno: Sabrina Ferilli nella nostra intervista

"Gloria? È il personaggio più moderno che abbia mai interpretato. Mi sono stancata dei personaggi santini, sempre corretti e regolari. Anzi, lei è fragile, e capisce l'importanza degli errori". Ed è vero: in un mondo ossessionato dalla performance, l'imperfezione diventa la chiave narrativa con cui confrontarsi. E non si tira indietro Sabrina Ferilli, che ritrova la sua Gloria Grandi in Gloria - Il Ritorno tv movie targato Rai1 (in onda il 3 marzo) e diretto da Giulio Manfredonia, nonché sequel della serie rivelazione scritta da Roberto Proia, Cristiana Farina, Laura Muscardin e da Fausto Brizzi, alla regia della prima stagione.

Gloria Il Ritorno Sabrina Ferilli Primo Piano
Sabrina Ferilli in Gloria - Il ritorno

Niente serialità, questa volta, bensì un lungometraggio che "conclude definitivamente a una figura a cui voglio molto bene, tanto che mi dispiace lasciarla andare", spiega l'attrice a Movieplayer.it. Del resto, "dopo 35 anni e dopo tanta gavetta" per Ferilli è arrivato il momento di "ragionare sul tempo che ho e sulla qualità rispetto a un progetto. Prima spingevo di più, trascurando certi ragionamenti, ora però faccio solo ciò che mi piace".

Relazioni, pressione e sentimenti: Sabrina Ferilli torna nel ruolo di Gloria Grandi

Gloria esce dalla sua zona di comfort. Le chiedo, per crescere bisogna abbandonare le nostre sicurezze. Che ne pensa?
"No, le sicurezze bisogna tenersele, ci mancherebbe. Gloria esce da una modalità: è intossicata dalla voglia di piacere, ma questo è invece il motivo per cui non viene amata da tutti e ha tanti attriti, anche in famiglia. Si presenterà per quello che è. In questo film, Gloria compirà questo passaggio: uscire dall'impasse di raccontarsi come forse non è. Prenderà coraggio, e da quel momento inizierà un'altra vita. Non so se è più felice, ma avrà con sé rapporti umani molto più validi".

Si riflette anche sul sensazionalismo, tra le piaghe del giornalismo. Come vive lei questa costante pressione, e come si supera la pressione stessa?
"La pressione è pressione, e quando ci sta in mezzo la vivi. Ogni mestiere, compreso il mio, dovrebbe essere concepito come tale e quindi non dovrebbe mai coinvolgere certi lati della nostra vita. Ossia, sentirsi appagato, sentirsi sereno, sentirsi gratificato. È vero che il lavoro è importante ma non è fondamentale. Qualsiasi persona sceglierebbe l'amore e i rapporti, invece che un lavoro appagante. Spesso non ci poniamo questa domanda, e quindi diamo al lavoro un'importanza che in fondo non ha".

Gloria Il Ritorno Sabrina Ferilli Foto
Una scena di Gloria - Il ritorno

A proposito di questo, essere attrice è un vero e proprio lavoro. Tuttavia, in Italia sembra che non venga considerato come tale. Un retaggio da superare. Perché?
"Molti miei colleghi, in maniera erronea e molto superficiale, avallano questo concetto che fare l'attore è poca roba. Eppure non è così: lavoro 14 ore al giorno per quattro cinque mesi, compresi i sabati, sballottata da una parte all'altra. In costume a dicembre e con la pelliccia ad agosto. Potrei dire tutto del mio mestiere tranne che non fatico. Però probabilmente c'è chi lo vive anche in maniera più leggera. Magari per questo sentiamo di dire che questo mestiere non è così impattante. Io posso assicurare che mi stanca tanto. È un mestiere bello, ma molto faticoso".

Sabrina Ferilli e il cinema italiano

Ecco, c'è una cosa, solo una, che cambierebbe lei del cinema italiano?
"C'è una forma legata al provincialismo, alla gelosia. Siamo in pochi, eppure riusciamo a squalificarci sempre l'uno con l'altro. Questo è un problema generale, italiano, è endemico, non parte solo del mio mestiere. Oggi, ogni Paese vale molto meno di quello che valeva una volta. Ci sono meno soldi a disposizione, ci sono meno co-produzioni. Nonostante ciò, è ancora un paese dove il cinema fa scuola, rispetto ad altri paesi nel mondo".

Sabrina, Gloria dice che la vita è una recita, ci crede in questa cosa?
"Bah... Anche questo è un luogo comune. Però una cosa la dico: credo che sia giusto non svelarsi troppo, senza raccontarsi completamente per come si è".