Queste oscure materie 1x03 e 1x04, recensione: e alla fine arriva l’orso…

La recensione del terzo e quarto episodio di Queste oscure materie, serie BBC/HBO basata sui romanzi di Philip Pullman.

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Queste oscure materie: Ruth Wilson in una scena del terzo episodio

Con la recensione di Queste oscure materie 1x03 e 1x04 continua il viaggio nei mondi ideati da Philip Pullman e trasposti sul piccolo schermo dalla BBC in collaborazione con HBO. Un viaggio che, come abbiamo sottolineato nel nostro commento ai primi due episodi, ha il pregio principale di non bruciare le tappe come fece ai tempi il maldestro tentativo cinematografico: questa è una storia che ha bisogno dei propri ritmi, soprattutto per quanto riguarda il rapporto con il genere fantasy.

In tal senso, il terzo e il quarto capitolo sono due punti di transizione fondamentali: nel primo caso, con la firma dell'autrice di videoclip Dawn Shadforth, siamo ancora grossomodo nella zona "terra terra" introdotta negli episodi precedenti, mentre nel secondo, con la regia affidata al veterano del piccolo schermo britannico Otto Bathurst (che si redime dopo la sfortunata esperienza cinematografica di Robin Hood - L'origine della leggenda), si avvia la progressione verso il paranormale più spinto.

Trasferta al Nord

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Queste oscure materie: James Cosmo e Dafne Keen nel terzo episodio

Le mosche-spia e L'armatura sono i titoli degli episodi 3 e 4, e in essi è già parzialmente racchiuso il senso dei due capitoli a cui sono associati: intrigo da una parte, azione dall'altra. Il terzo episodio, infatti, ha una funzione principalmente esplicativa ed è pieno di conversazioni, in attesa che Lyra e gli altri giungano a destinazione. È una puntata "intermedia", densa di dettagli e spiegazioni, tra elementi che approfondiscono quanto già sappiamo (dopo lo scorso episodio, con la rivelazione sull'identità del padre di Lyra, ora apprendiamo l'intera verità, ossia che lei è il frutto di una relazione clandestina tra Lord Asriel e Mrs. Coulter) e altri che pongono le basi per storyline a venire, anche in vista delle prossime stagioni: si allude già al debutto di Will Parry, che nei libri appare a partire dal secondo volume. Rispetto a ciò che è venuto prima e ciò che verrà in seguito è forse l'episodio più "piccolo" in termini di ambizione, presumibilmente anche per una questione di budget dato che, dopo tre capitoli relativamente contenuti sul piano del fantasy, già a partire dal quarto le cose si fanno più serie nel mondo di Queste oscure materie.

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Queste oscure materie: Lin-Manuel Miranda in una scena del quarto episodio

Il quarto episodio è infatti quello dove debuttano gli orsi, o più precisamente il più importante di essi, Iorek Byrnison (dell'altro, Iofur Raknison, sentiamo per ora solo la voce). Con lui, e l'esordio imminente di Serafina Pekkala (in questa sede solo menzionata), si registra la vera svolta dello show in territori più vicini a ciò che si associa al fantasy in senso tradizionale: certo, gli animali parlanti sono parte integrante della mitologia di Pullman tramite la nozione dei Demoni, ma la figura dell'orso, imponente e con un vissuto tragico che rimanda a epoche perdute, dà al tutto un sapore molto epico, coadiuvato da una buona CGI e dall'occhio di Otto Bathurst, precedentemente dietro la macchina da presa di altre serie importanti come Black Mirror (fu lui a dirigere il primo episodio in assoluto) e Peaky Blinders. La trasformazione duplice, del mondo di Lyra e dello show che stiamo vedendo, è evidente, e la traiettoria individuata da Jack Thorne, anche senza la conoscenza pregressa dei romanzi, mette in mostra quel gusto per l'avventura che fa dell'universo di Pullman la scelta ideale per un palinsesto di un certo tipo (in Inghilterra la prima stagione è andata in onda la domenica alle 20, slot che dal 2018 appartiene anche a un mostro sacro come Doctor Who).

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Volti nuovi

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Queste oscure materie: Dafne Keen in una scena del terzo episodio

Insieme a Byrnison fa il suo esordio nello show anche l'aeronauta Lee Scoresby, rara presenza americana in termini sia narrativi (il personaggio è originario del Texas) che produttivi: mentre la maggior parte del cast è di estrazione britannica, Scoresby ha il volto di Lin-Manuel Miranda, star di Broadway e autore delle musiche di Oceania, dotato di un carisma molto teatrale che ben si presta a una figura che viene da lontano (anche se nell'universo letterario di Pullman tale concetto può essere molto vago) e fa irruzione in un conflitto le cui conseguenze potrebbero colpire non solo il mondo in cui si svolge l'azione, ma tutti gli altri mondi a cui i nostri eroi e i loro antagonisti cercano di accedere.

Quella di Miranda è anche una presenza utile per compensare l'uscita di scena provvisoria di James McAvoy, assente giustificato in vista di situazioni che richiederanno il suo ritorno al fianco di questa bislacca squadra alle prese con problemi più grandi di loro. La guerra è ormai alle porte, come suggerisce il tono di voce minaccioso di Raknison che chiude l'episodio, e la seconda metà della stagione si annuncia decisamente ricca da questo punto di vista.

Conclusioni

Chiudendo questa recensione di Queste oscure materie (episodi 3 e 4 della prima stagione) l'impressione positiva si riconferma, grazie a due capitoli per certi versi "intermedi" che in realtà sono fondamentali per la transizione dello show in territori più apertamente fantasy, come suggerisce il debutto di un personaggio poco umano come Iorek Byrnison. Le promesse per la seconda metà della stagione sono molto intriganti.

Movieplayer.it
4.0/5
Voto medio
4.0/5

Perché ci piace

  • Lin-Manuel Miranda è un'ottima aggiunta al cast.
  • Gli effetti speciali si riconfermano buoni con il debutto di personaggi digitali di un certo peso.
  • L'intrigo centrale si evolve in modo interessante.

Cosa non va

  • Il terzo episodio, più dialogato e meno ricco d'azione, potrebbe risultare "noioso" agli occhi di alcuni spettatori.