Lo sconosciuto del Grande Arco, la recensione: anche la Francia ha il suo The Brutalist (e non dura tre ore)

Stéphane Demoustier si concentra sull'architetto responsabile dell'Arco de La Dèfense, artista e intellettuale tanto candido e idealista quanto rigido e refrattario ai compromessi. Al cinema.

Claes Bang in una scena

Da The Brutalist a Megalopolis, gli architetti sono diventati materia cinematografica di prim'ordine. Su questa scia si innesta Lo sconosciuto del Grande Arco, film di Stéphane Demoustier in cui si racconta la vera storia dell'architetto che progettò La Grande Arche, monumento simbolo de La Défense, il moderno quartiere finanziario di Parigi.

Lo Sconosciuto Del Grande Arco Momento Del Film
Michel Fau nei panni di François Mitterrand insiemne a Claes Bang

Partendo dal libro di Laurence Cossé La Grande Arche, Demoustier si concentra sulla figura di Johann Otto von Spreckelsen, misconosciuto architetto danese che vinse il concorso indetto durante la presidenza di François Mitterrand col suo progetto, da lui chiamato 'il Cubo', diventando responsabile di una delle opere più imponenti della Francia contemporanea. Affascinato da questo personaggio così sui generis, il regista lo pone al centro della storia concentrandosi su questa figura di artista e intellettuale tanto candido e idealista quanto rigido e refrattario ai compromessi.

Dietro le ragioni di un'opera monumentale

Per raccontare una storia che si svolge nella prima metà degli anni '80 - il Grande Arco fu inaugurato nel 1987, ma all'epoca Otto von Spreckelsen era morto già da due anni - Stéphane Demoustier si è inventato una forma che rispecchiasse alla perfezione il materiale narrativo. Ecco spiegata la scelta del formato 4/3, della fotografia sbiadita e retrò di David Chambille, della predominanza dei campi medi e larghi, con pochi e mirati primi piani, e delle musiche d'atmosfera di Olivier Marguerit.

Lo Sconosciuto Del Grande Arco Foto
Xavier Dolan, Claes Bang e Sidse Babett Knudsen durante la conferenza stampa

L'afflato realista di Stéphane Demoustier si concentra sulla ricostruzione dettagliata della Parigi degli anni '80, mentre per quanto riguarda la creazione dei personaggi il regista si concede maggiori licenze creative. Completamente inventato quello affidato a Xavier Dolan, il tecnocrate Jean-Louis Subilon, l'"uomo di Mitterand" che si preoccupa dei costi e del consenso, romanzato quello della moglie di Otto von Spreckelsen (Sidse Babett Knudsen), che nel film si chiama Liv e assiste il marito nel suo progetto in veste di avvocato. Ma naturalmente la figura più complessa è affascinante è quella dell'architetto danese, che viene introdotto in una delle sequenze più divertenti del film. Viene, infatti, rintracciato da un affannato Subilon, che ha il compito di comunicargli la vittoria nel concorso per il monumento della Défense, mentre pesca nudo in un lago insieme alla moglie.

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Lo Sconosciuto Del Grande Arco Frame
Il modellino del Cubo

Quella citata nel titolo qui sopra è la risposta che fornisce un frastornato Otto von Spreckelsen nella prima conferenza stampa tenuta a Parigi dopo la notizia della vittoria. Il ritratto cesellato da Stéphane Demoustier grazie alla complicità dell'attore danese Claes Bang è il vero cardine del film. Elegante e compassato come un James Stewart contemporaneo, il suo Otto è un uomo qualsiasi gettato in pasto alla burocrazia e ai meccanismi del potere. Eppure di fronte agli ostacoli economici, legali e procedurali che si trova ad affrontare reagisce arroccandosi nella strenua difesa della sua visione. Un puro, un perfezionista ossessivo, capace di discutere da pari a pari con un bonario Mitterrand, che ha il volto pacioccone di Michel Fau, e a sedersi per terra per ore nel cortile del Palazzo presidenziale in cerca di un colloquio quando il vento (politico) gira e il Presidente perde le elezioni, mettendo a repentaglio la sua creazione.

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Lo Sconosciuto Del Grande Arco Immagine
Xavier Dolan e Swann Arlaud seduti a un tavolo

Quello di Demoustier non è un film mastodontico e visionario come Megalopolis né una manifestazione di potenza egotica come The Brutalist, col quale però condivide una capatina alle cave di marmo di Carrara, che si confermano location fervida di suggestioni. Apparentemente più contenuto nella visione e nei mezzi, Lo sconosciuto del Grande Arco si rivela una pellicola intrigante e complessa, che riflette sull'integrità dell'artista e sulla reazione dell'individuo di fronte ai meccanismi di potere e al successo improvviso (e imprevisto).

Lo Sconosciuto Del Grande Arco Michel Fau
Mitterrand osserva il modellino del Cubo della Défense

Ma è anche uno spaccato storico che ci racconta un pezzo di Francia del passato recente grazie all'impegno di una manciata di attori di talento. Nella drammaticità della vicenda non mancano momenti umoristici che valorizzano l'equilibro generale dell'impianto narrativo. E siamo lieti di ritrovare Xavier Dolan in veste di interprete ispirato, incisivo e maturo dopo le passate esternazioni sulla sua voglia di mollare il mondo del cinema, qui in coppia con Swann Arlaud, altro volto noto per chi bazzica il cinema francese anche lui protagonista di una performance che lascia il segno.

Conclusioni

Accurato e sorprendente il biopic di Stéphane Demoustier sull’architettò che progettò Il Grande Arco de La Défense. Come svela la nostra recensione de Lo sconosciuto del Grande Arco, la pellicola si concentra sul personaggio interpretato con trasporto da Claes Bang e sulla sua battaglia per difendere la sua visione di fronte agli ostacoli tecnici, economici e politici. Non privo di humor, il film presenta interessanti spunti di riflessione e vanta una notevole performance dell’attore e regista Xavier Dolan.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
3.0/5

Perché ci piace

  • Pellicola interessante e ben costruita.
  • Notevoli le performance di Claes Bang e Xavier Dolan e la ricostruzione della Parigi degli anni '80.
  • La drammaticità degli eventi viene stemperata da un certo humor.

Cosa non va

  • A tratti il comportamento ostinato del protagonista risulta un tantino ottuso.