Leo Ortolani, Magister del Comicon 2026: “non ci sono più confini tra i media”

Autore brillante, ma anche in qualche modo critico cinematografico prestato al fumetto, Leo Ortolani è il Magister perfetto per una manifestazione come il Comicon, in cui i confini tra i media si fanno sempre più sfumati.

Leo Ortolani, Magister del Comicon 2026

In principio era Rat-Man. Un'opera a fumetti che abbiamo avuto il piacere e l'onore di conoscere sin dagli esordi, tra le fiere di fumetti degli anni '90 che bazzicavamo. Poi Leo Ortonali è andato oltre, rivelando l'autore completo e profondo che si nascondeva dietro quel geniale e brillante umorismo e ne abbiamo avuto prova ancora una volta con l'albo presentato lo scorso autunno, Ta-Pum, opera ambientata durante la battaglia Ortigara, combattuta nella Grande Guerra sull'Altopiano dei Sette Comuni. Un vero capolavoro.

Lo ritroviamo ora in veste di Magister al Comicon di Napoli, edizione 2026, l'occasione per ragionare con lui di cultura popolare e di media diversi. E soprattutto dei confini sempre più sfumati tra essi, un concetto che in un contesto come quello del Comicon si manifesta in modo netto e concreto.

La fine dei confini tra Media

Leo Ortolani è stato infatti un precursore di questa contaminazione così evidente oggi e che come Magister del Comicon in qualche modo accoglie. "Alla base è tutta narrazione" ci ha detto infatti, "poi decidi tu come si sviluppa una storia, che mezzi usi: puoi usare la matita, puoi usare la cinepresa. Per cui, effettivamente, fin da bambino mi divertivo a fare a fumetti cose che avevo visto in televisione, quindi serie tv, film... E direi che questi confini si sono ovviamente sgretolati con l'arrivo dei fumetti come film."

Una contaminazione totale in cui non solo romanzi e fumetti diventano film, ma anche videogiochi o ogni altro tipo di opera passa da un mezzo di comunicazione all'altro. "Non parlerei mai più di confini. Il Comicon parla di cultura pop, di qualunque cosa che possa avere un effetto emotivo sul pubblico, sui lettori o sugli spettatori, e diventa argomento di cui si può tranquillamente parlare."

La crisi dei Supereroi e la "Superhero Fatigue

Se abbiamo individuato Leo Ortolani come precursore di questa contaminazione tra mondi, lo è stato anche nello sdoganare il supereroe presso un pubblico che non vi era avvezzo. Come la Marvel molti anni dopo con il suo Universo Cinematografico, aveva raggiunto un pubblico di non appassionati. Ma il calo di attenzione negli ultimi tempi è fisiologico o frutto di scelte sbagliate? "Da scrittore, secondo me è frutto di scelte sbagliatissime. Si sta andando verso un modo di scrivere che debba essere omogeneizzato, debba essere ridotto ai minimi termini perché le persone che guardano il film non sono attente e devi spiegare le cose più volte"

The Marvels 16
The Marvels: Brie Larson in una scena del trailer

Si deve inseguire un pubblico distratto, superficiale e "inserire tutta una serie di elementi a mio parere inutili, perché devi spiegare, devi motivare, e quello che ne viene fuori è un grandissimo 'chi se ne frega'. Un tempo c'era Darth Vader: era cattivo. Perché? L'avremmo scoperto forse tre anni dopo, cioè tre film dopo, non era necessario spiegarlo nel primo film perché era così. Trovo che questa cosa stia veramente affossando tantissimi progetti." Non è solo colpa degli autori, ma anche di tante altre figure professionali, a partire dai produttori, vuole "mettere bocca su tutto e questa purtroppo è una piaga che sta attraversando un po' tutto al momento. Io spero che ci sarà poi una bellissima implosione e quindi, visto che le cose non funzionano, finalmente si torni a dar retta a chi sa scrivere."

Top e flop di Leo Ortolani

La La Land: Emma Stone e Ryan Gosling insieme nella prima immagine del film
La La Land: Emma Stone e Ryan Gosling insieme nella prima immagine del film

Allora ci è venuto spontaneo chiedere un film degli ultimi anni che ha colpito Leo Ortolani e uno che invece ha fatto fatica a digerire. "Un film che addirittura mi ha convinto, anche se non sono un amante particolare dei musical, è La La Land. Per me è stata una rivelazione, perché è proprio un film che osa molto, in una maniera che uno non si aspetterebbe da un film di questo genere, che è comunque una commedia sentimentale musicale. Ed è infatti avuto un successo incredibile."

Heart Of Stone Gal Gadot 1
Heart of Stone: Gal Gadot durante una foto del film

E la delusione? "Purtroppo ce ne sono tanti, ma mi viene in mente Heart of Stone, ad esempio, con Gal Gadot, che ha tutti gli elementi possibili immaginabili di un film action alla 007... ed è invece una noia mortale. Siccome era su piattaforma io l'ho visto in quattro pezzi, perché l'ho anche intervallato con un film su un coccodrillo australiano che divora... che mi ha acchiappato tantissimo per un'ora e mezza, più di quello lì che doveva essere un grandissimo blockbuster. Ecco, secondo me lì c'è proprio un problema di sceneggiatura. Di tutto."