Nonostante il successo e la buona accoglienza dello scorso anno a Venezia, nelle sale purtroppo è rimasto nascosto e poco seguito rispetto a quanto avrebbe meritato. Sì perché La valle dei sorrisi, un folk horror tutto italiano diretto da Paolo Strippoli e girato sulle montagne friulane, è un piccolo film per tanti motivi da non perdere non solo per gli appassionati del genere, ma anche per chi non ama questo tipo di prodotti e non li frequenta tanto.
Per fortuna adesso è venuta in soccorso l'uscita homevideo targata CG-Vision a offrire al pubblico la possibilità di recuperare il film: non a caso, a sottolineare il valore della pellicola, La valle dei sorrisi è uscito anche in blu-ray, formato che permette di apprezzare fino in fondo le tematiche importanti di un film che vede affiancati nomi affermati del cinema italiano come Michele Riondino, Paolo Pierobon e Roberto Citran, a giovani convincenti come Giuli Feltri e Romana Maggiora Vergano. Ma prima di passare a tessere le lodi del prodotto homevideo, che regala tra l'altro una scena da non perdere tra gli extra, vediamo perché il film di Paolo Strippoli merita di essere recuperato.
Altro che jump scare, qui l'horror è impastato di dolore e solitudine
In due parole la storia: il professor Rossetti ancora traumatizzato per la morte del figlio arriva per lavorare come supplente a Remis, paesino di montagna, dove tutti sembrano stranamente felici. Ben presto scopre che i cittadini si "liberano" del proprio dolore grazie a un teenager che tutti chiamano "angelo" per la sua capacità di assorbire la sofferenza altrui. Dimenticate jump scare e facili spaventi per ragazzini come nella maggior parte dei prodotti di genere d'oltreoceano, qui il thriller-horror è solo un veicolo, quasi un involucro per parlare di altro, ovvero dell'importanza del dolore nelle nostre vite, della malsana illusione di riuscire ad aggirarlo tramite facili scorciatoie, mentre va accettato, processato e metabolizzato.
Ma La valle dei sorrisi è anche un film sull'importanza del contatto e sulla solitudine, sia quella dell'adolescenza sia di chi si sente in qualche modo diverso. E pur con qualche comprensibile ingenuità da parte di un regista giovane, tutto questo materiale bollente viene messo in scena con indubbia capacità visiva, grazie alla particolare ambientazione montana e ad alcune trovate che rendono l'atmosfera inquietante e ansiogena.
Il blu-ray: un video che esalta mistero e atmosfere inquietanti
Dicevamo del prodotto CG-Vision grazie al quale è possibile recuperare il film in homevideo. Ebbene il blu-ray rende pienamente giustizia alle atmosfere del film, con un video che regala visioni mozzafiato delle suggestive locations di Tarvisio e Sappada, con bellezze naturali che trasmettono una sensazione di serenità che si rivelerà però solo il paravento dietro il quale si nasconde un segreto. Il dettaglio è elevato sia sui primi piani che nelle panoramiche, il croma piacevolmente naturale, mentre il quadro offre una brillante compattezza anche nelle circostanze più critiche, come le tante scene in notturna nelle quali i dettagli emergono da un nero profondo e convincente. Una visione che insomma esalta il look del film e ne trasmette tutta l'inquietudine e il mistero.
L'audio e quella tensione crescente
Fondamentale per un film del genere anche l'aspetto audio. Ripetiamo, non stiamo parlando di quegli horror fatti di urla, strepiti e botti improvvisi, ciò non toglie che in alcune sequenze particolarmente forti anche il sonoro gioca un ruolo fondamentale. In questo viene in aiuto il DTS HD Master Audio 5.1 che regala dialoghi chiari e soprattutto una curata ambienza di fondo fatta di quei piccoli rumori di un paesino di montagna, per poi aumentare le marce in termini di spazialità, utilizzo dei surround ed entrate dei bassi nelle scene più movimentate e più horror in senso stretto. Anche l'audio pertanto contribuisce a entrare nella vicenda e a immergere lo spettatore nella tensione crescente che permea la misteriosa storia della comunità montana.
Gli extra: un backstage e una scena aggiuntiva da non perdere
Pochi contenuti speciali ma decisamente interessanti. Da non perdere la scena extra, non citata fra l'altro in fascetta, denominata Un anno dopo, che dura 4 minuti ed è quasi un simpatico e per certi versi ironico finale alternativo del film, su una possibile prosecuzione della storia a qualche tempo di distanza. Troviamo poi un backstage di 14 minuti che ha uno stampo prettamente promozionale ma regala oltre agli interventi di regista e cast anche qualche momento della lavorazione sul set e la rivelazione di alcuni trucchi visivi. Importante la sottolineatura sull'importanza fondamentale della location per le atmosfere che si respirano nel film.