La casa inquietante, la recensione: su Netflix l’horror austriaco per ragazzi che non riesce a spaventare

La nostra recensione de La casa inquietante, horror per ragazzi diretto da Daniel Prochaska che non riesce mai veramente ad inquietare lo spettatore, nemmeno se appartenente al target a cui il film è destinato.

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La casa inquietante: una scena

L'horror è un genere principalmente destinato agli adulti, da sempre però esistono prodotti - tanto film che serie tv - che cercano di riadattarne gli stilemi a un pubblico più giovane, stemperandone la violenza e i lati più oscuri. Un esempio recente ben riuscito potrebbe essere Scary Story to Tell in the Dark, diretto da André Øvredal e prodotto da Gillermo del Toro, che, pur non facendo saltare sulla poltrona lo spettatore più scafato, è comunque in grado di creare un immaginario particolarmente inquietante e spaventosamente affascinante. Come vedremo in questa recensione di La casa inquietante, l'horror per ragazzi appena reso disponibile su Netflix, il film diretto da Daniel Prochaska non riesce ad ottenere il medesimo risultato: pur avendo a sua disposizione una buona (seppur trita e ritrita) premessa e delle location perfette per questo genere di storie, questo film non riesce né a catturare l'attenzione dello spettatore (sia dell'adulto che del giovanissimo) né, tantomeno, a scatenare in lui quel minimo sindacale di brividi che un racconto del terrore richiede.

Il trasferimento in una nuova (inquietante) dimora

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La casa inquietante: una foto del film

Dopo la morte del marito, Sabine (Julia Koschitz) è costretta a trasferirsi dalla città alla (sperduta) campagna insieme al piccolo Eddi (Benno Rosskopf) e al reticente Hendrik (Leon Orlandianyi), che ovviamente avrebbe preferito continuare la sua vita di sempre insieme ai suoi amici. Se il trasloco improvviso non fosse già di per sé sufficiente a scatenarle il malcontento del teenager, ci si mette anche la nuova casa che, come i tre scopriranno presto, è stata teatro del cruento omicidio di due ragazzini per mano della loro madre (poi suicida). Ovviamente la fatiscente dimora è ora infestata e Eddi sembra essere diventato l'obiettivo prediletto di uno dei fantasmi, che vuole servirsi di lui per ottenere vendetta. Hendrik, insieme a due nuovi amici, cercherà di risolvere il mistero che ruota attorno ai precedenti inquilini della casa, tentando così di liberare il suo fratellino dalla nefasta influenza degli spiriti.

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La casa inquietante: un momento del film

Come potrete intuire da questa breve premessa, la trama de La casa inquietante non brilla certo per originalità, ma comunque racchiude alcuni spunti interessanti soprattutto per un pubblico giovane. Pur cominciando con il piede giusto, però, il film procede senza mai definirsi in un genere ben preciso: fatichiamo a vederlo come horror, perché non fa nemmeno il tentativo di spaventarci, né come un thriller/mistery, visto che la soluzione dell'arcano a cui gira attorno tutta la narrazione è chiara allo spettatore fin troppo velocemente. La storia di un'avventura adolescenziale senza alcun tipo di scossone, che, secondo noi, nemmeno un pubblico completamente a digiuno di horror potrebbe davvero apprezzare.

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La casa inquietante: una sequenza

Temi da approfondire

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La casa inquietante: un'immagine del film

Tratto dal romanzo per ragazzi di Martina Wildner, parte della trilogia horror Allgäu, La casa inquietante offre inizialmente degli spunti interessanti, soprattutto legati al contesto in cui la storia è ambientata. Il fatto che si tratti di una città di frontiera (tra Austria e Slovenia) e che lo scontento nei confronti di chi viene da "fuori" sia palpabile, è certamente qualcosa che andava esplorato maggiormente, e che forse avrebbe aggiunto un livello di complessità in più alla trama e ai personaggi. Un altro elemento che sulla carta pare molto importante ma che è stato quasi completamente messo da parte è l'influenza del lutto sulla vita di protagonisti. Sappiamo che i tre si sono trasferiti dopo la morte del padre, ma non ci si sofferma mai su come stiano reagendo alla perdita e alla nuova situazione. Si tratta di un racconto per ragazzi, lo sappiamo, e forse si è cercato di alleggerire al massimo le atmosfere. A nostro parere, però, anche se il proprio target è molto giovane, non è detto che certi temi non possano essere trattati con il giusto tatto e la giusta importanza.

Protagonisti convincenti

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La casa inquietante: un'immagine

Detto questo, però, a rendere la visione leggermente più coinvolgente ci pensano i quattro protagonisti che, seppur non venendo particolarmente approfonditi, sono caratterizzati in maniera piuttosto convincente; i giovani interpreti, poi, dimostrano davvero una buona sintonia sullo schermo.

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La casa inquietante: una scena del film

La casa inquietante è, in conclusione, una storia poco horror e poco thriller, che potrebbe piacere ad un pubblico giovane non alla ricerca di quel brivido in più ma di un racconto familiare privo di tensione e ricco di buoni sentimenti. Da parte nostra, però, siamo convinti che, oltre che a scontentare chi vorrebbe qualcosa di decisamente più spaventoso, il film di Daniel Prochaska difficilmente riuscirà a distinguersi nello sconfinato catalogo della piattaforma streaming.

Conclusioni

Non possiamo che terminare questa recensione de La casa inquietante che sottolineando come l’horror diretto da Daniel Prochaska non riesca mai veramente a spaventare lo spettatore, nemmeno se appartenente al target a cui è cui è destinato, i più giovani. Bravi i quattro giovani protagonisti, convincenti e in sintonia.

Movieplayer.it
2.0/5
Voto medio
1.3/5

Perché ci piace

  • Alcune premesse interessanti.
  • I quattro protagonisti, convincenti e in sintonia.

Cosa non va

  • Il film di Daniel Prochaska non riesce né a spaventare né ad essere mai veramente inquietante.
  • Molti dei temi proposti avrebbero meritato un maggiore approfondimento.