L'agente segreto, intervista a Wagner Moura: lo squalo come "metafora" e la sfida a Bolsonaro

Memoria, resistenza politica e quell'omaggio a Cary Grant: l'attore (fenomeno) e il regista Kleber Mendonça Filho raccontano a Movieplayer uno dei film più belli (e più importanti) dell'anno.

Wagner Moura e Kleber Mendonça Filho nella nostra intervista

"Sono nato nel 1976. La dittatura è poi finita nell'85, ma gli echi sono rimasti. Nel 2019 ho diretto Marighella, film sul leader della resistenza armata brasiliana, poi censurato da Bolsonaro", dice Wagner Moura, durante il ristretto incontro stampa a cui abbiamo partecipato. L'attore, attualmente il migliore in circolazione (un Golden Globe e una nomination all'Oscar), è il protagonista de L'Agente Segreto, diretto da Kleber Mendonça Filho. "All'epoca i miei genitori parlavano a voce bassa, c'era timore. Il film per me è come un album di foto: le camicie sbottonate di mio papà, le sue sigarette nella tasca sinistra. Quell'atmosfera mi era familiare. Ero affascinato dai giovani di allora che volevano cambiare il mondo".

L Agente Segreto Wagner Moura Immagine
L'Agente Segreto: Wagner Moura in un'immagine del film

Del resto, il film parla di memoria, di testimonianza, di eredità. La storia è quella di Marcelo, ex professore arrivato a Recife durante la settimana del carnevale. Vuole rivedere suo figlio, ma l'uomo capisce di essere braccato dalla polizia, al soldo del regime. Grottesco, umoristico, drammatico, epico. Dentro L'Agente Segreto c'è un po' di tutto. Un'eco, quello del film, capace di allungarsi fino alla nostra più stretta attualità.

Wagner Moura, Kleber Mendonça Filho e un film "attuale"

"Raccontiamo di quelle persone che volevano rovesciare il governo, ma anche di quelle che volevano solo vivere le loro vite in pace", continua Moura. "In moltissimi sono stati uccisi o torturati per le idee politiche, o l'orientamento sessuale. Sia io che Kleber abbiamo scontato le conseguenze per aver espresso il nostro dissenso contro Bolsonaro. Ma questo non è nulla in confronto alle persone che si opposero al governo negli anni '60 e '70 durante la dittatura".

Tra le righe - ma nemmeno poi troppo - è quindi chiara la lettura contemporanea de L'agente segreto. "L'attualità del film mi è apparsa chiara dopo che alcuni amici hanno letto la sceneggiatura, facendomi notare lo strano periodo che stavamo vivendo in Brasile con l'ascesa al potere della destra", spiega Kleber Mendonça, seduto affianco all'attore. "Bolsonaro è stato eletto nel 2018. Hanno iniziato a usare parole come "ditabranda" per riferirsi a una dittatura più morbida, piazzando militari al governo. Insomma, mi sono accorto che stavo scrivendo della logica contemporanea".

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Sempre il regista, dalla parlata lenta e placida, quasi musicale, come il tono del film, si sofferma sul profilo del protagonista, disegnato sul contorno di Moura: "Wagner incarna persone che amo: i miei genitori, mio padre, Wagner stesso e anche me stesso. Anche le donne che scrivo hanno tratti della mia personalità". Tra i riferimenti, "il Cary Grant di Intrigo Internazionale di Hitchcock: un uomo che non capisce bene cosa gli stia succedendo"_.

Il significato dello squalo (e della gamba mozzata) ne L'agente segreto

L Agente Segreto Kleber Mendonca Filho  Photo Credits Victor Juca
Mendonça sul set del film

Se di memoria si parla - e il regista cita Blade Runner quando parla di "memoria come impianto artificiale" - ne L'agente segreto c'è una traccia weird, che sfiora il grottesco. Come sottotrama, c'è un'indagine che cerca di far luce su una gamba mozzata trovata nella pancia di uno squalo. Una scelta altamente metaforica, che cita direttamente il capolavoro di Spielberg. "L'idea dello squalo nel film nasce innanzitutto da Lo squalo di Steven Spielberg, che negli anni Settanta è diventato un vero e proprio fenomeno culturale a livello mondiale", dice Mendonça. Quando si racconta una storia, "l'utilizzo di riferimenti culturali - che siano una canzone, un libro, un film o un programma televisivo - aiuti a raccontarla meglio e a collocarla in un preciso contesto".

In un altro senso, il significato dello squalo riguarda anche le emozioni umane: "Lo squalo è un predatore al vertice della catena alimentare. Credo che incarni tutte le nostre paure più profonde: la paura della morte, della morte violenta, del sangue nell'acqua. Tutto questo costituisce una linea narrativa molto potente. E sembra funzionare davvero bene".

L'idea originale de Lo Squalo

Sullo squalo, e sul film di Spielberg, ecco anche Wagner Moura, che dice: "Ho recitato in un'opera teatrale che ho scritto insieme alla regista Christiane Jatahy, basata su Un nemico del popolo di Ibsen. La commedia racconta di un uomo che scopre che l'acqua della città è contaminata e cerca di avvisare il sindaco, il quale però si rifiuta di rendere pubblica la notizia perché distruggerebbe l'economia della città. Questa, in fondo, è esattamente la trama de Lo squalo. Spielberg ha, in un certo senso, "rubato" quella struttura narrativa per il suo film".

L Agente Segreto Set
Dietro le quinte de L'agente segreto

E conclude, "Ho parlato molto di questa opera con Kleber, perché il personaggio di Thomas Stockmann - che interpreto nella pièce - è semplicemente un uomo che cerca di vivere nella verità. L'idea che la verità, come sappiamo, sia finita è molto presente nel film, che parla di memoria e di mancanza di memoria. È una connessione forse strana, ma ricordo chiaramente quanto abbiamo discusso di questa commedia mentre lavoravamo al nostro film".