Keeper, intervista a Oz Perkins e Tatiana Maslany: "Un horror sulla mascolinità tossica"

Il regista e la protagonista raccontano le relazioni tossiche attraverso una traccia soprannaturale. Li abbiamo intervistati.

Tatiana Maslany è la protagonista di Keeper - L'eletta

"Sai chi critica i film? Persone che non li fanno e non hanno idea di che cosa sia l'arte. Un critico non ha assolutamente idea di cosa voglia dire fare un film dal punto di vista pratico. È per questo che ne parlano così tanto". È con questo spirito combattivo che Oz Perkins ha condotto l'intervista su Keeper - L'eletta, che ha girato subito dopo Longlegs, quando ancora non sapeva di avere tra le mani un successo.

Keeper Tatiana Maslany
Tatiana Maslany in Keeper - L'eletta

Si tratta di un horror folk, nato, come ci ha detto, dal desiderio di continuare a lavorare con quella crew con cui si è trovato così bene: "Avevo appena finito di girare Longlegs e all'epoca non sapevamo se sarebbe andato bene. Ero a Vancouver, dove sto realizzando anche un altro film. Abbiamo deciso di continuare a lavorare insieme, con lo stesso gruppo di professionisti. E ho realizzato questo, che è una specie di bambino segreto figlio dell'amore. Poi Longlegs è stato un grande successo. Keeper è nato semplicemente dal desiderio di fare un altro film insieme, con persone con cui lavoro alla grande".

Con Tatiana Maslany, che nel film è la protagonista, Liz, si è trovato talmente in sintonia da volerla di nuovo in The Monkey. Keeper - L'eletta è invece la storia di una donna che si frequenta con un dottore, Malcolm (Rossif Sutherland). In occasione del loro primo anniversario la invita a trascorrere il weekend nella sua baita nel bosco. Tutto dovrebbe essere perfetto, ma Liz comincia a sentirsi a disagio. A partire dalla strana torta lasciata come regalo dalla custode della casa. Quando l'uomo viene chiamato per un emergenza da un paziente, la sensazione di pericolo aumenta.

Oz Perkins, Tatiana Maslany e i reshoot di Keeper - L'eletta

Non chiedete a Perkins dei reshoot fatti per Keeper - L'Eletta, perché gli monta subito l'orgoglio da regista: " Avere la possibilità di fare dei reshoot è come se ti svegliassi il 26 dicembre e fosse di nuovo Natale. È meraviglioso: puoi rimediare ai tuoi errori, essere più intelligente. Non c'è niente di male, è un privilegio. Tutti noi cerchiamo di creare qualcosa di bello, in grado di far provare qualcosa alle persone: il processo con cui ci arriviamo non è importante. C'è uno stigma attorno ai reshoot, ma è assurdo: non siamo esseri perfetti. A volte fare bene le cose è complicato, per questo li amo: li userò ogni volta che ne avrò l'occasione".

D'accordo Maslany: "Impari a conoscere il film nel momento in cui lo realizzi e a ogni processo cambia personalità. Si trasforma al montaggio, quando aggiungi la colonna sonora e gli effetti sonori. A volte i reshoot ti aiutano ad arrivare al film che avevi in mente. Questo in particolare è stato fatto come un esperimento, specialmente all'inizio. Quando abbiamo cominciato non avevo idea dell'aspetto che avrebbe avuto il personaggio della Madre, non sapevo nemmeno chi fosse. L'ho compreso solo quando ho visto il montaggio finale: in quel momento il film ha assunto un significato completamente diverso. È bellissimo che i film siano materia viva, in grado di adattarsi, che siano elastici e non una cosa immutabile".

L'horror e la mascolinità tossica

Ci troviamo di fronte a un horror sprannaturale, ma il vero cuore di Keeper - L'eletta è il saper riconoscere la mascolinità tossica. Per Maslany è stato un ruolo complesso, perché il suo personaggio fa di tutto per chiudere gli occhi: "Liz vive una situazione complessa: dentro di lei sente che la persona che ha accanto non è ciò che dice, ma in apparenza lui continua a dire che va tutto bene. La baita è bellissima, i boschi attorno anche. Ma lei continua a sentirsi in pericolo. Perché? Quando ti spingono a non fidarti del tuo istinto è quasi come se separassero la tua mente dal corpo. Il mio personaggio è spinto a non tenere conto delle tante red flag che il suo partner mostra. Non se ne va perché, su carta, questa situazione è fantastica. Ma in realtà è da tanto che è da sola in questa relazione. E questo crea una frattura dentro di lei".

Keeper L Eletta Tatiana Maslany Rossif Sutherland
Tatiana Maslany e Rossif Sutherland in Keeper - L'eletta

Il regista ha invece affrontato questa storia facendo autoanalisi: "Anche mia moglie dice spesso che sente la verità nel suo corpo, ma poi la sua mente cerca di convincerla che quella situazione non sia così. A me non succede. La domanda che mi sono fatto io è invece: quanto sono simile a Malcolm? Quali elementi della mia mascolinità devo analizzare? La mascolinità tossica è diventa ufficialmente inaccettabile soltanto in tempi recenti, credo da 10 anni. Prima si diceva: sono ragazzi, si comportano così. C'è stata una correzione notevole, ringraziando Dio, ma per moltissimo tempo gli uomini non si sono fatti domande. Pensavano che le cose dovessero andare così. Mi sono analizzato: quando sono stato disonesto? Quando manipolatorio? Ho ritrovato degli aspetti di lui in me e questo mi ha aiutato a realizzare il film".

Malcolm dice che gli dispiace molto di amare Liz, perché gli piace molto come persona. Questa frase ha un senso quando la trama si rivela nella sua interezza, ma, film a parte, si può davvero non apprezzare la persona che si ama? Per Perkins: "Quando ami qualcuno a volte incarna cose che i tuoi genitori non ti hanno dato. Cerchi in quella persona un pezzo che ti manca. Se tuo padre non ti ha dato qualcosa, in quella persona cerchi chi te la possa finalmente dare. Spesso è questo l'amore. Amare qualcuno però è diverso da apprezzare davvero quella persona: magari incontri qualcuno di molto attraente, sexy, divertente, intelligente che ti piace tanto, ma finisci per non amarlo, perché non ti dà ciò che ti manca. Per me amare ha a che fare più con te stesso, mentre apprezzare qualcuno per come è in sé ti porta a uscire fuori da te e vedere l'altro. È più facile amare qualcuno che ci piace se siamo a posto con noi stessi".

Gli effetti speciali di Keeper - L'eletta

Non riveleremo molto, ma diciamo che in quella baita Liz non rimane sola a lungo. In Keeper - L'eletta ci sono diversi personaggi che hanno richiesto effetti speciali. Perkins ne va fiero: "Tutti pensano che gli effetti speciali del film siano prostetici, invece sono VFX, molto belli, realizzati dall'artista Edward J. Douglas. Abbiamo lavorato insieme negli ultimi due anni e ha fatto delle cose splendide per i miei film. Ad esempio la scena della persona che esplode nella piscina in The Monkey: è tutta farina del suo sacco, io non c'entro nulla. Questo film è stato realizzato con zero budget e zero tempo, quindi è la sorta di versione professionale di un film realizzato da studenti. Penso che abbiamo fatto un ottimo lavoro, anche se con le sue limitazioni. Quando dico zero soldi intendo proprio zero soldi. È una cosa che non viene enfatizzata abbastanza".

Per quanto riguarda il look dei personaggi invece: "L'aspetto dei mostri è un riflesso della convinzione di Malcolm che non abbiano cultura. Pensa che siano ratti. Ci siamo allora chiesti cosa sarebbe successo se non fossero stati ratti e provassero il dolore in maniera profonda. Quindi abbiamo capito che il loro volto doveva essere una rappresentazione grafica della sofferenza. Sono l'incarnazione del dolore delle donne maltrattate negli anni. Abbiamo finito per chiamarle maschere del dolore. Il personaggio della Madre è un'estensione di questa idea".