Il signore delle Mosche, recensione dei primi episodi: un adattamento fedele e riflessivo

Ecco cosa pensiamo della nuova serie tv che adatta il capolavoro cupo e disilluso di William Golding. Su Sky e in streaming su NOW.

Il personaggio di Piggy ne Il Signore delle Mosche

Sono passati più di settant'anni, ma Il Signore delle Mosche di William Golding è ancora uno dei romanzi più inquietanti della storia della letteratura. Un'opera che nel 1954 fu rifiutata da ben venti case editrici prima di essere pubblicata, per poi diventare un caposaldo della narrativa del ventesimo secolo. Nel corso degli anni ha avuto diversi adattamenti cinematografici: uno del 1963, più fedele all'opera originale e recitato da attori non professionisti, e uno del 1990, americano, che però trasponeva l'opera spingendo più sulla violenza che sull'aspetto psicologico, vero cuore della narrazione.

Il Signore Delle Mosche Cast
Il cast in una scena della serie

Ora, dopo la presentazione al Festival del cinema di Berlino, arriva la serie tv targata BBC e scritta da Jack Thorne, noto per essersi occupato di un altro recente adattamento letterario, quello di His Dark Materials, e della pluripremiata serie Adolescence. Disponibile da noi su Sky, questa nuova incarnazione del capolavoro di Golding promette di fare un passo indietro esplorando più che altro l'aspetto psicologico e sociale: un'utopia negativa che non smette di spaventare, specchio di una società che oggi, purtroppo, sentiamo ancora più presente e verosimile.

La trama: sopravvivenza e caos su un'isola deserta

Il Signore Delle Mosche Serie Sky Lox Pratt
Lox Pratt nei panni di Jack

Un aereo con a bordo gli alunni di una scuola maschile precipita su un'isola deserta. Nessun adulto sopravvive e a uscire vivi dallo schianto sono solo un gruppo di bambini e ragazzini sperduti e spaventati. I primi a ritrovarsi sono Nicholas, chiamato da tutti Piggy, e Ralph, figlio di un ufficiale della Marina.

Dopo aver trovato una conchiglia in grado di produrre un suono udibile a grande distanza, i due riescono a radunare tutti i superstiti, tentando di organizzare il gruppo in base a necessità e priorità di sopravvivenza. L'equilibrio raggiunto, però, inizia a vacillare molto presto: i piccoli sono ingestibili, le cose da fare sono tante e Jack, capo del coro della scuola e dei cacciatori, inizia a prendere posizioni sempre più estreme e problematiche.

L'anima nera dell'essere umano

"L'uomo produce il male come le api producono il miele". L'intento del romanzo era indagare il possibile comportamento di un gruppo di giovani esseri umani alle prese con una situazione alienante e pericolosa, raccontando la perdita dell'innocenza e quell'indole selvaggia e animalesca che ci portiamo dentro in quanto specie, e che lasciamo ancora uscire fuori in determinate situazioni.

Con Il Signore delle Mosche, Golding voleva far comprendere quel meccanismo degli orrori che porta ai conflitti e quindi alla guerra, scioccando il lettore con la scelta di soggetti giovani, figli della borghesia, che fondamentalmente potevano essere i nostri bambini o quelli del vicino. Proprio per questo la nuova serie ci sembra arrivare al momento giusto, e per capirlo basta dare una rapida occhiata alla cronaca recente.

Il Signore Delle Mosche Scena
Un'immagine di Il signore delle Mosche

In questa produzione, Thorne e il regista Marc Munden scelgono di rimanere il più possibile aderenti all'opera originale: ambientano le vicende presumibilmente negli anni in cui il libro è stato scritto, alternando dialoghi rarefatti e intensi a immagini profondamente evocative. Non aspettatevi una narrazione dal ritmo serrato, ma piuttosto un lavoro più riflessivo che richiede attenzione e spirito critico per essere compreso fino in fondo. Una storia dai molteplici livelli narrativi, un'oscura caduta libera verso la follia che viene mostrata e ritratta attraverso scelte di regia estremamente efficaci.

Un inizio promettente

Ovviamente, avendo visto solo due dei quattro episodi di cui è composta, non possiamo esprimere un giudizio completo ed esaustivo sull'intera opera ma, per come è stata resa la componente visiva e per la scrittura dei personaggi, ci sentiamo di affermare che nella prima metà Il signore delle mosche si avvia sulla giusta strada. Il punto di vista dello sceneggiatore, e di conseguenza degli spettatori, non è giudicante verso i singoli, ma piuttosto verso l'essere umano in quanto specie e quindi verso noi stessi.

Il Signore Delle Mosche Ralph
Il personaggio di Ralph

Vedere come Ralph, Piggy, Jack e gli altri ragazzi perdono per sempre l'innocenza dell'infanzia, sapendo che non gli verrà mai restituita, ci spinge a fare i conti con la nostra coscienza. Perché di quello che la serie ci mostra, e che William Golding ci ha raccontato negli anni Cinquanta, ne siamo testimoni tutti i giorni: basta aprire un sito di notizie o l'account social di uno di essi.

Conclusioni

La nuova miniserie de Il Signore delle Mosche scritta da Jack Thorne esplora l'animo umano con un approccio profondamente psicologico e fedele al capolavoro di Golding. Attraverso una regia evocativa e un ritmo riflessivo, i primi due episodi convincono appieno, mettendo in scena la perdita dell'innocenza e la naturale propensione al conflitto della nostra specie. Quella che emerge è un'utopia negativa angosciante, che ci costringe a fare i conti con la nostra coscienza rivelandosi uno specchio crudo e attualissimo della società contemporanea.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • L'adattamento fedele e profondo.
  • La regia, evocativa e a completo servizio della storia.
  • Le immagini suggestive e potenti.
  • I giovani interpreti.

Cosa non va

  • Il ritmo non proprio brillante potrebbe risultare ostico per alcuni .