Dopo aver girato per qualche anno tra i più prestigiosi festival internazionali - presentato per la prima volta in occasione dell'Annecy International Animation Film Festival 2023 per poi trionfare come Miglior Film, Miglior Sceneggiatura e Migliori Musiche Originali ai British Animation Awards 2023 - arriva finalmente nelle nostre sale dal 28 maggio 2026 Il regno di Kensuke (Kensuke's Kingdom). Il lungometraggio animato è tratto dal celebre romanzo per ragazzi scritto da Michael Morpurgo, lo stesso autore del fortunato War Horse.
Si tratta di una storia particolare, delicata e malinconica, capace di esplorare in modo semplice eppure efficace tematiche universali come la famiglia, l'amicizia e il dovere di salvaguardare la natura in un mondo brutale, dove violenza, crisi e guerre minano costantemente un equilibrio tanto fondamentale quanto precario per la sopravvivenza delle altre specie animali e della nostra.
Il Regno di Kensuke: un naufragio tra avventura e memoria
La storia segue le vicende del giovane Michael che, durante un viaggio in barca a vela intorno al mondo con i genitori (partiti per cambiare vita a seguito della perdita del lavoro), naufraga su un'isola apparentemente deserta insieme alla sua vivace cagnolina, Stella. Il luogo si rivela subito ostile e difficile da affrontare, ma mentre il ragazzino cerca faticosamente un modo per sopravvivere, capisce di non essere solo: l'isola ha infatti già un altro abitante, Kensuke, un ex soldato giapponese che vive lì in totale isolamento fin dalla Seconda Guerra Mondiale.
Anche se i due inizialmente sembrano non riuscire a comprendersi, ben presto instaurano un rapporto di amicizia profondo e sincero. Tuttavia, questo idillio è destinato a durare poco: la brutalità del mondo oltre il mare irrompe con prepotenza per alterare gli equilibri dell'isola, portando con sé distruzione e morte.
Un racconto di formazione che parla a ogni generazione
Il Regno di Kensuke è un film che racconta una fiaba ai bambini ma, allo stesso tempo, parla con forza agli adulti. Kensuke e Michael sono due anime ferite che trovano nella loro reciproca e genuina amicizia esattamente ciò di cui hanno bisogno: l'affetto di una famiglia e il supporto fisico ed emotivo necessario a superare le avversità. La malinconia del reduce è profonda e struggente, un elemento che conferisce una rarissima profondità alla storia, mentre le vicende del ragazzino costituiscono il classico "viaggio dell'eroe": un percorso che lo porta ad acquisire nuove e importanti consapevolezze, facendolo maturare nel corso del tempo.
Sfruttando con maestria i meccanismi e i canoni del racconto di formazione, la pellicola è in grado di introdurre con semplicità una serie di tematiche complesse. La mancanza degli affetti, i conflitti che tutto distruggono e l'importanza di salvaguardare l'ecosistema vengono trattati in maniera esaustiva, risultando perfetti per la comprensione dei più piccoli ma capaci, al contempo, di far riflettere profondamente gli adulti. Una trasversalità pienamente riuscita.
Estetica e tecnica: tra splendore 2D e piccole ombre
Dal punto di vista della scrittura ci troviamo di fronte, quindi, a un ottimo adattamento, supportato da una resa visiva decisamente suggestiva. È buona la scelta del 2D tradizionale e il lavoro compiuto sulla gestione cromatica delle immagini, frutto dello sforzo di 200 artisti che hanno dedicato due anni interi al progetto. I registi Neil Boyle e Kirk Hendry costruiscono inquadrature estremamente funzionali e d'impatto, donando al film il giusto ritmo narrativo.
L'unica piccola pecca, forse dovuta a un budget non enorme, risiede nella resa della CGI, non sempre perfettamente integrata con lo stile dei disegni fatti a mano. In alcuni passaggi, questo stacco si avverte, ma non rovina l'esperienza complessiva di un'opera che, per buona parte della sua durata, sembra uscita direttamente dalle pagine di un bellissimo libro illustrato.
Conclusioni
Il Regno di Kensuke è il pluripremiato adattamento del romanzo di Michael Morpurgo. L'opera si distingue per una narrazione trasversale capace di unire il classico racconto di formazione per ragazzi a riflessioni adulte, semplici e profonde su temi come l'ecologia e le ferite della guerra. Visivamente, il film brilla per un’animazione in 2D curata, che trasforma ogni inquadratura in una suggestiva tavola illustrata nonostante qualche incertezza nell'integrazione della CGI.
Perché ci piace
- L'adattamento della storia.
- La costruzione delle immagini e le scelte cromatiche.
- Le tematiche ben affrontate.
Cosa non va
- Qualche incertezza sulla CGI che non si integra sempre bene con l'animazione 2D.