Il colore nascosto delle cose: Silvio Soldini a Venezia con l'amore cieco di Valeria Golino e Adriano Giannini

Nel Fuori Concorso della mostra veneziana arriva la nuova pellicola sentimentale di Soldini.

Silvio Soldini torna a parlare d'amore con Il colore nascosto delle cose, ma stavolta si tratta di un amore un po' speciale. La relazione altalenante tra il pubblicitario Teo (Adriano Giannini) e la sua algida fidanzata (Anna Ferzetti) subisce una scossa quando l'uomo fa la conoscenza di Emma (Valeria Golino), osteopata non vedente che si impegna per migliorare l'esistenza di altri non vedenti.
Il colore nascosto delle cose, in sala dall'8 settembre con Videa, è stato presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Parlando della genesi del progetto, Soldini spiega: "Mi sono reso conto che le persone che non vedono hanno meno pregiudizi. La vista ci porta a giudicare, a scannerizzare il prossimo decidendo tutta una serie di cose sul conto delle persone. Conoscere qualcuno, se non lo vedi, è molto diverso. Per la prima volta nella vita Teo non si sente giudicato, si sente libero di essere finalmente se stesso e l'ascolto che Emma gli dedica è diverso dalle altre persone che gli stanno intorno. Prima del film ho fatto un documentario sui non vedenti, ho conosciuto coppie dove uno dei due vedeva e uno no. L'idea mi è scattata proprio dall'incontro con una persona non vedente. Mi diceva Ho visto Pane e tulipani, conoscendola ho capito che si vede anche senza gli occhi".

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Un'altra visione

Il colore nascosto delle cose è un film che ha una grande attenzione sui movimenti interiori dei due protagonisti, ma a far da cornice vi sono figure secondarie anch'esse tratteggiate con grande delicatezza. Emma fa ripetizione all'adolescente Nadia (Laura Adriani), che ha perso da poco la vista ed è ancora nella fase in cui rifiuta la sua nuova condizione tanto da non voler usare il bastone. "Tutte le persone non vedenti con cui ho parlato mi hanno detto che è un momento molto difficile" spiega il regista. "Non solo si deve accettare il fatto che si è ciechi, ma usare il bastone significa che tutti sanno che sei cieco, quindi tutti cercando di rimandare questo momento. Le persone che ho conosciuto sono riuscite a reagire, ma molti cadono in depressione. Da questo punto di vista, Emma è una donna eccezionale. Attraversa le sue giornate con grande coraggio, ha lasciato un uomo vedente ed è tornata a vivere da sola perché era finito un amore".

A parlare è Valeria Golino, la quale racconta la sfida nell'affrontare un ruolo impegnativo e inusuale come quello di una donna non vedente. "Ci sono state delle difficoltà a livello tecnico e sensoriale, la vera difficoltà era non vedere vedendoci. Far finta di non vedere è diverso dal non vedere. Devi avere un'astrazione, ma isolarsi dal mondo è complicato. Ho avuto momenti di grazia in cui non vedevo più, ovviamente nel contesto del film. L'altra grande difficoltà era non poter utilizzare gli occhi. Non potevo far trasparire i sentimenti dagli occhi e questo è il contrario di ciò che un attore è chiamato a fare di solito. Stavolta gli occhi dovevano stare in letargo. Nonostante tutto è stata un'esperienza indimenticabile".

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Un uomo in fuga (da se stesso)

Il colore nascosto delle cose: Adriano Giannini e Maria Cristina Mastrangeli in una scena del film

Se Valeria Golino è l'"eroina" della pellicola sentimentale di Soldini, Adriano Giannini interpreta il personaggio più controverso. Un uomo incapace di amare, abituato a mentire, a prendersi gioco dei sentimenti delle donne con cui si accompagna dando per scontati gli affetti. Parlando di Teo, Giannini esclama: "È lui il vero cieco. A livello tecnica la principale difficoltà di questa storia è stato recitare con un'attrice che non mi guardava. Sembra una stupidaggine, ma per me era qualcosa di nuovo. Detto ciò, Teo è un disgraziato, prende in giro la fidanzata, fa una scommessa per portarsi a letto la cieca. È un uomo in fuga dalle responsabilità, dalle donne, da se stesso. Grazie all'incontro col personaggio di Valeria, che è portatrice di verità, viene rapito da lei ed è costretto a guardarsi dentro, a rimettersi in gioco. Impara a guardare oltre le apparenze e finalmente riesce a guardare gli altri per quello che sono".

Il colore nascosto delle cose: Valeria Golino e Laura Adriani in una scena del film

L'ultima parola spetta alla giovane Laura Adriani, intensa e convincente nel ruolo di Nadia, una diciottenne che lotta per accettare la sua nuova condizione di non vedente. "Valeria ha spiegato molto bene il percorso che abbiamo fatto. Il mio non è stato troppo intenso perché il mio personaggio non è abituato alla cecità. Sul set Silvio Soldini mi ha detto 'Non devi essere capace di essere cieca perché ti sta succedendo adesso. Ho amato tantissimo Nadia, ma soprattutto ho amato recitare accanto a Valeria che, prima di essere una grande attrice, è una bella persona. Silvio Soldini è un regista sicuro, diretto, esplicativo. Non potevamo avere dubbi, alla fine ho trovato il mio lavoro piuttosto facile. Tutto è nato in modo spontaneo".

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