Il bene comune: intervista a Rocco Papaleo e alle protagoniste del film

Tra racconto e viaggio, con Il bene comune Rocco Papaleo costruisce un film corale emozionante. Ne abbiamo parlato con il regista e con Claudia Pandolfi, Vanessa Scalera e Teresa Saponangelo.

Il bene comune: Rocco Papaleo, Claudia Pandolfi, Vanessa Scalera e Teresa Saponangelo

Scriviamo queste righe su Il bene comune quando il film ha già debuttato in sala e si è ritagliato uno spazio tra le prime posizioni al boxoffice. E ne siamo felici, perché abbiamo apprezzato molto il lavoro di Rocco Papaleo e del suo cast nel costruire una storia che è realmente corale, in cui tutti i personaggi trovano un proprio spazio e un proprio senso compiuto. Proprio di questo e dell'importanza del viaggio come del racconto, ma anche del ruolo fondamentale della musica nell'economia del film, abbiamo parlato con Rocco Papaleo e parte del suo cast, da Claudia Pandolfi a Vanessa Scalera e Teresa Saponangelo. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Il Bene Comune Claudia Pandolfi
Claudia Pandolfi in una scena del film

Il viaggio come archetipo del racconto

Il bene comune è un film sul raccontarsi e su come la consapevolezza che ne derivi aiuti ad annullare le distanze. Ed è bello che si sia scelto il viaggio come veicolo di questo messaggio, perché in qualche modo raccontare è una sorta di viaggio a sua volta. "Il viaggio di formazione è un archetipo piuttosto diffuso" ha spiegato Rocco Papaleo, "ma qui l'idea si è sviluppata come un work in progress. Tutto è partito dall'immagine di questo Pino Loricato secolare, per poi arricchirsi dell'umanità incontrata realmente, come le detenute di un carcere femminile." Perché poi la vita reale si innesta nella creatività e la scrittura muta di conseguenza, si adatta e si forma attorno alle esperienze che l'autore compie.

Così come è importante il territorio di riferimento di Papaleo e quella Basilicata su cui scherza citando anche il suo Basilicata Coast to Coast, che definisce con ironia "un capolavoro del cinema italiano." Ma è ironia fino a un certo punto, perché si tratta realmente di un grandissimo titolo del nostro cinema, apprezzato non solo da noi, ma da una consistente fetta di pubblico che continua a scoprirlo e amarlo costantemente.

La coralità de Il bene comune: ognuno con il suo spazio

Il Bene Comune Teresa Saponangelo Vanessa Scalera
Il bene comune: Teresa Saponangelo, Vanessa Scalera in una scena

Quello che ci colpisce de Il bene comune è che si tratta di un film corale in tutto e per tutto, in cui ogni personaggio trova il suo spazio per farsi notare ed emergere, evitando gerarchie e gelosie. ""Spesso si dice 'film corale' ma poi emergono solo i due protagonisti" ha infatti detto Vanessa Scalera, supportata da Papaleo che sottolinea come "qui invece il bene comune è anche il bene di essere parte di un film: l'importanza del racconto è divisa equamente tra tutti i partecipanti, ognuno con la propria dignità." Ed è un lavoro fatto in prima battuta dall'autore stesso in scrittura, bilanciando alla perfezione i tanti ingredienti diversi e i tre piani del racconto. "Trovare l'equilibrio tra i vari personaggi è stato più difficile in fase di scrittura, mentre sul set è stato straordinario grazie a grandi attrici e ad Andrea Fuorto, che sono stati eccezionali."

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Da Claudia Pandolfi a Teresa Saponangelo e il cast: emozioni come musica

Elemento importante de Il bene comune è anche la musica, tra canzoni e colonna sonora. Una musica presente anche sul set, come ci ha raccontato Claudia Pandolfi. E non è un caso che anche in riferimento alle interpretazioni autore e cast abbiano parlato di jam session, facendo riferimento alle diverse figure in scena come degli strumenti da accordare per trovare le giuste emozioni. "C'è molto di ognuno di loro nei personaggi che hanno interpretato, nel suono che sono riusciti a tirar fuori, andando oltre la sceneggiatura e quello che avevo preparato." Un perfetto equilibrio tra la solida scrittura e l'improvvisazione che è nata sul set, anche grazie a quell'intesa che si è venuta a creare e che ha rappresentato un valore aggiunto importante.

"Si dice sempre che c'è stata grande sintonia sul set" ha spiegato la Pandolfi, "ma mai come in questo caso è la verità." Ed è un qualcosa che a guardare il film percepiamo anche noi, in quella spontaneità e perfetta alchimia che scivola fuori dallo schermo.