Otto anni fa Gao Haojun, ex poliziotto segnato da un destabilizzante disturbo bipolare e da seri problemi di gestione della rabbia, perse il controllo del volante durante un ingorgo stradale, causando un incidente che ha reso cieca la figlia Xiaojun - allora bambina, oggi adolescente - e ha messo per sempre fine al matrimonio con Fu Yuan.
Il protagonista di High Forces - Emergenza ad alta quota è riuscito, non senza fatica, a raccogliere i cocci di una vita spezzata e ora lavora come esperto di sicurezza internazionale per la Hangyu Airlines, prestigiosa compagnia aerea cinese. Il suo ultimo incarico lo vede imbarcato come agente di controllo sul volo inaugurale del nuovo A380, fiore all'occhiello dell'azienda. A bordo, in business class, ci sono anche l'ex moglie e la figlia, e la situazione prende una piega imprevista quando un gruppo di dirottatori pesantemente armati si impossessa del velivolo non incontrando alcuna resistenza, costringendo Gao a intervenire in prima persona per salvare la propria famiglia e gli altri passeggeri.
High Forces - Emergenza ad alta quota: la forza del cast
Quando a inizio carriera i fratelli Oxide e Danny Pang presentarono Bangkok Dangerous (1999) - parliamo ovviamente dell'originale e non dell'auto-remake con Nicolas Cage - thriller iperstilizzato destinato a catapultarli nell'olimpo del cinema di genere asiatico, e poi confermarono il successo con il terrorizzante horror The Eye (2002), in pochi avrebbero scommesso su una separazione così precoce del sodalizio creativo e di pari passo una discesa qualitativa così eclatante.
Da tempo, infatti, i due operano prevalentemente in solitaria dietro la macchina da presa e High Forces - Emergenza ad alta quota rappresenta l'ultima regia individuale di Oxide Pang, che tenta di tornare all'exploit al botteghino puntando sulla presenza di una delle star più riconoscibili del cinema cinese: Andy Lau. Nonostante oltre sessant'anni sulle spalle, compiuti proprio durante la produzione del film, l'attore dimostra ancora una notevole tenuta nelle numerose scene d'azione, ma al di là del suo carisma le due ore di visione offrono ben poco altro di interessante.
Gli aerei, sempre perfetti al cinema
Siamo di fronte all'ennesima declinazione della formula del dirottamento aereo, un filone che Hollywood ha già spremuto fino all'esasperazione, tanto in chiave blockbuster quanto nell'infinito sottobosco dei b-movie.
Per dare una parvenza di originalità alla consueta disavventura dell'eroe sempre pronto all'azione, arriva il consueto innesto di dramma familiare, condito da una fragilità mentale che dovrebbe aggiungere ambiguità al personaggio, sottolineata da filtri cromatici chiamati a visualizzare l'insorgere dei disturbi bipolari. Una complessità solo teorica, però, perché la sceneggiatura procede per accumulo di topoi ben noti e riconoscibili, saccheggiando i classici del genere e perdendosi in ambizioni che la rendono più pretenziosa che realmente lucida nel trattare temi delicati.
Un film divertente ma confusionario
Il finale, con il protagonista sospeso nel vuoto a sfidare la forza di gravità, sembra voler strizzare l'occhio agli ultimi capitoli di Mission: Impossible, ma le scene d'azione e gli effetti speciali ricreati in studio non possono certo competere con la saga miliardaria di Tom Cruise. Sul piano puramente ludico High Forces - Emergenza ad alta quota regala comunque qualche momento riuscito, soprattutto nella resa dei conti serrata tra un eroe problematico e antagonisti volutamente sopra le righe.
Oxide Pang opta per uno stile di ripresa frenetico - camera a mano, montaggio rapidissimo, inquadrature che raramente superano i due secondi - che imprime ritmo ma finisce talvolta per disorientare lo spettatore, chiamato a comprendere ciò che sta effettivamente accadendo. Un intrattenimento confuso che, a tratti, riesce comunque a coinvolgere, tra slow motion insistiti e improvvise impennate di brutalità utili a spezzare la crescente monotonia.
Conclusioni
Il vero limite di High Forces – Emergenza ad alta quota sta nella sua incertezza di fondo: non abbastanza folle da abbracciare fino in fondo la propria anima trash e diventare un potenziale (s)cult, né sufficientemente solido da aspirare a essere preso sul serio. Resta così un oggetto curioso ma irrisolto, un action ambientato su un aereo in volo che si affida quasi esclusivamente allo star power di Andy Lau per mascherare le fragilità di una sceneggiatura improbabile, spesso a un passo dal ridicolo involontario. Anche le sequenze d’azione oscillano tra trovate efficaci e forzature gratuite, culminando in un finale talmente esagerato da sembrare inverosimile... almeno fino a quando non lo si vede per davvero.
Perché ci piace
- Il carisma evergreen di Andy Lau.
- Alcune scene d'azione convincono...
Cosa non va
- ...altre risultano ben oltre l'improbabile.
- La sceneggiatura forza spesso la mano sul versante melodrammatico.