Un'edizione, la numero 23, che non poteva non essere all'insegna del ricordo di Giorgio Gosetti. Il fondatore delle Giornate degli Autori, scomparso improvvisamente lo scorso marzo, continua a tutti gli effetti a essere il fulcro di un rassegna - parallela alla Mostra del Cinema di Venezia - che, dal 2003, si è ritagliata uno spazio sempre più centrale al Lido. "Questa edizione porta con sé un vuoto e una gratitudine profondi", ha dichiarato la direttrice artistica Gaia Furrer. "A Giorgio dobbiamo l'idea stessa di questo spazio libero, la sua capacità di credere nei nuovi linguaggi del cinema, la sua ostinazione affettuosa nel costruire, anno dopo anno, una comunità di autrici, autori e spettatori. Le Giornate di quest'anno nascono dal desiderio di onorare questa eredità continuando a fare ciò che Giorgio ci ha insegnato: cercare, scoprire, sbagliare, appassionarci, dare fiducia al cinema e a chi lo rende possibile".
"Ci sono temporali che si abbattono sulla Laguna, violenti e inaspettati: squarciano i tetti delle case, abbattono gli alberi, travolgono gli argini e lasciano ferite profonde sulle rive". Ha proseguito invece Francesco Ranieri Martinotti, presidente dell'associazione Culturale Giornate degli Autori "Quello che il 6 marzo di quest'anno ha colpito la comunità delle Giornate degli Autori, con la perdita di Giorgio Gosetti, è stato uno di questi. Preparando la ventitreesima edizione, in questi mesi abbiamo pensato costantemente a lui".
Il concorso delle Giornate degli Autori 2026
I protagonisti della 23a edizione delle Giornate degli Autori sono, in modi diversi, i "déplacés", ossia gli "sradicati", chiamati a ridefinire il proprio senso di appartenenza. Un mondo in tensione che riflette lo stato del cinema, amalgamando le varie forme. Il concorso è inaugurato dal fantascientifico esistenziale My Notes on Mars di Lili Horvat con Mackenzie Davis e Rupert Friend.
Il percorso continua con A veces me entra tristeza, otras veces rebelión di María Aparicio, poi con Agata the Writer di Kuba Dorabialski e con l'italiano Balcanica di Nicola Sorcinelli. Altro titoli in concorso è Les Indes di Pauline Julier e Nicolas Chapoulier, e ancora I Plant my Hand in the Garden dell'iraniana Hoda Taheri e del serbo Boris Hadžija.
Sempre in concorso Dear Ajayi della nigeriana Damilola Orimogunje; Une femme aujourd'hui di Robert Guédiguian; il messicano Salon de Belleza di Nathalia Acevedo e Camouflage di Mykyta Gibalenko.
Gli eventi speciali e Miu Miu Women's Tales
Anche gli eventi speciali delle Giornate degli Autori tentano di raccontare il presente. Nella sezione ci sono Carla Lanzi, dentro e fuori dal mondo di Francesca Archibugi; El Fantasma di David Lamelas e Ignacio Masllorens; Il Massacro di Cosimo Messeri; Al Baraneya di Ashgan El-Hamus; Se venisse anche l'inferno di Samuele Rossi e il titolo di chiusura Peau d'homme di Léa Domenach.
Confermata la serie di short targati Miu Miu con Discipline di Mona Fastvold e Avec Kim di Claire Denis.
Non potevano poi mancare le Notti Veneziane, finestra sul cinema italiano. Ci sono diverse cose interessati a cominciare da Scarpe Rotte di Roberta Torre, che apre la sezione. Presente Anatomia di un ritratto di Francesco Clerici e Mattia Colombo e il documentario Auber 89 di Giuseppe Schillaci. Attenzione anche a Domenica Capitale - Genere Domenicale di Giovanna Giuliani.
Con loro Memoria del Lampo di Riccardo Giacconi, La leggenda del deserto di Elisabetta Giannini, Uno si distrae al bivio di Alessandra Lancellotti, Il mestiere di Beppe Tugarulo e a chiudere il percorso Si sveglia e sbadiglia, il gatto; poi l'amore di Federico Francioni e Samuele Sestieri. Torna lo spazio di #confronti con quattro opere: Fame d'aria di Giuseppe Bonito, I Nisidiani di Riccardo Brun, Mare mosso di Roberto Cimpanelli e Waiting for Ken Loach di Simone Amendola.