Con la triade Sono Lillo, Gigolò per caso e No Activity, Prime Video ha voluto prendere spunto da idee spesso straniere per farne qualcosa di molto italiano, come direbbe Stanis La Rochelle, sfruttando le star della nostra comicità.
Ora che Gigolò per caso torna con la seconda stagione, sembra confermare il trend. Ma, se la prima stagione era accettabile, i nuovi episodi non sono all'altezza.
Gigolò per caso: arriva la sex guru nella stagione 2
Non abbiamo citato Stanis a caso, dato che Pietro Sermonti è nuovamente protagonista, accanto a un caposaldo della nostra comicità e romanità: Christian De Sica. I due sono ancora una volta padre e figlio, Giacomo e Alfonso Bremer: il loro rilancio sul mercato del sex working ha un nuovo "nemico" ed è una donna. Si tratta di Rossana Astri, una celebre guru femminista che sta spopolando tra le donne perché sta dimostrando loro che, a partire dalla sfera sessuale, possono tranquillamente fare a meno degli uomini.
Ad interpretarla nientemeno che Sabrina Ferilli, perfetto contraltare sullo schermo di De Sica, dopo aver lavorato con lui in vari cinepanettoni e in un Un altro ferragosto di Virzì. Anche Bremer Junior si sente minacciato dalla donna quando una delle sue seguaci più attive si rivela essere proprio Margherita (Ambra Angiolini), la sua quasi-ex-moglie. Lasciatasi alle spalle la relazione con la loro terapeuta (Asia Argento), ora Margherita vorrebbe recuperare la sperimentazione e il risveglio sessuale che lui si è concesso col "pretesto" di sostituire il padre a lavoro l'anno precedente.
Un cast ad hoc... non basta per far ridere
Sabrina nazionale è sempre adorabile, anche in questi panni inediti grazie alla propria sensualità comprovata, la chimica con De Sica è innegabile ma i loro nomi non bastano per fare jackpot. E non bastano nemmeno le altre new entry: Gianmarco Tognazzi, Euridice Axen, Gianfranco Gallo, Francesca Agostini e Valerio Lundini.
Quest'ultimo è forse il più azzeccato e sopra le righe, come lo era stato il personaggio di Frank Matano nella prima stagione. Interpretando Don Luigi, affronterà una crisi d'identità (e di fede) come gli altri personaggi, confermandosi il più interessante. Sicuramente più dei due protagonisti, che si ritrovano bloccati negli stessi schemi narrativi visti nel primo capitolo: soprattutto il rapporto altalenante tra Alfonso e Margherita sembra ripetersi, nonostante sia credibile che una coppia voglia provarle tutte prima di gettare definitivamente la spugna. La ridondanza non manca nemmeno nel finale, che rimescola le carte in tavola ancora una volta.
Gioco dei sessi e dei rapporti di coppia: il punto forte della comedy
Gigolò per caso si era distinta per come giocava col ruolo dell'uomo e della donna in un rapporto, tanto sentimentale quanto e soprattutto sessuale. Il gioco era utilizzare il punto di vista di due uomini che forse avevano capito le donne molto meno di quanto credessero.
Questo concetto, molto vicino attuale, viene ribadito con forza nella seconda stagione, sfrecciando in mezzo a vari cliché e stereotipi per provare a ribaltarli, ma non riuscendoci sempre. Il risultato è una comedy che prova ad essere raffinata (De Sica avrebbe detto "delicatissima") ma finendo purtroppo in stilemi ed archetipi datati.
La regia di Eros Puglielli è oramai un tutt'uno con la recitazione di De Sica - li rivedremo insieme presto anche al cinema in Agatha Christian - ma il risultato non riesce a fare quel salto di qualità che avevamo auspicato alla fine della prima stagione. Anzi, sembra fare un passo indietro, come i suoi protagonisti.
Conclusioni
Gigolò per caso 2 mantiene pregi e difetti della prima stagione, ma propendendo purtroppo più per i secondi in questo caso, dato che offre uno sguardo moderno ma anche antiquato sul concetto di uomini e donne nel rapporto di coppia e sessuale. Buono il cast, valido l'ingresso di Sabrina Ferilli ed innegabile la sua chimica con Christian De Sica ma la ripetitività delle altre storyline - in primis la coppia Alfonso/Margherita, ma anche il rapporto padre/figlio - lascia a desiderare. A rubare la scena secondo noi è ancora una volta la dolcezza del Don Luigi di Frank Matano, in crisi d'identità, e l'irriverente scorrettezza di Valerio Lundini, che interpreta l'urologo di Giacomo.
Perché ci piace
- Sabrina Ferilli (da sola ed insieme a Christian De Sica).
- Valerio Lundini come new entry "scomoda e scorretta".
- La storyline più interessante è quella di Don Luigi (paradossale).
- Le tematiche d'emancipazione sessuale femminile...
Cosa non va
- ...meno come vengono trattate.
- La comicità stantia che si maschera da moderna.
- La gestione della coppia Alfonso/Margherita e del rapporto Alfonso/Giacomo.
- Il finale.