Lo abbiamo conosciuto come lo spietato giovane camorrista Ciro Ricci in Mare Fuori, dallo sguardo glaciale e napoletano verace, per poi ritrovarlo fratello minore di Gianmarco Saurino nella serie su Elisa Claps, ma anche nella terza stagione di Doc - Nelle tue mani.
Giacomo Giorgio in poco più di 5 anni è diventato uno dei volti di punta della fiction italiana con un talento e una versatilità da far invidia ai veterani della TV, che gli permettono di spaziare tra generi e linguaggi aggirando il rischio di incasellamento.
Oggi è tra i protagonisti di Morbo K - Chi salva una vita, salva il mondo intero, miniserie evento di Rai 1, e il suo nome è ormai stabilmente associato a quella nuova generazione di attori italiani capaci di muoversi tra televisione e cinema senza perdere identità. Ma per capire come ci sia arrivato, vale la pena fare qualche passo indietro.
Giacomo Giorgio, gli esordi e il boom con Mare Fuori
Prima di diventare uno dei volti più riconoscibili della TV per Giacomo Giorgio c'è stata la gavetta, com'è ovvio. Il debutto al cinema arriva nel 2017 con Non c'è campo di Federico Moccia, seguito nel 2018 da una piccola partecipazione a The Happy Prince di Rupert Everett.
In televisione, invece, uno dei primi passaggi è nella seconda stagione de I bastardi di Pizzofalcone, nel 2019. Solo un'apparizione veloce ma abbastanza per far intravedere un volto interessante, con una fisicità forte e uno sguardo che buca lo schermo.
Poi arriva Mare fuori. E con Mare Fuori arriva Ciro Ricci. Spietato, carismatico, violento, figlio di un boss, Ciro diventa immediatamente uno dei personaggi più potenti. Un ruolo che polarizza, divide, fa discutere, ma soprattutto resta impresso.
Il successo della serie esplode progressivamente fino a trasformarsi in un vero e proprio fenomeno, i cui confini si allargano ben oltre la TV. E Ciro resta uno dei volti più riconoscibili: è lui, e ciò che accade nella prima stagione, a innescare molte delle dinamiche centrali dentro e fuori l'IPM. Per Giacomo Giorgio è il battesimo del grande pubblico, ma anche una potenziale trappola, il rischio di restare legato per sempre a un personaggio così iconico è concreto. La sua risposta è immediata e strategica: cambiare direzione.
Nel 2022 sceglie infatti una strada opposta con Sopravvissuti, serie cupa e fisica con Lino Guanciale che racconta le conseguenze psicologiche del ritorno a casa di un gruppo di naufraghi sopravvissuti a un misterioso incidente in mare. Giorgio interpreta uno di loro, un uomo segnato nel corpo e nella mente, costretto a fare i conti con ciò che è accaduto durante i mesi di isolamento e con i segreti che emergono una volta rientrati sulla terraferma.
Nello stesso periodo entra anche nel mondo dei Manetti Bros., partecipando ai film Diabolik - Ginko all'attacco! e Diabolik - Chi sei? nei panni dell'agente Zeman.
Da Per Elisa a Doc - Nelle tue mani: le fiction che consolidano la sua credibilità
Tra il 2023 e il 2024 l'attore attraversa una fase decisiva della sua carriera, fatta di ruoli molto diversi ma accomunati da una crescente solidità interpretativa.
In Per Elisa - Il caso Claps è Luciano Claps, fratello della ragazza scomparsa a Potenza nel 1993, in una miniserie che affronta una delle pagine di cronaca più dolorose del nostro Paese. A differenza di Gildo, interpretato da Gianmarco Saurino, il suo è un personaggio composto, che richiede delicatezza e un certo rigore: una prova attoriale che Giorgio supera con successo. Subito dopo cambia ancora completamente registro con Noi siamo leggenda, serie teen dai risvolti fantastici, dove si muove in un contesto più pop e generazionale.
Nel 2024 arriva poi l'ingresso in Doc - Nelle tue mani, uno dei titoli più forti della Rai, nell'attesissima terza stagione. Qui interpreta Federico Lentini, uno dei nuovi specializzandi del dottor Fanti (Luca Argentero): milanese figlio di papà, all'inizio è poco incline e interessato a ciò che accade nell'ospedale per riscoprire, poi, una passione e un talento che sorprendono lui per primo.
Un ruolo che lo porta definitivamente nel cuore del pubblico generalista in quella che è a tutti gli effetti la serie di punta del palinsesto.
Dal melò in costume al thriller con tanto tanto romanticismo
L'anno appena concluso lo vede protagonista di ben tre immaginari molto diversi tra loro. Con Belcanto, serie evento Rai ambientata nel mondo dell'opera, interpreta un ruolo centrale accanto a Vittoria Puccini e Carmine Recano, misurandosi con un melodramma classico, elegante e ambizioso. Ma nel frattempo approda su Netflix con Sara - la donna nell'ombra, thriller dai toni scuri (adattamento dei romanzi di Maurizio De Giovanni) che lo vede accanto a Teresa Saponangelo, Claudia Gerini e Flavio Furno nel ruolo di un giovane sovrintendente di polizia.
Alla fine dell'anno arriva Carosello in Love - prima su Rai 1 in prima serata e poi su Netflix - film tv ambientato tra gli anni Sessanta e Ottanta che ci fa fare un salto nel passato alla nascita di uno dei programmi più di successo di Viale Mazzini. Il suo Mario è un regista pubblicitario idealista che vorrebbe fare il cinema ma è "costretto" a dedicarsi al Carosello e si trova al centro di una storia d'amore (con Ludovica Martino) che attraversa decenni di televisione italiana.
Qui più che altrove il suo charme si mescola con uno sguardo da "malandrino" e una presenza scenica che non si può ignorare: sarà il romanticismo, ma è un ruolo che gli calza a pennello.
Giacomo Giorgio è Otello a teatro
Accanto ai (tanti) impegni televisivi, Giacomo Giorgio approda anche a teatro e lo fa con un ruolo tutt'altro che semplice: Otello. Nell'allestimento firmato e diretto da Giorgio Pasotti, con la riscrittura e la consulenza drammaturgica di Dacia Maraini porta in scena uno dei personaggi più complessi e tormentati del teatro shakespeariano. Un Otello giovane, attraversato da fragilità, gelosia e smarrimento, che gli consente di lavorare su registri emotivi estremi e su una presenza scenica fisica e intensa.
La tournée, che prosegue anche nel 2026, rappresenta per l'attore un vero banco di prova artistico e un passaggio significativo verso una dimensione interpretativa più matura.
Morbo K e l'importanza della memoria
Il 2026 si apre con Morbo K, miniserie evento Rai per il Giorno della Memoria, in cui interpreta Pietro Prestifilippo, giovane medico del Fatebenefratelli coinvolto nella creazione della finta epidemia ideata dal professore Matteo Prati (Vincenzo Ferrera) e usata per salvare decine di ebrei dai nazisti. Un personaggio attraversato dalla paura per qualcosa più grande di lui, ma anche dal senso di responsabilità e coraggio, inserito in un racconto civile che oggi più che mai è importante (ri)scoprire.
La sensazione che abbiamo è di un attore che, se pur giovane, ha ben chiara la traiettoria che vuole seguire. Un percorso costruito con coerenza, curiosità e una crescente consapevolezza delle proprie possibilità. E, guardando la varietà dei personaggi già affrontati, sembra aver imboccato quella giusta, con l'impressione che il meglio debba ancora arrivare.