Dublin Murders, il protagonista Killian Scott e la produttrice svelano i segreti della serie

Dublin Murders è in arrivo su Starzplay e il protagonista Killian Scott e la produttrice Noemi Spanos rivelano nella nostra intervista qualche dettaglio sulla serie.

INTERVISTA di 10/11/2019
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Dublin Murders: Killian Scott e Sarah Greene in una foto della serie

Dublin Murders, la serie tratta dai romanzi di Tana French, arriverà su Starzplay il 10 novembre e nella nostra intervista al protagonista Killian Scott e alla produttrice Noemi Spanos è possibile scoprire qualche dettaglio riguardante il modo in cui è stata adattata la storia raccontata tra le pagine e di come si è svolto il lavoro sul set.

Lo show è infatti ispirato a Nel bosco e La somiglianza, i primi due volumi che compongono la storia della Squadra Omicidi Dublino, portati sul piccolo schermo grazie alla sceneggiatrice Sarah Phelps.
Al centro della storia c'è un omicidio su cui indagano i detective Rob Reilly, interpretato da Killian Scott, e Cassie Maddox, parte affidata a Sarah Greene. Il caso ha un inaspettato legame con il passato, quando negli anni Ottanta tre bambini si sono trovati alle prese con un evento terribile.

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Dublin Murders: Killian Scott in una foto della serie

Ecco le dichiarazioni della produttrice e del protagonista di Dublin Murders, in cui si intrecciano misteri legati a terribili crimini e un approfondimento psicologico del detective Rob.

Come avete lavorato sull'adattamento dei libri in una serie tv?

Noemi Spanos: La storia è tratta dai romanzi scritti da Tana French, abbiamo preso i primi due libri e grazie alla nostra incredibile Sarah Phelps abbiamo provato a capire come adattarli in una serie di otto episodi.
Sarah ha deciso di usare Nel bosco come colonna portante della serie e poi ha inserito degli elementi de La somiglianza. Ogni romanzo tra le pagine ha come protagonista un detective e uno dei personaggi diventa al centro del volume successivo, quindi è stato un po' complicato riuscire a capire l'approccio giusto per adattare la storia e trasformarla in una serie.

La serie ha due detective al centro degli eventi, nei libri è invece un po' diverso...

Noemi Spanos: Rob è al centro del primo romanzo e Cassie del secondo. L'aspetto più difficile non è stato unire i due personaggi, ma fondere le storie perché tra le pagine sono in un certo senso divise e invece nella versione televisiva sono maggiormente unite.

Dal punto di vista dell'interpretazione come ti sei preparato? Hai letto prima i romanzi o hai preferito basarti solo sugli script?

Killian Scott: Trovo che sia interessante perché quando ti prepari a recitare un personaggio basandoti sulla sceneggiatura hai delle domande sul suo passato e su altri dettagli. Ho trovato molto utile leggere il primo romanzo, Nel bosco, perché è in pratica raccontato tutto dalla prospettiva di Rob. Come materiale per compiere le proprie ricerche è stato davvero perfetto perché colmava molti dei vuoti e Sarah ha poi aggiunto degli elementi tratti da La somiglianza che non erano prevedibili limitandosi alla lettura del primo capitolo della storia. I copioni erano però davvero scritti bene e Sarah Greene è un'attrice così meravigliosa, il cast composto da Tom Vaughan-Lawor, Moe Dunford, Leah McNamara... È un gruppo di interpreti davvero di talento. Quando si lavora con una sceneggiatura e un cast così forti penso che la parte più importante sia non rovinare l'incredibile lavoro compiuto e dare il meglio.

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Dublin Murders: una foto dei protagonisti della serie

Come ti sei avvicinato all'atmosfera dark che contraddistingue la serie?

Scott: Abbiamo girato per alcuni mesi a Belfast e il tipo di narrazione televisiva concede davvero il tempo per entrare in questi personaggi e far prendere loro vita in modo naturale, evolvendosi e crescendo nel corso di sei mesi. Gli episodi fanno compiere un percorso a Rob: all'inizio della prima puntata deve indagare su un omicidio che sembra legato a un altro caso risalente a venti anni prima, dando il via a una catena di eventi che obbliga Rob e Cassie a dover affrontare molte situazioni particolari. All'inizio del primo episodio tutto sembra sotto controllo e poi ogni cosa inizia a diventare più complicata, aumenta la tensione.
Saul Gibbs, Rebecca Gatward e John Hayes, i nostri tre registi, hanno guidato tutto in modo così meraviglioso e questo ha permesso di avere molta libertà per quanto riguarda i personaggi, permettendo di evolversi, cambiare con il passare del tempo.

Che atmosfera c'era sul set considerando le tematiche piuttosto intense? Siete riusciti a mantenere un po' di leggerezza tra un ciak e l'altro?

Noemi Spanos: Sul set c'era veramente tanto tanto freddo!

Scott: Era freddo e umido! Se giri in Irlanda devi preventivare che la situazione meteo sia così. Ma l'atmosfera era meravigliosa perché quando ci sono degli elementi dark nella storia è utile avere questo tipo di situazione sul set. Abbiamo però cercato di mantenere il più possibile una sensazione all'insegna del calore e dell'amicizia. Per gli attori credo sia davvero utile poter dare spazio a un'energia diversa tra un ciak e l'altro perché altrimenti non gestisci bene il lavoro. La sceneggiatura è poi così forte e la recitazione di ottimo livello, elementi che ti permettono di non dover sforzarti troppo per creare quell'atmosfera, perché sono tutti così impegnati per raggiungere l'obiettivo che avviene naturalmente. Dovendo lavorare a lungo é importante che tutti si sentano a proprio agio e l'atmosfera non sia troppo deprimente e pesante perché sarebbe davvero eccessivo e poco produttivo in un certo senso.

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Dublin Murders: un'immagine della serie

Siete quindi riusciti a creare una 'famiglia' sul set?
Spanos: Abbiamo avuto un'incredibile troupe a Belfast, anche grazie a Il trono di spade che ha girato nell'area per molti anni, abbiamo sfruttato la loro lunga esperienza e i legami che sono riusciti a creare.

Killian Scott: Penso che quando si sta lavorando a qualcosa che è così speciale e ben scritto, c'è un livello di soddisfazione dal punto di vista creativa che non sempre si raggiunge e contribuisce all'atmosfera perché si è consapevoli che si sta lavorando a qualcosa di interessante e mantiene tutti impegnati e motivati, mantiene un'energia positiva nel corso di tutti questi mesi.

Le serie tv spesso danno spazio a coppie di detective, in che modo Dublin Murders riesce a distinguersi da altri progetti simili?

Killian Scott: Penso che sia in grado di distinguersi rispetto ad altri show simili, anche grazie all'ambientazione unica e mostrata in modo diverso rispetto al passato. Ci sono elementi psicologici, personaggi delineati con attenzione. Sarah Phelps non si è ispirata a serie simili, a parte forse la struttura che ricorda un po' True Detective perché, come accade nei romanzi, ci sono degli agenti diversi al lavoro e ogni storia ha un protagonista diverso. Nel terzo libro l'attenzione si sposta su Frank e questo accadrà nella seconda stagione.

State quindi già pensando alle prossime stagioni?

Noemi Spanos: Tana French ha scritto vari romanzi della serie Dublin Murder Squad quindi vorremmo che la seconda stagione sia tratta da I luoghi infedeli e Broken Harbour, con Frank in veste di protagonista e Scorcher. La nostra speranza è ovviamente di portare tutti i romanzi sul piccolo schermo.

I protagonisti saranno quindi diversi...

Noemi Spanos: La storia di Rob e Cassie, per quanto amiamo Killian e Sarah che sono attori meravigliosi, si conclude definitivamente. Gli altri personaggi, ovviamente, torneranno.

Killian, sei dispiaciuto che il tuo impegno in Dublin Murders sia concluso?

Killian Scott: Attualmente sto leggendo vari script, ma sono davvero felice nel continuare il mio periodo di disoccupazione! Se arriverà il progetto giusto sarò felice di afferrarlo al volo, tuttavia ora sono semplicemente curioso di scoprire la reazione allo show degli spettatori.