Sam è un'agente segreta perfettamente addestrata nell'uso di armi da fuoco ed esplosivi, capace di infiltrarsi ovunque e neutralizzare pressoché qualsiasi minaccia. Ma nonostante le sue straordinarie competenze professionali sul campo, Sam si rivela una pessima damigella d'onore. Dopo aver dovuto saltare gran parte dell'addio al nubilato per la concomitanza di una missione last-minute, viene declassata dalla futura sposa, la sua migliore amica d'infanzia Betsy, al ruolo di semplice testimone. Determinata a riconquistare la fiducia perduta, Sam si presenta al sontuoso matrimonio nella speranza di farsi perdonare.
In Bride Hard - Un matrimonio esplosivo, quello che doveva essere un weekend all'insegna della riconciliazione si trasforma rapidamente in un incubo quando un gruppo di mercenari guidati dallo spietato Kurt fa irruzione alla cerimonia, prendendo tutti gli invitati in ostaggio. Sam si ritrova improvvisamente costretta a prendere in mano la situazione per evitare il peggio, rischiando di svelare quel lavoro top-secret che aveva nascosto egregiamente così a lungo.
Bride Hard: un'action comedy uguale ad altre
Una di quelle idee che, sulla carta, sembravano un rimasuglio di formule già viste e consumate: una sposa da salvare, nozze in pericolo, esplosioni a go-go e una protagonista che dovrebbe essere l'eroina del giorno. Sulla carta, appunto, ma anche nei fatti, giacché Bride Hard - Un matrimonio esplosivo è l'ennesima operazione copia/incolla di cui nessuno sentiva il bisogno, pronta a capitalizzare su soluzioni abusate che sembrano però non stancare mai il grande pubblico, sempre più anestetizzato in quest'epoca schiava delle logiche streaming.
Invece che ironizzare con potenziale eleganza sugli archetipi del genere, il film inciampa in una sceneggiatura pigra e svogliata, costruita su dialoghi piatti e gag fisiche che di smaliziato hanno ben poco, tra riferimenti sessuali ormai ampiamente sdoganati e una verve caricaturale affidata soprattutto ai villain, a cominciare da un pur volenteroso Stephen Dorff nelle vesti di una "temibile" nemesi.
Rebel Wilson, una protagonista per tutte le occasioni
Rebel Wilson, la cui notevole perdita di peso negli ultimi anni avrebbe potuto concederle una maggiore varietà di ruoli e script tra cui scegliere, prova a tenere sulle spalle il peso dell'operazione, ma il suo personaggio resta una banale macchietta che parodia i moderni agenti segreti, da Ethan Hunt a Jason Bourne. Affronta gli avversari a colpi di piastre per i capelli, mattarelli e utensili da cucina assortiti, facendo non poco rimpiangere l'iconica Nikita bessoniana, a suo modo "omaggiata" in almeno una sequenza.
Le rare idee comiche che avrebbero potuto funzionare si disperdono per via di un cast di contorno sin troppo numeroso, popolato da figure appena abbozzate e personaggi che compiono scelte inverosimili, il tutto per innescare quell'apoteosi action della seconda metà di visione. Fa una certa impressione pensare che dietro la macchina da presa sieda Simon West, che negli anni Novanta ci regalò un cult come Con Air (1997) e, più recentemente, I mercenari 2 (2012). Qui la sua regia è del tutto incolore, appiattita su canoni che non stupiscono più nessuno, all'insegna dell'esagerazione gratuita: basti vedere l'inseguimento finale sugli hovercraft armati di mitragliatrici.
Risate e azione in un mix sgangherato
Tolto il prologo che introduce le qualità spionistiche di Sam, la quasi totalità del racconto ha come palcoscenico la lussuosa villa dove si tiene l'evento destinato a trasformarsi da lieto a ipoteticamente infausto, con gli ampi terreni circostanti a garantire campo libero per le scorribande della protagonista, pronta a tutto pur di farsi perdonare e di farla pagare ai "guastafeste" di turno.
L'umorismo fisico non è tanto sbagliato per il politicamente scorretto, quanto per il suo essere un more of the same che non offre nulla di sostanzialmente nuovo, tra riferimenti sessuali più o meno spinti e battute che non osano mai davvero. E sprecare un Premio Oscar come Da'Vine Joy Randolph, statuetta per The Holdovers - Lezioni di vita (2023), con allusioni di questo tipo è quanto meno avvilente.
Tutto o quasi appare come un ammasso di scene girate senza una reale coesione e assemblate alla rinfusa, con personaggi che saltano da una sequenza all'altra senza mai pagare il peso delle loro decisioni - sempre sbagliate o poco ci manca - e che fanno affidamento, così come lo script, sulla sola verve della Wilson. Un tentativo di tenere viva l'attenzione che, purtroppo, si rivela vano come il resto.
Conclusioni
Rebel Wilson interpreta un'improbabile agente segreta che presenzia alle nozze della sua migliore amica, alla quale ha molto da farsi perdonare. Peccato che quel giorno di festa venga rovinato da una banda di uomini armati, intenzionata a mettere le mani sui lingotti d'oro nascosti nella sfarzosa dimora teatro degli eventi. Toccherà ovviamente a lei salvare gli invitati e riconquistare la fiducia tradita, usando armi improprie di ogni tipo e trovando una collaborazione inaspettata nelle altre damigelle della sposa. Bride Hard - Un matrimonio esplosivo è una action-comedy molto fisica e inutilmente rumorosa, che affastella gag e battute in un caos gratuito ed esagerato, rendendo faticoso arrivare al fatidico sì non solo per i protagonisti, ma anche per gli spettatori.
Perché ci piace
- Un paio di esecuzioni improprie possono suscitare risate involontarie.
Cosa non va
- Rebel Wilson guida un cast sprecato o svogliato.
- Gag e battute banali.
- Le dinamiche d'azione sono gratuite.