Blood of Zeus, la recensione: i miti greci incontrano l’horror nella nuova serie animata di Netflix

La nostra recensione di Blood of Zeus, la nuova serie di animazione di Netflix che richiama i miti greci disponibile sulla piattaforma streaming dal 27 ottobre 2020.

RECENSIONE di 27/10/2020
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Blood of Zeus: la guerriera Alexia

Ecco la nostra recensione di Blood of Zeus, la nuova serie animata disponibile dal 27 ottobre 2020 su Netflix che trasporta lo spettatore in quell'immaginario narrato dalla mitologia greca tra divinità in lotta, intrighi e ingiustizie sociali. Creata da Charley e Vlas Parlapanides, gli stessi di Immortals e del film occidentale di Death Note, è stata realizzata dalla studio Powerhouse Animation che già conoscevamo perché artefice anche della serie animata di grande successo Castlevania, con la quale è subito possibile notare una similitudine nel design dei personaggi e nello stile di animazione. C'è anche da dire che Blood of Zeus è tratta da un videogioco del 2005 abbastanza popolare, Gods & Heroes: Rome Rising, dal quale però si discosta parecchio, specialmente nella storia, grazie a personaggi nuovi e ad una maggiore connotazione horror.

Violenza e intrighi nella trama

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Blood of Zeus: Heron e sua madre

Come di consueto nella mitologia greca, tutto parte dall'infedeltà di Zeus. Heron, il nostro protagonista, è infatti per metà umano e per metà dio, essendo frutto di una relazione clandestina del sovrano dell'Olimpo con una donna umana. Costretto a vivere come un plebeo in modo da celarlo agli occhi della furiosa dea Hera, il ragazzo durante la sua infanzia sperimenterà l'ingiustizia sociale, le umiliazioni riservate a chi vive al margine della società e le difficoltà economiche, finché un giorno un gruppo di demoni non attacca il villaggio dove vive destinandolo ad un futuro da eroe. I Demoni, infatti, altro non sono che esseri umani contaminati dai giganti, esseri mostruosi nati da una maledizione scagliata dall'ultimo titano sconfitto dagli dei dell'Olimpo. Da Heron e dalla sua forza di volontà dipenderà il futuro dell'umanità e degli abitanti dell'Olimpo.

Cosa caratterizza Blood of Zeus

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Blood of Zeus: il dio Apollo

Questa nuova serie animata (etichettata da Netflix in modo, forse, un po' improprio per l'occidente come anime) si propone di utilizzare la mitologia greca come terreno fertile per costruire una storia avvincente che fonda l'epica con l'action, l'horror e lo splatter in modo da creare qualcosa di nuovo che risultasse accattivante a diverse tipologie di pubblico. A fronte di una storia avvincente ma un po' confusionaria, abbiamo un protagonista interessante che, di episodio in episodio, forgia il suo carattere e matura, intraprendendo un percorso di crescita fisica e mentale che lo porterà a fare i conti con i suoi limiti ma anche, e soprattutto, con le sue capacità inespresse. Lo spettatore lo accompagna lungo una strada fatta di insicurezze, timori e rivalsa; Heron è mosso inizialmente dal dolore per la brutale perdita della madre e dalla rabbia verso un padre che, pur essendo una divinità, li ha lasciati soli proprio nel momento del bisogno.

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Blood of Zeus: un'immagine della serie

Anche Zeus, però, ha i suoi problemi: diviso tra i doveri verso l'Olimpo, sua moglie Hera e Heron e sua madre che conducono una vita difficile, mostra tutte le sue fragilità, i suoi lati migliori ma anche quelli peggiori. In Blood of Zeus gli dei, proprio come nella mitologia, utilizzano spesso gli esseri umani come pedine su una scacchiera: li muovono a loro piacimento, li usano per i propri capricci ma nel farlo mostrano sentimenti ben poco divini e tipicamente umani quali rabbia, gelosia, bramosia e vendetta.

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Il design e le animazioni

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Blood of Zeus: una scena della serie animata

A spiccare durante la visione della serie sono di sicuro le animazioni: fluide e dinamiche, permettono di proporre combattimenti complessi, veloci e avvincenti conferendo a Blood of Zeus un dinamismo che incolla lo spettatore allo schermo mantenendone sempre alta la soglia di attenzione. Annoiarsi è praticamente impossibile e questo costituisce un punto di merito per un prodotto che sa prendersi i suoi rischi. Notevole è anche il design dei personaggi, interessante e perfettamente coerente con la storia narrata: Le sembianze di Heron, Zeus, la guerriera Alexia ed Hera con i loro lineamenti regolari e i corpi statuari, sembrano plasmati a partire da sculture greche. Persino le ambientazioni ricordano nei colori e nella costruzione le scene rappresentate sulle meravigliose ceramiche tipiche dell'arte ellenica. Come è possibile notare dagli storyboard e dai bozzetti mostrati durante i titoli di coda, in questa serie nulla è lasciato al caso, tutto è studiato per proporre allo spettatore un prodotto di qualità di cui speriamo di vedere presto un seguito.

Conclusioni

Per riassumere la nostra recensione di Blood of Zeus possiamo affermare che questo nuovo prodotto animato di Netflix punta sulla qualità cercando di proporre una storia ispirata ai miti greci condita con elementi horror contemporanei ed intriganti. Ottimo il design dei personaggi perfettamente coerente con la storia narrata e le animazioni fluide che ben accompagnano scene d’azioni e combattimenti veloci e ben coreografati.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

3.4/5

Perché ci piace

  • La storia di Heron, originale ed epica.
  • Il design dei personaggi accattivante e pienamente coerente con la storia.
  • Le animazioni, fluide e veloci.

Cosa non va

  • La trama a volte un po’ confusionaria.