Bad Vegan: fama, frode e fuggitivi, recensione: ristoranti salutari e amore tossico nel documentario Netflix

La nostra recensione di Bad Vegan, il documentario in quattro episodi che racconta la strana ed inquietante storia di una guru del veganesimo e del truffatore di cui si innamora.

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Bad Vegan: fama, frode e fuggitivi - una scena della docuserie

Tra le sezioni meglio tornite del catalogo Netflix c'è senza dubbio quella dedicata ai prodotti true crime, in continua espansione con sempre nuovi docufilm e docuserie. Recentemente il colosso dello streaming sembra aver in parte spostato questo genere di contenuti su tematiche differenti, dai serial killer e le indagini di omicidi negli ultimi tempi sono infatti moltissimi i documentari incentrati su truffatori e frodi che hanno dell'incredibile (anche nel contesto della fiction, con show come Inventing Anna, che è comunque tratto da una storia vera). Come vedremo nella recensione di Bad Vegan: fama, frode e fuggitivi anche il documentario prodotto da Chris Smith (lo stesso di Tiger King) è incentrato su una storia di questo tipo, e ci ha ricordato un altro prodotto recente disponibile sempre su Netflix: Il truffatore di Tinder. Anche in questo caso troviamo un abile manipolatore ed artista della truffa, capace di esercitare un controllo sempre maggiore su una donna innamorata che ne foraggia le passioni (principalmente il gioco d'azzardo e lo shopping) con migliaia e migliaia di dollari. Se però ne Il truffatore di Tinder i confini tra "buoni" e "cattivi" erano ben definiti, qui ci si muove in territori decisamente più ambigui e sfumati, arrivando a supporre, ad un certo punto della narrazione, che la stessa vittima sia stata per un determinato periodo anche carnefice. Ed è proprio questa ambiguità a rendere la storia ancor più interessante e a catturare lo spettatore in un racconto che si fa man mano più intricato.

Un amore tossico

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Bad Vegan: fama, frode e fuggitivi - un'immagine della serie

Sarma Melngailis, la donna al centro di questo documentario, è stata per anni una guru dell'alimentazione vegana, ha infatti fondato con il compagno (un famoso chef emergente) uno dei primi ristoranti salutisti e crudisti di New York, il Pure Food and Wine. Il piccolo tempio della sana alimentazione diventa presto un ritrovo per celebrità, trasformando la donna in un simbolo di questa cucina. Dopo essere rimasta single, però, Sarma si carica sulle spalle il peso della gestione del ristorante (a cui è annesso anche un negozio di prodotti vegani, il One Lucky Duck) e - insieme all'inseparabile cane Leon - vive le sue giornate tra conti da far tornare, clienti affezionati e un'affollatissima cucina. Le cose cambiano però quando conosce un uomo online, Shane Fox (che poi scopriremo chiamarsi Anthony Strangis), e inizia con lui una tormentata storia d'amore. Lui le racconta di essere un membro di un gruppo militare d'élite, e la trascina in un mondo fatto di strane credenze e poteri occulti.

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Bad Vegan: fama, frode e fuggitivi - una scena della serie

Settimana dopo settimana, mese dopo mese, Sarma verrà sempre più convinta da Shane che potrebbe essere anche lei parte di un gruppo di individui eletti, che il mondo per come lo conosce è solo un'illusione e che lei ed i suoi cari (in particolare il suo cane) vivranno per sempre. Come far sì che questo accada? Dando prova all'uomo della sua imperitura fedeltà, ovviamente tramite sostanziose donazioni in denaro. Fondi che la donna non può che sottrarre ai guadagni del ristorante, togliendoli così dai salari dei suoi dipendenti e da quello che dovrebbe pagare ai suoi creditori. La cosa va avanti fino a quando, per forza di cose, la gente intorno a lei comincerà ad accorgersi che qualcosa non va, che la donna continua a chiedere soldi in prestito anche se dovrebbe averne e che sembra sempre più disperata. Ma ormai Sarma è troppo invischiata nel mondo creato da Anthony, e la soluzione sembra una sola: la fuga!

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Manipolazione o interesse personale?

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Bad Vegan: fama, frode e fuggitivi - una foto di scena

Come dicevamo la narrazione di Bad Vegan: fama, frode e fuggitivi si mantiene sempre su una linea sottile di ambiguità: siamo sì portati a pensare che Sarma venga manipolata da Shane, quasi come se fosse stata vittima di una setta che le ha fatto il lavaggio del cervello, ma vista la particolarità della situazione ci chiediamo quanto lei fosse cosciente di quello che stava accadendo, se credesse davvero alle bugie che lui le propinava e se non ci fosse, anche per lei, un interesse personale dietro alle scelte assurde che è stata "costretta" a compiere. Come noi ovviamente la stessa domanda se la sono fatta i media, incapaci di credere che lei fosse stata così ingenua nei confronti della realtà di fantasia fabbricata da Anthony (che è diventato anche suo marito). È interessante notare, poi, come giornali e televisioni si siano anche molto soffermati, nei loro resoconti della vicenda, sul fatto che lei fosse vegana e che avesse tradito il suo regime alimentare mentre stava con lui (anche sei lei giura il contrario), dipingendola in maniera estremamente negativa e trasformandola (molto più di lui) nel cattivo della situazione). Un tema interessante, ma che a nostro parere avrebbe meritato più spazio ed un diverso approfondimento all'interno della docuserie.

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Bad Vegan: fama, frode e fuggitivi - un'immagine della docuserie

A rendere il documentario particolarmente intrigante anche il fatto che dia spazio a moltissime voci e testimonianze: dagli amici ai colleghi, dai familiari alla polizia, fino alla stessa Sarma, che è al centro del resoconto che di questa storia ci viene dato, fornendoci la sua prospettiva su ogni piccolo dettaglio della vicenda. I quattro episodi che compongono Bad Vegan: fama, frode e fuggitivi sono ben strutturati e completi, anche se in alcuni casi i passaggi tra un momento e l'altro della vita di Sarma - utilizzando una cronologia non sempre lineare - risultano un po' ostici e confusi. Un prodotto comunque molto ben realizzato, che catturerà l'appassionato di true crime ma anche chi solitamente non si approccia a a questo tipo di storie.

Conclusioni

Concludiamo questa recensione di Bad Vegan: Fama, Frode e Fuggitivi sottolineando come si tratti di un documentario interessante e ben costruito, che riporta una storia particolare e a suo modo estremamente intrigante. Peccato per alcuni passaggi un po' confusi ed alcune tematiche (come quella del ruolo dei media) che meritavano maggiore spazio ed approfondimento,

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
3.0/5

Perché ci piace

  • La vicenda che vede protagonisti Sarma e suo marito, particolare e angosciante.
  • Il documentario è ben strutturato e ricchissimo di voci e testimonianze.

Cosa non va

  • Peccato per alcuni passaggi un po' confusi e per certe tematiche che meritavano maggiore approfondimento.