Babylon Berlin 3, la recensione dei primi episodi: indagini noir nella Torre berlinese

La terza stagione di Babylon Berlin, serie tedesca targata Sky, conferma pregi e difetti della serie: una nuova indagine del commissario Gereon Rath sullo sfondo di una Berlino in trasformazione.

RECENSIONE di 01/04/2020
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Babylon Berlin 3: una scena della stagione 3

Se avete già visto e amato le due stagioni precedenti, questa nostra recensione di Babylon Berlin 3 confermerà anche i vostri giudizi. Nei primi episodi della nuova stagione, in onda su Sky Atlantic e disponibile on demand, abbiamo ritrovato tutti gli elementi che caratterizzano la serie: nuove indagini, un parco personaggi variegato, storyline di finzione intrecciate con la vera storia della Germania di fine anni Venti anche se non esenti da difetti storici che continuano a esserci. Nonostante questo la serie creata da Tom Tykwer rimane un buon prodotto di intrattenimento, visivamente ricco, e con molti spunti narrativi che non possono fare a meno di stimolare riflessioni sul mondo contemporaneo. Proseguite serenamente nella lettura: non vi rovineremo le sorprese di questa terza stagione.

Riprendere il filo e ricominciare

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Babylon Berlin 3: una scena della terza stagione

Allo stesso tempo prosecuzione e ritorno alle origini, la trama della terza stagione di Babylon Berlin inizia qualche mese dopo la conclusione della passata stagione con il suo nuovo status quo. Chiuso definitivamente, almeno in questi primi tre episodi, il caso dell'oro dei Russi, storia principale nelle scorse stagioni, e con un protagonista rinnovato dopo aver affrontato i propri demoni del passato, la serie riparte con una nuova indagine da risolvere da parte del commissario Rath (Volker Bruch) e la sua aiutante Charlotte (Liv Lisa Fries), ex prostituta ora ufficialmente entrata nelle forze dell'ordine, stavolta ambientata nel mondo del cinema. Un'attrice viene uccisa sul set durante le riprese di un film e i due protagonisti cercheranno di scoprire l'assassino mentre intorno a loro volti già noti e nuove minacce si intrecceranno come nella miglior tradizione della serie. Sullo sfondo, una Berlino del 1929 prossima alla depressione economica e all'ascesa del partito nazional-socialista.

Lo stile babilonese di Berlino

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Babylon Berlin 3: una scena della nuova stagione

Squadra che vince non si cambia. Anche la struttura narrativa riprende quella delle prime due stagioni (che in alcuni Paesi è considerato un unico blocco di 16 episodi) iniziando con un flashforward che già ci definisce lo status quo di alcuni personaggi per poi ricominciare andando indietro di cinque settimane. Il gioco funzionava perfettamente nelle trascorse stagioni, anche se si trattava di un viaggio a ritroso nella mente del protagonista mentre qui si tratta di un vero e proprio evento macrostorico, e mantiene inalterato il suo fascino: non vediamo l'ora di vedere come si arriverà a certi risvolti narrativi nonostante in questi primi episodi abbiamo la sensazione che il tutto possa accadere "perché così deve andare". Alcuni colpi di scena (e in queste prime tre ore ce ne sono già parecchi!) risultano quindi un po' telefonati, e non riescono a costruire un vero e proprio mistero durante la visione. Sensazione che, purtroppo, ciclicamente si ripresenta a causa dell'enorme quantitativo di personaggi, di tutto ciò che nascondono e delle storyline intrecciate tra loro. A volte si ha la sensazione di proseguire la visione - sempre piacevole, va detto - solo per inerzia, senza un reale coinvolgimento effettivo e con un persistente dubbio di essersi persi qualche passaggio nel mezzo.

Un piacere visivo

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Babylon Berlin 3: un'immagine della terza stagione

Se la ricchezza di storie può risultare controproducente, il livello di messa in scena della serie è sempre altissimo e vero e proprio punto di forza di Babylon Berlin, soprattutto se si è appassionati del periodo storico. La Berlino rappresentata è incredibilmente viva, affascinante, vero e proprio personaggio secondario delle vicende narrate. Non solo perché la Storia tedesca s'inserisce nelle vicende di finzione (il primo maggio nella stagione scorsa, la grande depressione di ottobre in questa), ma anche per la semplice gioia visiva che ci permette di immergerci totalmente nella cultura e nella società berlinese di quegli anni. Concentrandosi di più sull'indagine che sull'atmosfera, in questi episodi mancano ancora quelle pause narrative utili a costruire l'ambiente dove i personaggi agiscono (pensiamo al bellissimo e iconico finale della seconda puntata della prima stagione, una quindicina di minuti dove la storia non avanza ma ne restiamo comunque inebriati), ma il tutto viene compensato grazie alle sequenze di puro genere crime e noir che fotografano il tutto in maniera affascinante. Luci gialle e blu su sagome incappucciate, strade bagnate dalla pioggia, sigarette accese da uomini con cappotto e cappello: quando Babylon Berlin vuole essere solo un noir è incredibilmente riuscito.

Finzione di ieri, realtà di oggi

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Babylon Berlin 3: una scena della nuova stagione della celebre serie

Terza stagione e secondo romanzo della serie di sette volumi (finora) scritta da Volker Kutscher e ci auguriamo sinceramente che la serie continui con lo stesso successo perché, al di là dei difetti, Babylon Berlin riesce a inserirsi perfettamente nella nostra contemporaneità raccontando vicende di un secolo fa. Dalla crisi economica al malcontento popolare, dal benessere sociale alle rivolte violente, si ha l'impressione terribile di star assistendo a una realtà che non riguarda solo i nostri antenati. Lentamente, mentre il popolo tedesco rimane sempre più scontento del governo, mentre cresce il senso di rivalsa del Paese nei confronti dei vincitori della Grande Guerra, mentre il nazional-socialismo di Hitler inizia a introdursi nella società, vediamo una città mutare. Una vera e propria Torre di Babele, popolata da chi non si rende conto dell'epilogo distruttivo in arrivo, persa in sé stessa e destinata a crollare.

Conclusioni

A conclusione della nostra recensione dei primi episodi di Babylon Berlin 3 possiamo tranquillamente affermare che, benché consci di non trovarci di fronte a un capolavoro della serialità, la serie risulta un buon prodotto d’intrattenimento, capace di unire il genere noir con il racconto della Germania alle soglie dell’ascesa del nazismo. Non sempre il livello di coinvolgimento è altissimo, ma siamo di fronte senza dubbio a un’opera su cui porre la nostra fiducia e il nostro interesse.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

3.4/5

Perché ci piace

  • La rappresentazione sociale e storica della Berlino del 1929.
  • L’ottima cura fotografica, specie nelle sequenze più di genere.
  • L’indagine investigativa che i protagonisti svolgono è più coinvolgente rispetto alla scorsa stagione…

Cosa non va

  • …ma non sempre questo coinvolgimento riesce a intrattenere per il meglio.
  • Troppi personaggi e storyline alternate che spezzano il ritmo del racconto e danno la sensazione di essersi persi qualcosa per strada.