Lavoreremo da grandi: intervista ad Antonio Albanese. Tra Marracash e la "tenerezza" maschile

"Da spettatore volevo affezionarmi a un gruppo di personaggi, teneri e assurdi". Come sempre garbato e disponibile, il regista e attore racconta a Movieplayer il suo (ottimo) film.

Lavoreremo da grandi: Antonio Albanese sul set

Antonio Albanese l'ha detto più volte, Lavoreremo da grandi è il suo film "più trasgressivo". Ed è vero. Una scintilla - matta, mattissima - che parte dall'avventura tutta-in-una-notte incentrata su quattro "scappati di casa", azzannati dall'inaspettato che diventa fulcro comico, in un amaro e irresistibile incrocio. Protagonisti, oltre Albanese, che ha scritto il film insieme a Piero Guerrera, anche Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero. A chiudere il film un brano perfetto, capace di sintetizzare il senso della storia. È finita la pace di Marracash. "Sono andato l'anno scorso a vedere il concerto di Marra, a me piace il rap. Mi piace sentire durante i concerti quell'energia che loro riescono a dare", dice Antonio Albanese, durante la nostra intervista.

Lavoreremo Da Grandi Set
Lavoreremo da grandi: dietro le quinte del film

"Quando ho sentito quel pezzo, per un attimo sono rimasto sorpreso, e ho detto: sembra scritto per il film, è curiosa questa cosa, no? In un certo senso è struggente. C'è una sintonia". E quindi "ho chiesto gentilmente il di poterlo usare. Lui mi sembrava contento e nel film, al di là di questa potenza, di questa energia che riesce a dare, c'è la descrizione di questi quattro personaggi. E non è meraviglioso?".

Lavoreremo da grandi: un film nato sul set di Cento Domeniche

Lavoreremo da grandi nasce addirittura sul set di Cento domeniche, spiega il regista "Mentre realizzavamo il nostro precedente film mi sono detto: se affronto questo dramma, posso affrontare la difficoltà dell'essere comico. La comicità non ha un solo obbiettivo, o un percorso preciso. Mettiamo in scena una comicità diversa. Abbiamo lavorato di notte, sei settimane su otto, e grazie alla fotografia di Italo Petriccione il colore funziona alla grande, come funziona le combinazioni tra noi quattro, abbiamo trovato il ritmo giusto".

Per Albanese, che parla con passione del suo notevole film, è tutta una questione di calore umano. "Da spettatore volevo affezionarmi a certe persone. In un momento come questo ne abbiamo un po' tutti bisogno. Siamo abituati a vedere persone respingenti, e allora mi piaceva l'idea di andare in sala e affezionarmi a certi personaggi, con il desiderio di abbracciarli".

Lavoreremo Da Grandi Nicola Rignanese Niccolo Ferrero Antonio Albanese Giuseppe Battiston
I quattro protagonisti: Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero, Antonio Albanese, Giuseppe Battiston

In qualche modo, nella sgangherata unione tra i protagonisti, c'è l'esaltazione della fragilità e della dolcezza maschile, ben lontana dalla tossicità contemporanea. "Questo è il punto", continua Albanese, "Siamo circondati dall'opposto, da una mascolinità gratuita. Inutile e debole. Sono quattro uomini che non ce l'hanno fatta, ma serenamente vivono la loro storia".

Antonio Albanese, da Uomo d'acqua dolce a Lavoreremo da grandi

Una storia che non potrebbe esistere senza il contesto provinciale - siamo sulle rive del Lago d'Orta -, ovviamente riflesso in una divertita nottata piena di colpi di scena. "I nostri riferimenti erano le strade, i boschi, il lago. Sono uno amante del lago, il mio primo film si intitolava Uomo d'acqua dolce. L'ultimo film che ho fatto l'ho girato sul lago di Como. Ma al di là di questo non è un racconto della provincia. È anche vero che in provincia le notizie si esaltano molto di più che in città. Mi piaceva l'idea di raggruppare il mio gruppo di lavoro e sviluppare il soggetto".

Lavoreremo da grandi, recensione: Antonio Albanese ha fatto un film mattissimo (e irresistibile) Lavoreremo da grandi, recensione: Antonio Albanese ha fatto un film mattissimo (e irresistibile)

Se Lavoreremo da grandi ha un'impostazione teatrale, il copione non ha lasciato spazio all'improvvisazione. "Io, Beppe Battiston, Nicola Rignanese, eravamo nello stesso corso in accademia, quindi teatralmente noi abbiamo quei fondamentali che ci permettono, come in questo caso, di lavorare all'interno di una casa, di creare certe combinazioni. Ma non abbiamo mai improvvisato. Ci deve essere una grande preparazione per poter poi arrivare sul set e far suonare il corpo, oltre alle battute".