Amici comuni, intervista a Marco Castaldi: "Un film sulla complessità delle relazioni"

Perché Amici comuni è la commedia perfetta per San Valentino (e non solo)? Ce ne parla Marco Castaldi, regista del film disponibile su Paramount+.

Sul set di Amici Comuni

Quale momento migliore per parlare di relazioni se non San Valentino? Questo il cuore tematico di Amici comuni, il film con Raoul Bova, Francesca Inaudi, Beatrice Arnera e Luca Vecchi nei panni di quattro amici, due coppie, che si trovano ad affrontare la domanda delle domande, quella cruciale in occasione della festa degli innamorati: cosa è l'amore? Un quesito che Marco e Giulia, sposati da anni, si pongono alla notizia del matrimonio dell'amica Veronica con un ragazzo conosciuto soltanto di recente e che dà il via a un turbinio di sensazioni che porta i protagonisti a confrontarsi con i loro bisogni reali, con desideri messi da parte e ferite mai del tutto guarite.

Amici Comuni Beatrice Inaudi Luca Vecchi
Una scena del film disponibile su Paramount+

Un film che arriva direttamente su Paramount+, andando a ritagliarsi un suo spazio, con una scelta temporale per la quale il regista Marco Castaldi, con cui abbiamo avuto modo di chiacchierare, si è detto entusiasta, pur consapevole che la forza delle piattaforme è di assicurare una vita più lunga ai progetti, che possono essere scoperti anche a distanza di tempo dall'uscita. Il vantaggio dello streaming rispetto alla sala, dove un film deve trovare il suo pubblico subito per non essere sostituito. E siamo stati subito concordi su un punto: quanto sia difficile catalizzare l'attenzione di spettatori sempre più bombardati di contenuti su ogni fronte.

Dal corto al lungometraggio: la nascita di Amici comuni

Amici Comuni Raoul Bova Francesca Inaudi Frame
Amici comuni: Raoul Bova e Francesca Inaudi in un frame

Nella nostra analisi di Amici comuni insieme al suo regista, siamo partiti dalla genesi del progetto. Come è nato il film? "È un progetto che è cresciuto nel tempo" ci ha detto Castaldi, "era una storia di 30 pagine che un caro amico mi propose. Abbiamo deciso di collaborare e abbiamo scelto di svilupparla." Inizialmente il cuore della storia era la cena che apre il racconto, ma "siamo andati oltre quel momento, abbiamo aggiunto l'addio al celibato e poi il matrimonio."

Un rapporto di collaborazione che in qualche modo si estende anche al lavoro sul cast, per il quale Marco Castaldi ha sottolineato quanto sia importante per lui collaborare con professionisti di cui si fida ciecamente. "Sono una persona che ha necessità di avere i suoi amici intorno per lavorare" ci ha infatti spiegato, sottolineando come la scelta sia ricaduta in modo naturale su sue vecchie conoscenze: "Sia Luca Vecchi che Raul Bova sono persone che conosco da un sacco di tempo" e non ci sono stati dubbi nel scritturarli, mentre "per il ruolo di Veronica abbiamo fatto un vero e proprio casting e Beatrice Arnera ha fatto un provino straordinario. È una top player!"

Tra sceneggiatura e improvvisazione

Amici Comuni Beatrice Arnera Raoul Bova
Raoul Bova con Beatrice Arnera in una scena

Una famiglia, insomma, coerentemente con il tema delle relazioni che Amici comuni tratteggia. Ma come hanno lavorato insieme per ottenere le dinamiche necessarie in scena? "Tutti arrivavamo un'ora prima che gli attori andassero al trucco; lì leggevamo le scene del giorno, le impostavamo, le preparavamo" ci ha raccontato Marco Castaldi, sottolineando come sia stato "un lavoro di squadra".

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Un lavoro meticoloso per ottenere l'effetto desiderato e pianificato dalla sceneggiatura, che però non ha escluso che qualcosa potesse nascere in modo spontaneo sul set: "Una volta che avevamo la scena in cassaforte" ci ha infatti raccontato il regista, "dicevo a tutti gli attori: 'ora potete fare il ciak cassanata'", facendo nascere qualcosa di spontaneo e improvvisato. 


La regia di Amici comuni

Cena, addio al celibato, matrimonio. Tre momenti di Amici comuni che Marco Castaldi ha voluto girare con stili differenti per andare oltre la semplice commedia all'italiana. "L'obiettivo è stato di raccontare tre atti con tre modus operandi differenti" e ci ha spiegato come, per esempio, "per la scena della cena c'è stato questo film francese che si chiama Cena tra amici, che mi è molto piaciuto. Ho scelto di non mettere neanche una canzone in quella scena proprio per tenere lo spettatore il più concentrato possibile sulle micro-espressioni."

Amici Comuni Raoul Bova Francesca Inaudi Foto
Bova e la Inaudi in una scena di Amici comuni di Marco Castaldi

Una scelta riuscita, perché si tratta della sequenza che ci ha più colpiti, come evidenziato anche nella recensione di Amici comuni, ma anche altri aspetti stilistici del film ci hanno intrigato e tra le ispirazioni Castaldi cita anche The Studio di Apple: "la serie di Seth Rogen aveva tanti lunghi movimenti di macchina, tante inquadrature a schiaffo da un attore all'altro. È stata quella la mia pia grande ispirazione."