A Day to Die, la recensione: Bruce Willis in un mediocre heist-movie

La recensione di A day to Die, action di serie b dove Bruce Willis veste i panni del villain, in onda stasera su RAI4.

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A Day to Die: una scena del film

Connor Connolly è un agente di sorveglianza caduto in disgrazia dopo che un'operazione di sicurezza alla quale ha partecipato insieme alla sua squadra è andata per il verso sbagliato, con alcuni ostaggi che hanno tragicamente perso la vita. A diciotto mesi dall'accaduto l'uomo, prossimo a diventare padre visto che la moglie Candice gli ha annunciato di essere incinta, finisce per indebitarsi con un boss della droga locale, Tyrone Pettis, dopo aver ucciso uno dei suoi scagnozzi.
Come vi raccontiamo nella recensione di A day to Die, infatti, Candice viene rapita dal criminale, il quale per la sua liberazione chiede la cifra di due milioni di dollari, da racimolare tramite una serie di rapine ad altre gang cittadine. Connor non ha altra scelta se non quella di chiedere aiuto ai suoi vecchi compagni di squadra delle forze speciali, ma è ignaro che colui che lo sta ricattando sia in ottimi rapporti con il capo della polizia Alston. La missione si rivela così assai più ardua del previsto...

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A Day to Die: una scena del film

Duro a morire

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A Day to Die: una scena del film

Quello di cui vi parliamo è uno dei tanti film usciti nel corso di questi ultimi mesi che vedono nel cast l'ormai ritiratosi Bruce Willis, che come tutti sappiamo ha abbandonato il mondo del cinema dopo gli è stata diagnosticata l'afasia, ovvero la perdita della capacità di comprendere il linguaggio. Una patologia che l'ha condizionato enormemente nell'ultima parte di carriera ed è così facile capire le sue molteplici partecipazioni, spesso in piccoli cammei o apparizioni da guest-star, in produzioni low-budget di scarsa qualità artistica.
A Day to Die non fa purtroppo eccezione e anche in questo caso la star di Die Hard appare visibilmente stanca, con scambi di battute sempre brevi e mai in camera per più di un minuti di seguito, stacchi di montaggio esclusi. Ma è il film in generale a soffrire di un'evidente mancanza di idee e soluzioni originali.

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A Day to Die: una scena del film

La fratellanza tra il team di agenti può parzialmente ricordare quella di un altro titolo, altrettanto mediocre, del quale vi avevamo parlato recentemente ovvero Semper Fi - Fratelli in armi (2019), mentre la sparatoria/resa dei conti finale sembra una sorta di spenta copia involontaria/parodia di una delle scene clou del seminale Heat - La sfida (1995) di Michael Mann. Fatto sta che nell'ora e quaranta di visione tutto sa di visto e rivisto, con una sceneggiatura che sfodera tradimenti inaspettati e alleanze impreviste nella spasmodica ricerca di colpi di scena che possano (ri)svegliare dal torpore narrativo.
Peccato che le stesse caratterizzazioni dei personaggi principali non brillino per efficacia e verosimiglianza, con uno dei due villain meno cattivo del previsto e l'altro, quello di Willis, che si trincera dietro un "perché sì" senza motivazioni effettivamente realistiche.

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A Day to Die: una scena del film

Il fratello d'arte Kevin Dillon, maggiore del più noto Matt, non ha il carisma necessario per reggere sulle proprie spalle il ruolo di un protagonista già anonimo in fase di scrittura e nel cast l'unico a spiccare almeno parzialmente è Frank Grillo, ormai una certezza nel dar volto a figure toste e cazzute al punto giusto in storie di questo tipo.
Un paio di flashback qua e là cercano di offrire qualche spunto in più ma sono estemporanei e superficiali per poter imprimere la necessaria dose di profondità ai personaggi coinvolti, mentre il countdown su schermo è un inutile orpello pressoché inutile ai fini di quanto accade poi in scena. L'azione di stampo classico è limitata al prologo e alla succitate dinamiche da heist-movie in atto nell'ultima parte. A Day to Die si perde proprio nelle basi, andandosi a infilare in quella caterva di titoli di serie b senza quel minimo di grinta necessaria per spiccare tra la relativa moltitudine.

Conclusioni

Come vi abbiamo raccontato nella recensione di A Day to Die, il film è uno degli ultimi interpretati da Bruce Willis prima nell'annunciato ritiro e come spesso nella recente filmografia dell'amato attore è una produzione di basso profilo, ingenua sia dal punto di vista narrativo che di relativa messa in scena. Un action/heist movie di serie b privo della necessaria profondità, con personaggi appena abbozzati e una sceneggiatura ricca di forzature, con l'auspicato spettacolo di genere ben al di sotto delle aspettative e limitato al prologo e al finale.

Movieplayer.it
1.5/5
Voto medio
1.4/5

Perché ci piace

  • Frank Grillo è l'unica nota positiva di un cast...

Cosa non va

  • ...altrimenti anonimo, capitanato da uno spento Kevin Dillon e da Bruce Willis nelle vesti di cattivo.
  • Sceneggiatura e regia in pieno stile dei peggiori b-movie.