Vampiro o licantropo, questo è il problema
Tutto inizia con una scelta. Avevamo lasciato Bella alle prese con la proposta di matrimonio di Edward, compromesso che le consentirebbe finalmente di venire trasformata in vampira, e poter stare accanto all'amato dimentica delle insidie del tempo. Ma, per quanto una diciottenne di oggi possa essere refrattaria al matrimonio, non è tanto il suo futuro stato civile a far tentennare la giovane protagonista: sono le insistenze del licantropo Jacob, restio a rassegnarsi all'idea che tra lui e Bella ci sia solo una profonda amicizia. L'idillio a due tra la sognante ma testarda umana e il vampiro gentiluomo, dopo essere sopravvissuto alla prova della lontananza in The Twilight Saga: New Moon, si trasforma qui in un triangolo. Nessun sotterfugio, nessuna tresca scabrosa, però: i due contendenti si sfidano a viso aperto per il cuore dell'amata, l'uno forte del proprio fascino algido, temprato dai decenni di tormentata solitudine, l'altro passionale e impulsivo, pieno della determinazione cieca di un sedicenne.
La vocazione fiabesca della saga della Meyer si riconferma nella maniera più eclatante: se c'è qualcosa di più romantico dell'essere concupita da un essere immortale, è avere l'imbarazzo della scelta tra due paladini delle rispettive specie. Melissa Rosenberg, di nuovo alla sceneggiatura, dimostra più polso rispetto alle precedenti pellicole, riuscendo a tradurre tanto il tentativo iniziale di Bella di negare la propria attrazione per Jacob, quanto l'ambiguità dei sentimenti della ragazza, accantonando in parte l'eccesso di romanticismo cui ci aveva abituati nei precedenti capitoli. D'altro canto la scelta di affidare la regia a David Slade, che già aveva diretto i vampiri decisamente poco amichevoli di 30 giorni di buio, dice molto sulla volontà della produzione di dedicare un maggiore approfondimento alla
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The Twilight Saga: Eclipse si apre all'approfondimento di alcuni dei comprimari più carismatici della saga: Jasper e Rosalie, a cui vengono dedicati due flashback che, sebbene non rispecchino i luoghi e i tempi descritti dalla controparte cartacea, introducono temi decisamente più adulti rispetto a quelli finora affrontati. La violenza, il desiderio di riscatto, il disprezzo per se stessi sono parte del passato dei Cullen, e sono verità con le quali anche il presente e il futuro di Bella sono chiamati a confrontarsi. La relazione con Edward, finora, aveva i contorni del sogno, di una fantasia infantile che si è magicamente realizzata per dare alla protagonista il senso di un'esistenza in cui si era sempre trovata fuori posto tra i suoi simili, e che solo un essere fiabesco poteva completare. Ma per Bella è tempo di maturare, di rendersi conto delle conseguenze delle proprie scelte e di ritornare alla propria realtà di diciottenne (ancora) umana, piena anche di problemi umani: il diploma, il sesso, i genitori.
Questo terzo capitolo cinematografico della saga di Twilight si pone degli obiettivi ambiziosi: coniugare azione e romanticismo, umano e soprannaturale, favola e quotidianità. Gli ingredienti ci sono tutti, ma non riescono a dare vita a un insieme omogeneo, come se in fase di sceneggiatura si fosse semplicemente tentato di comprimere il corposo materiale suggerito dalla Meyer, ma senza sapergli infondere scorrevolezza e continuità.
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Movieplayer.it
2.0/5