Vallanzasca - Gli angeli del male

2010, Drammatico

3.5
Vallanzasca - Gli angeli del male (2010)
Genere
Drammatico
Durata
Regista
Uscita ITA

Renato Vallanzasca, 35 anni, è rinchiuso in una cella di isolamento nel braccio di rigore della casa circondariale di Ariano Irpino. La sua propensione per il crimine si era rivelata sin da bambino quando, a nove anni, con la sua piccola banda aveva liberato una tigre da un circo. Così piccolo, aveva già la stoffa del leader e gli altri ragazzini, Enzo, Giorgio e Antonella, la "sorellina" venuta da Napoli, pendevano dalle sue labbra. Quella prima ragazzata gli aprì le porte del carcere minorile segnando la sua strada per sempre. Una volta uscito, dai piccoli furti nel quartiere passò in rapida escalation alle rapine, ai sequestri di persona, agli omicidi fino a diventare "il boss della Comasina". Nel 1972 in un locale nel quartiere Giambellino si trovava con gli amici Enzo, Nunzio e Rosario quando incontrò Consuelo, presto diventata la sua compagna e succesivamente la madre del suo unico figlio. In quegli anni la banda di Vallanzasca si diede alla bella vita in una Milano in cui il mondo della mala è dominato dal potere incontrastato di Francis Turatello, detto "Faccia d'angelo". Un periodo d'oro che venne interrotto dal primo arresto di Renato, accusato di una rapina ad un furgone portavalori e trasferito nel carcere di San Vittore, da cui riuscì ad evadere dopo 4 anni e mezzo. Intanto la banda della Comasina si allargò, con l'ingresso di Fausto, Sergio e Beppe mentre il conflitto con Turatello divenne sempre più aspro. Anche il tentativo di Antonella, l' amica d'infanzia di Renato, di organizzare un incontro chiarificatore fra i due boss si risolse in un fallimento e così fra le due bande si scatenò una lotta senza quartiere. In un crescendo di violenza e brutalità, la banda consumò un omicidio dopo l'altro e la fama della efferatezza della banda continuò a crescere insieme alla notorietà di Renato Vallanzasca, che decise di fare il salto di qualità e di allargare l'attività entrando in un mercato più remunerativo e meno rischioso, quello dei sequestri di persona. Ma l'uccisione di due poliziotti presso il casello di Dalmine segnò il destino di Vallanzasca che, ferito e fuggito a Roma, venne arrestato dopo poco. Proprio il carcere romano di Rebibbia gli offrì l'occasione di un chiarimento con il nemico giurato Francis Turatello. I due approfondirono la loro conoscenza al punto da diventare amici fraterni e sancire un sodalizio davanti a tutta la mala milanese e italiana con lo stratagemma delle nozze fra Renato e Giuliana. Ma i festeggiamenti durarono poco: il giorno dopo Vallanzasca venne trasferito a Milano per il processo. Gli anni successivi furono scanditi dai passaggi da un carcere all'altro: Novara, Ariano Irpino, Asinara. E fu proprio durante il viaggio in nave per la Sardegna, che il boss tentò con successo l'ennesima evasione, trovando una via di fuga attraverso un oblò. Tornato a Milano rivide Antonella, la donna che gli era stata accanto tutta una vita, ma il loro incontro prese una piega inattesa, per entrambi.

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