X-Men: Apocalisse

2016, Azione

X-Men: non un'Apocalisse, ma un mezzo disastro

Un anno di scontri tra supereroi illustri, questo 2016: peccato che gli X-Men di Bryan Singer non sappiano approfittare della loro esperienza sul campo. Questo Apocalypse è un film con tanti elementi affascinanti - ma tutti già visti però nelle precedenti pellicole - e grossi limiti narrativi.

X-Men: Apocalisse

2016 – Azione
2.9 2.9

Supereroi che combattono contro altri supereroi: dov'è che li avevamo già visti recentemente? Bisogna ammettere che i cari mutanti se le danno di santa ragione da ben sedici anni, da quando cioè Bryan Singer fece il suo esordio nel mondo dei cinecomics Marvel con il primo iconico X-Men, ma è ovvio che in questo 2016 che ha già visto scontrarsi Batman v Superman e Captain America/Iron Man nella Civil War, l'idea di assistere per l'ennesima volta ad una lotta tra Professor X, Magneto e relativi seguaci non può avere lo stesso appeal.

X-Men: Apocalisse - una bella immagine tratta dal film

Per fortuna a complicare le cose arriva l'Apocalisse del titolo, celebre supervillain dei fumetti Marvel e primo mutante della storia dell'umanità. Ed è proprio dall'alba della civiltà che questo nuovo film di Singer, il quarto della saga da lui diretto, prende il via: nell'antico Egitto, En Sabah Nur è venerato come un Dio e trasferisce i propri poteri e la propria consapevolezza di corpo in corpo, grazie all'aiuto di quattro Cavalieri mutanti suoi discepoli. Con una spettacolare sequenza iniziale, Singer ci racconta di questo rituale che permette ad Apocalisse di rimanere praticamente immortale da secoli e secoli, ma allo stesso tempo ci mostra anche l'incidente che lo costringe a rimanere intrappolato ed addormentato per migliaia di anni sotto le macerie di una piramide egizia. In attesa di essere risvegliato.

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Welcome to the '80s

X-Men: Apocalypse: Jennifer Lawrence nel primo trailer del film

Se il precedente X-Men: Giorni di un futuro passato aveva tra le sue caratteristiche vincenti l'idea di raccontarci gli anni '70 ed un mondo innocente, che ancora non sapeva dell'esistenza dei mutanti, con questo X-Men: Apocalisse veniamo proiettati 10 anni avanti, e più precisamente nel 1983, in una società che, a modo suo, sta provando ancora con grossa fatica ad abituarsi all'idea di convivere con questi individui bizzarri e pericolosi. Tra i volti a noi conosciuti nei film precedenti, c'è chi ha deciso di cambiare continente e nascondersi in Europa: Magneto per esempio, ricercato e ritenuto una minaccia in tutto il mondo, prova a cambiare vita ed identità mettendo su famiglia; Mystica, al contrario, è diventata, suo malgrado, un simbolo di coraggio, pace e speranza alla pari della Katniss di Hunger Games con cui condivide il volto, ed è un punto di riferimento per tutti i giovani mutanti del pianeta.

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X-Men: Apocalypse: Kodi Smit-McPhee nel primo trailer del film

È proprio attraverso il personaggio di Jennifer Lawrence, dal ruolo più centrale e significativo che mai, che conosciamo nuovi mutanti quali Angelo (Benjamin Hardy) o Nightcrawler (Kodi Smit-McPhee), imprigionati e costretti a combattere in una brutale e letale arena per il solo divertimento degli spettatori umani, o la sexy e pericolosissima Psylocke interpretata da Olivia Munn che fa da guardia del corpo ad un contrabbandiere. Dall'altra parte del mondo, intanto, il Professor Charles Xavier continua il suo progetto di una Scuola per Giovani Dotati ed accoglie tra le sue mura anche nuovi promettenti alunni che ancora non sono in grado di controllare le loro abilità: Scott Summers/Ciclope (Tye Sheridan) dagli occhi che emettono raggi energetici, e la potentissima Jean Grey (Sophie Turner) dai poteri telecinetici e telepatici pressoché illimitati.

Durante questi avvenimenti, a causa dell'intervento fortuito dell'agente CIA Moira MacTaggert, si risveglia Apocalisse, che osserva il nostro mondo con uno sguardo legato al passato, vede questo periodo di guerra fredda, di intolleranza e di paura e decide che è forse arrivato il momento di accelerare ulteriormente l'evoluzione umana. Come? Semplicemente distruggendo il pianeta e ricominciando da capo. Un po' come i reboot cinematografici che tutti odiano...

X-Men: Apocalypse - Rose Byrne, Nicholas Hoult, Lucas Till e Jennifer Lawrence in una scena del film diretto da Bryan Singer

With the Four Horsemen ride

X-Men: Apocalypse: Alexandra Shipp nel primo trailer del film

Prima però di poter portare avanti il suo piano, il primo mutante deve cercare i suoi nuovi discepoli, i nuovi quattro Cavalieri dell'Apocalisse, ed è qui che iniziano i problemi del film, proprio nel momento in cui la pellicola dovrebbe prendere davvero il via e decollare dopo un'affascinante, ma comunque lunga, fase introduttiva. Il primo problema sono proprio i quattro cavalieri: con l'esclusione del Magneto di Michael Fassbender che già conosciamo e amiamo/odiamo, le tre nuove entrate (se così le vogliamo definire) hanno pochissimo spazio, praticamente limitato ai soli (sporadici) combattimenti, e nessun tipo di approfondimento né sul loro passato o sulle loro motivazioni, a dirla tutta nemmeno sui loro poteri. In tutto il film, tra tutti e tre, Angelo, Psylocke e Storm avranno sì e no dieci battute.

X-Men: Apocalypse - Alexandra Shipp, Oscar Isaac e Olivia Munn in una foto tratta dal film

Molto più spazio, ovviamente, ha l'Apocalisse interpretato da Oscar Isaac, sempre coperto dal trucco e dalla voce camuffata ma dall'indiscutibile carisma. Peccato però il suo personaggio risenta dello stesso difetto: affascina e incuriosisce in prima battuta, anche grazie a dei poteri spettacolari e apparentemente illimitati, ma con il progredire del film invece di crescere si dimostra ben poca cosa, così come in fondo il suo ambizioso piano. Se la speranza di tutti era di poter contare su Apocalisse per un cattivo di quelli memorabili, la delusione di ritrovarsi semplicemente con un "more of the same" di un qualsiasi cinecomic precedente è davvero forte.

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X-Men: Apocalypse: un'immagine potente del primo trailer del film

Sweet Dreams

X-Men: Apocalypse: Jennifer Lawrence ed Evan Peters in una scena del film

Per fortuna dall'altra parte della barricata ci sono tanti personaggi sicuramente più riusciti: l'ottimo Professor X di James McAvoy, la Bestia di Nicholas Hoult e la già citata Mystica della Lawrence confermano quanto di buono già visto nei precedenti capitoli, e a loro si aggiungono le tre nuove ottime versioni di alcuni personaggi più amati dell'intero franchise come Ciclope, Nightcrawler e soprattutto Jean Grey, a cui sono affidati i momenti più leggeri e divertenti del film, ma anche i più spettacolari. Lo stesso vale per il Quicksilver di Evan Peters, il cui arrivo alla X-Mansion è spettacolare quanto opportuno, e a cui spetta una lunga sequenza in slow motion ancora più folle e divertente di quella vista nel film precedente.

X-Men: Apocalisse - James McAvoy con un'espressione decisa in una scena del film

Il problema di questo X-Men Apocalisse, però, è in fondo tutto qui: Quicksilver continua a cazzeggiare mentre intorno a lui si scatena (seppur lentissimamente) l'inferno; Magneto passa metà del film a mezz'aria a far volare macerie; Xavier parla mentalmente con il mondo intero, con i suoi alleati e con i suoi nemici; Mystica cerca di salvare il mondo e i suoi amici apparentemente controvoglia; Nightcrawler si teletrasporta da una parte all'altra per gran parte del film etc etc... Tutto quello che c'è di buono, insomma, è già stato visto, anche se con qualche variante, nei film precedenti e, quello che rimane non stupisce mai, non avvince, non ti fa mai desiderare che ce ne sia ancora o di più.

X-Men: Apocalypse: nel primo trailer del film
X-Men: Apocalisse - un'immagine tratta dal film

Anche la trama, che negli ultimi capitoli era stata fin troppo complessa ma anche per questo stimolante, qui è fin troppo banale e lineare, tanto che l'unica deviazione sulla storyline principale dedicata allo scontro con Apocalisse è presente a metà film e sembra praticamente buttata lì giusto per allungare il brodo. Ed inserire proprio lì la brevissima comparsata di Wolverine, più animalesco e rabbioso che mai, ma gratuito e sfuggente, serve a poco. Proprio come il resto della pellicola.
Ma d'altronde che questo nuovo capitolo delle gesta degli X-Men non sarebbe stato all'altezza delle aspettative lo dovevamo capire fin dall'inizio del film, quando in una simpatica scena in cui i giovani mutanti vanno al cinema, vedono Il ritorno dello Jedi e si lamentano di come il film di Richard Marquand non sia all'altezza de L'impero colpisce ancora. Singer inserisce una battuta pungente ("Si sa, il terzo capitolo è sempre il peggiore") rivolta al tanto criticato e odiato X-Men: Conflitto Finale che non aveva diretto lui, ma si dimentica che in fondo anche questo Apocalisse è in fondo un terzo capitolo, e sì, decisamente non è all'altezza di X-Men - Giorni di un futuro passato.

X-Men: non un'Apocalisse, ma un mezzo disastro
Luca Liguori
Redattore
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