The Agronomist

2003, Documentario

Recensione The Agronomist (2003)

Jean Dominique acquista Radio Haiti Inter e diventa la voce del paese, difendendo gli ideali e inseguendo la democrazia. Nella sua vita affronta momenti difficili, esili, "oscuramenti", ma anche quando tutto sembra finire, le sue parole sono destinate alla storia.

Mattia Nicoletti

Un uomo da leggenda

Il carisma di una persona può generare un magnetismo al quale è difficile sfuggire. Quegli uomini e quelle donne che ne sono in possesso hanno la fortuna di sedurre le folle, con le parole, gli sguardi, i movimenti. Basta un semplice cenno e noi siamo ai loro piedi.

Il protagonista di The Agronomist, documentario di Jonathan Demme del 2003, è sicuramente in possesso di questa dote esaltante, ed è il vero perché del film, elemento scatenante e captive che rischia di convincervi ad andarlo a vedere. Parliamo di Jean Dominique, agronomo-giornalista haitiano che nel 1968 acquista Radio Haiti Inter e innova la comunicazione via etere. Introduce la lingua creola, idioma nativo di Haiti, per controbattere le trasmissioni francofone che imperversavano nel paese, e ha un unico scopo nella vita, insieme all'altrettanto dinamica moglie Michele Montas: inseguire l'ideale della democrazia. La sua voce imperversò durante il regime di Duvalier, dal 1968 al 1986, periodo durante quale Dominique fu costretto più volte a chiudere la radio e ad andare in esilio. Al suo ritorno migliaia di persone lo avrebbero accolto all'aeroporto di Port au Prince, festanti, come se inneggiassero a un presidente. E' lui l'idolo di questo piccolo film che il grande Demme, racconta e fa parlare nelle numerose interviste che testimoniano il suo entusiasmo e l'immensa volontà.

Sono film come questi, solo fortunosamente accessibili, per una distribuzione per ovvi motivi non capillare, che fanno conciliare lo spettatore con una forma espressiva, come il documentario, ultimamente sulla bocca di tutti, grazie sempre a Michael Moore. Questo documentario non si appoggia sulla maestria del regista, a cui va il merito di averlo realizzato, ma sulle parole di un personaggio con la "P" maiuscola, e di una colonna sonora, ad opera di Wycleef Jean, da brividi.

A volte ci sono emozioni impossibili da descrivere, così accade che il mero resoconto della carriera di un giornalista potrebbe apparire banale. E così, l'unica soluzione è vivere queste sensazioni insieme a chi le racconta. The Agronomist è molto di più di un biopic movie, è la vitalità e la speranza, la lotta per gli ideali, per la verità, è la vita di un uomo arrivato a pensare che il luogo in cui vive è più importante di se stesso. Non semplice per le tematiche ma estramente affascinante, la storia di Dominique è una scelta coraggiosa per chi vuole immergersi nelle immagini di una piccola leggenda.

Recensione The Agronomist (2003)
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