Hell or High Water, un western nell'America della crisi economica

Un film che funziona molto bene come pellicola di genere, ma non per questo rinuncia a riflettere e far riflettere su temi importanti e dilemmi morali di non facile soluzione.

Hell or High Water, un western nell'America della...
Hell or High Water

2016 – Poliziesco
4.0 4.0

Il tema delle rapine in banca è da sempre alla base di moltissimi film di genere del cinema americano, western in primis, ma nell'epoca in cui ci troviamo e in cui moltissimi istituti bancari hanno tolto ai cittadini tutti i loro risparmi e a volte anche le loro case, viene effettivamente spontaneo chiedersi chi sarebbero da considerare i veri criminali in un western moderno come questo di David Mackenzie.

Hell or High Water: Chris Pine e Ben Foster in una foto del film

Hell or High Water è scritto da Taylor Sheridan, lo stesso sceneggiatore dell'ottimo Sicario ed in effetti si possono notare alcune lievi somiglianze: la più significativa è che anche questo film, come quello di Denis Villeneuve, funziona innanzitutto molto bene come film di genere - e del western, infatti, ma anche dell'heist movie ripropone molti topoi - ma non per questo rinuncia a riflettere e far riflettere lo spettatore su temi importanti e su dilemmi morali di non facile risoluzione.

Meglio gli indiani o i cowboy?

Hell or High Water: Chris Pine e Ben Foster nel film

Per chi fare il tifo, quindi, quando i criminali cercano soltanto di provare a riprendersi ciò che è loro? Quando assaltano non carovane di innocenti ma le stesse banche che hanno contribuito a rendere la provincia americana un deserto fatto di case pignorate e business falliti? C'è un poliziotto dalle chiare origini native americane che ad un certo punto e senza mezzi termini accusa le banche di aver fatto quello che 150 anni prima era successo con le tribù dei pellerossa: potrebbe sembrare un'esagerazione, ma il Texas che questo film ci mostra in quanto a desolazione e disperazione davvero non ha niente da invidiare ai grandi classici di Hollywood in cui cowboy e indiani si ammazzavano a vicenda.

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Qui degli indiani rimangono solo i casinò, lo sguardo fiero e il concetto di comanche, uomini che sono nemici di tutti; e in più le battute razziste che un Texas Ranger stanco e prossimo alla pensione (un meraviglioso Jeff Bridges) fa in continuazione al suo collega meticcio, mentre di cittadina in cittadina rincorrono questi strani rapinatori di banche che si accontentano solo dei tagli piccoli e sembrano aver nel mirino una banca ed una banca soltanto.

Hell or High Water: Jeff Bridges e Buck Taylor in una scena del film

Rubare in casa dei ladri

Hell or High Water, Chris Pine e Ben Foster in una scena del film

I due rapinatori sono due fratelli ottimamente interpretati da Ben Foster e Chris Pine, personalità e trascorsi opposti, ma un fine comune, quello di recuperare i soldi necessari a coprire il debito e gli interessi della casa di famiglia, finita ipotecata dopo la lunga malattia della madre. Il loro piano è preciso e dettagliato, e nonostante la testa calda del fratello maggiore tutto sembra filare per il meglio. Ovviamente così non sarà e i destini dei due rapinatori e dei due poliziotti che li braccano che si intrecceranno in un finale tragico ma bellissimo.

Non è certo l'originalità il punto di forza di questo film, ma semmai l'ottima caratterizzazione dei suoi protagonisti e l'ironia che li contraddistingue. All'ottima sceneggiatura si unisce un reparto tecnico di buon livello, una colonna sonora di grande atmosfera firmata da Nick Cave e Warren Ellis che col western moderno si sono già cimentati in altre occasioni e la buona regia di Mackenzie, apparentemente molto più a suo agio con lunghi inseguimenti e sparatorie tipiche del cinema americano di quanto ci saremmo mai aspettati.

Luca Liguori
Redattore
4.0 4.0
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