Pulp Fiction, venti volte cult

A vent'anni dal debutto al Festival di Cannes, il film più celebrato di Quentin Tarantino continua ad essere uno dei più citati e imitati, nella vita come al cinema. Dalla maionese alla 'choco', passando per i milkshake da cinque dollari e i massaggi ai piedi, venti ragioni per le quali Pulp Fiction ha lasciato il segno.

Pulp Fiction, venti volte cult

Vent'anni fa, al Festival di Cannes, con la presentazione del suo Pulp Fiction nella sezione dei film in concorso, Quentin Tarantino firmava una pagina importante della storia del cinema: non solo per la Palma d'Oro (e i successivi riconoscimenti, tra cui l'Oscar per la sceneggiatura), ma perché il film sarebbe diventato un instant cult e al tempo stesso avrebbe lasciato il segno nell'immaginario collettivo.
Battute e sequenze indimenticabili che hanno influenzato autori e pellicole negli anni a venire con citazioni continue (stilistiche e non) ma anche un linguaggio che avrebbe influenzato in maniera profonda una generazione, quella dei ragazzi che allora avevano vent'anni o giù di lì. Nessuno di noi può affermare con sicurezza di non aver mai preso qualcosa in prestito da Pulp Fiction, che fosse una semplice associazione di pensieri, una battuta o qualcosa di più importante. Il film di Tarantino, nel rivoluzionare il linguaggio cinematografico, ha lasciato un segno riconoscibile nelle vite di tutti, dai cinefili più esigenti e colti ai ragazzi appassionati di cinema, così come i registi e... i criminali.
Non ci credete? Leggete la lista che segue, e scoprirete che almeno una volta, anche quelli che non hanno vissuto pienamente il fenomeno Pulp Fiction, lo hanno sfiorato, mentre le scene più famose - da quella del ballo a quella della valigetta, ma anche i dialoghi più surreali - continuano ad essere citate senza sosta in altri film, così come nei discorsi della gente.
Leggi anche: Pulp Fiction, vent'anni dopo - parte 1 e parte 2

1 - Pulp Life

Il termine pulp, fino ad allora poco conosciuto - tanto che Tarantino ne spiega brevemente l'origine agli inizi del film - entra nel quotidiano e soprattutto serve a definire un genere difficilmente catalogabile, quello a cui appartiene il film, e le pellicole che ne riprenderanno i temi. La violenza - talmente eccessiva e sopra le righe da suscitare reazioni divertite - è l'ingrediente principale del pulp, così come le parolacce e le situazioni oltre il limite. Almeno fino alla fine degli anni Novanta, tutti hanno usato questo termine o lo avranno sentito fino alla nausea, nei discorsi, come negli articoli di critica specializzata e nelle parodie televisive.

2 - Cinque bambole per un 'pilota'

Lucy Liu, Daryl Hannah, Vivica A. Fox e Michael Madsen in una scena di Kill Bill: Volume 1

Cinque killer spietate - una nera, una francese, una giapponese, una bionda e poi un'altra ragazza pericolosa - per il "pilota" di Volpi Forza Cinque. Le ragazze in questione sono le protagoniste di un serial televisivo trash che non ha avuto molta fortuna (ma le ritroveremo in Kill Bill, che avrebbe conquistato pubblico e critica dieci anni dopo), mentre il pilota non è un conducente di velivoli, ma come Tarantino ci ha insegnato, in gergo televisivo è il primo episodio di una serie TV, quello che serve a presentare il progetto ai network, che daranno la successiva approvazione. Un altro termine entra così a far parte del linguaggio comune, anche se ci vorrà del tempo prima che prenda piede tra gli appassionati italiani di serie televisive.

3 - Il massaggio ai piedi

Se c'è una cosa che Pulp Fiction ha sdoganato sul grande schermo è la passione per i piedi, soprattutto quelli femminili. Tarantino ci costringe a guardare in basso e ad ammettere che quelle estremità possono essere sensuali come qualsiasi altra parte del corpo: lo farà in tutti i suoi film a venire, da Jackie Brown a Bastardi senza gloria, ma in Pulp Fiction, quando si parla di un massaggio ai piedi fatto alla donna di Marsellus Wallace come pretesto per una sanguinosa vendetta, alla fine siamo tutti d'accordo con Jules sul fatto che sia qualcosa di intimo, che non concederemmo a chiunque.

Tutti sanno che adoro i piedi: la pianta e le dita (soprattutto i mignoli) mi fanno impazzire. Vado pazzo per quelli di Mira Sorvino.

4 - Sono il signor Wolf, risolvo problemi.

Alzi la mano chi non ha mai detto (o digitato) questa frase, sognando di avere l'efficienza e l'imperturbabilità di Harvey Keitel nei panni del pragmatico Winston Wolf, che in poco più di mezz'ora riesce a rendere "presentabile" un'auto inondata di sangue, ripulire Vincent e Jules (con tanto di doccia) vestendoli come due "cazzoni" qualsiasi in short e t-shirt sgargianti.
Tra le colorite espressioni che caratterizzano il personaggio di Wolf, c'è anche l'epica "Non è ancora il momento di farci i pompini a vicenda" - in questo caso però il sesso (e le tempistiche sul sesso orale) c'entrano poco: per cercare di portare avanti una discussione evitando inutili e scontate lusinghe reciproche, esiste forse una frase più efficace?

5 - Twist...

La scena in cui Mia e Vincent ballano a piedi scalzi al Jack Rabbit Slim's è una delle più famose della storia del cinema e l'alchimia tra Uma Thurman e John Travolta qui raggiunge il suo livello più alto. Sono in tantissimi quelli che, in questi venti anni, hanno replicato il gesto di John Travolta: dita a forbice che scivolano sugli occhi, un ammiccare irresistibile alla sua scatenata compagna di twist.

Uma Thurman con John Travolta in Pulp Fiction di Tarantino

6 - ...and Shoot!

Alzi la pistola chi non ha mai sparato come Vincent e Jules. Almeno quelli tra voi a cui può capitare di esplodere colpi d'arma da fuoco, per lavoro o per passione. Lo dice anche Roberto Saviano in uno dei passaggi del suo Gomorra: Pulp Fiction ha rivoluzionato anche i regolamenti di conti e così anche il modo di impugnare la pistola, per chi appartiene alla criminalità organizzata, è cambiato. Si punta al volto, e soprattutto non si tiene più la canna dritta, che è da sfigati, con gran disappunto dei medici legali, che nell'esaminare i corpi che arrivano in obitorio si ritrovano davanti a situazioni molto pulp. Le donne dei clan, soprattutto le bodyguard delle boss più rispettate e influenti, si ispirano invece alla Sposa di Kill Bill. Tutte in giallo!

7 - Ezechiele 25:17

Vincent Vega (John Travolta) e Jules Winnfield (Samuel L. Jackson) in Pulp Fiction

In Gomorra, tra l'altro, viene citato anche il famoso passo della Bibbia (Ezechiele 25:17) che Jules pronuncia prima di far fuori qualcuno. Un passo che prende spunto da un verso contenuto nel vero testo biblico, ampliato e rimaneggiato da Tarantino, che ne fa uno dei monologhi più famosi e citati del film. Citato tra l'altro, in maniera molto gustosa, nel recente Captain America: The Winter Soldier, uno dei protagonisti del quale è Nick Fury/ Samuel L. Jackson...

8 - A proposito di armi...

La scena in cui Butch (Bruce Willis) sceglie l'arma per liberare Marcellus è una di quelle sulle quali i critici si sono soffermati con più attenzione, attribuendo ad ogni arma un omaggio a diverse pellicole di genere: Non aprite quella porta, ad esempio, ma anche Gli intoccabili, I sette samurai e il mitico Shogun Assassin, al quale verrà dato spazio più ampio nel secondo volume di Kill Bill.

9 - ...e a proposito di parole

Se il crimine organizzato ha cambiato modo di impugnare le armi, in Italia i cinefili e la critica - più o meno scherzosamente - hanno aggiunto al loro arsenale di parole il pesantissimo (e talvolta indigesto) termine "fottuto". Qualcuno la ostenta di proposito, altri invece la usano come se fosse da sempre presente nel loro vocabolario. Non c'è neanche bisogno di sottolineare chi ci abbia fatto amare questa parolaccia, vero?

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10 - Mai con la maionese

Samuel L. Jackson addenta un hamburger in Pulp Fiction

Tra i tanti temi toccati dal film, dal già citato massaggio ai piedi, ai piercing sulla lingua, alla pancetta - non quella da friggere, quella sexy di Madonna nel video di Lucky Star - uno di quelli ai quali viene dato ampio spazio sono i punti di riferimento della dieta stelle e strisce, gli hamburger e le patatine. Almeno una volta, da McDonald, vi sarà tornato in mente il celebre "Royale con formaggio" di cui parla John Travolta nel film (che corrisponde al Quarter Pounder americano, o al nostro McRoyal Deluxe) - ma soprattutto, quanti di voi, nell'affogare le patatine "in quella merda gialla" come fanno gli olandesi, avranno ripensato alle espressioni sbigottite di Jules e Vincent?

11 - Maialate...

Tra i tanti dialoghi che caratterizzano lo script di Pulp Fiction, uno dei confronti più divertenti è quello sul maiale, che Jules rifiuta mangiare, con o senza maionese. Non per questioni culturali o religiose, come si potrebbe immaginare, ma prettamente igieniche. Secondo Jules il maiale fa schifo per la sua tendenza a familiarizzare in maniera eccessiva con i propri escrementi. Ci pensate, voi, quando arrivano in tavola quelle deliziose costolette?

12 - ...e poltiglie umane

Il povero Jules si era ritrovato in una situazione ben più rivoltante, però, nel ripulire quel che resta di una testa esplosa in un'auto, e quindi chili di materia grigia di "negro morto" seguendo le indicazioni di Mr. Wolf. Non è la sequenza più "pulp" del film di Tarantino, ma è sicuramente una delle più divertenti e irriverenti.

Hervey Keitel è Mr. Wolf in Pulp Fiction - con lui anche Travolta e Sam L. Jackson

13 - Per un pugno di dollari

Diciamoci la verità: il milkshake non è esattamente una delle bevande più consumate in Italia, ma proprio perché un frappè non è qualcosa che gli italiani bevono con assiduità - come il caffè o il cappuccino - l'associazione con il celebre milk-shake da cinque dollari ordinato da Mia Wallace sarà stata più scontata, ogni volta che ne avrete sorseggiato uno.

14 - Adrenalina e "cioccolata"

Uma Thurman in una scena di Pulp Fiction.

Far pagare cinque dollari per un frullato può essere discutibile, ma il prezzo che Mia paga per la "choco" - l'eroina con la quale corre ad "incipriarsi il naso" nel bagno del locale - è decisamente troppo alto. E la scena in cui si rende necessario praticarle un'iniezione di adrenalina nel muscolo cardiaco è da cult solo per la gestualità con la quale Lance dà istruzioni a Vincent, che resta dubbioso: "Devo pugnalarla tre volte?"

15 - Mexican Standoff

Tutta la parte ambientata nel diner, che apre e chiude il film, viene ricordata soprattutto per il buffo mexican standoff che vede coinvolti gli sprovveduti rapinatori Zucchino e Coniglietta contro Jules, con lei in piedi su uno dei tavoli e nel pieno di una crisi isterica. Nessuno si aspetta di certo una rapina in un diner - fa notare Pumpkin alla sua Honey Bunny, quando cerca di convincerla che il colpo è fattibile, e ancor meno persone si aspettano una rivisitazione di un cliché western come lo 'stallo alla messicana' alla Sergio Leone mentre ordinano un caffè e torta di mele.

16 - Garçon!

...in ogni caso, se vi capiterà di ordinare un frappè o dell'adrenalina (non si sa mai) o di rapinare un locale, ricordate sempre che "Garçon significa ragazzo".

Quentin Tarantino sul set di Pulp Fiction con Harvey Keitel, John Travolta e Samuel L. Jackson

17 - Jimmie e Bonnie

Nel suo film più famoso e celebrato, Tarantino si ritaglia un ruolo irresistibile, quello di Jimmie, un amico di Jules che non vede l'ora di sbarazzarsi dell'auto imbrattata di sangue dalla sua proprietà. A rendere ansioso il povero Jimmie, tuttavia, non sono tanto le conseguenze legali alle quali potrebbe andare incontro, ma la possibilità che sua moglie Bonnie, rientrando da lavoro, trovi un'auto in quello stato nel vialetto e due gangster nella sua cucina. Tra tutti i personaggi di Pulp Fiction, Bonnie è l'unico che non si vede eppure riesce a incutere più timore di Honey Bunny con la pistola spianata (non che ci voglia molto, in verità).

18 - Cosa c'è nella valigetta?

Il mistero più grande del secondo film di Tarantino però, non quella che potrebbe essere l'ignota reazione di Bonnie, ma la valigetta in consegna a Jules che viene aperta al culmine della sequenza del diner. Ancora oggi, sul web, si favoleggia sullo strabiliante contenuto di quella ventiquattrore, e le congetture si sprecano. Qual è la vostra ipotesi?

19 - Back in time...

Un altro accessorio reso indimenticabile da Pulp Fiction è l'orologio di Butch. Un po' come i rayban di Tom Cruise in Top Gun, anche il Lancet al centro della storia raccontata da Bruce Willis è un accessorio di culto per i cinefili, uno di quelli che si vorrebbe avere, solo per sentirsi un po' come i protagonisti del film, ogni volta che si guarda l'ora. Da sfoggiare al polso, con eleganza, sotto una bella camicia oppure - per i più avventurosi, da infilare dove non batte il sole, come il Capitano Koons.

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Sì, ok, avevamo detto che sarebbero state venti cose per le quali Pulp Fiction ha lasciato il segno, e invece sono diciannove. Hey, daddy-o, non fare il...

'Hey Daddy-O, don't be a...' - Uma Thurman e John Travolta in Pulp Fiction
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