Midnight Special: Nichols gioca a fare Spielberg

In concorso a Berlino 2016, il primo film non indipendente di Nichols è un film di genere, avventuroso ed emozionante, che si muove con moderna solidità fino a un finale che può deludere.

Midnight Special: Nichols gioca a fare Spielberg
Midnight Special

2015 – Drammatico
3.0 3.0

C'è una generazione di spettatori, di cui fa parte chi scrive, che è cresciuta con un certo tipo di cinema di genere che ha visto la luce negli anni tra i '70 e gli '80 e ha lasciato un segno importante dal punto di vista culturale e sociale. Stiamo parlando della generazione che ha vissuto capisaldi della fantascienza come Incontri ravvicinati del terzo tipo e E.T. L'Extraterrestre, che ha assimilato l'immaginario di un regista come Steven Spielberg e ne è restata influenzata da diversi punti di vista. Di quella generazione facevano parte anche alcuni che sono oggi registi a loro volta e lo stanno dimostrando ad ogni opportunità con omaggi indiretti e stilistici o più espliciti come può essere il Super 8 diretto da J.J. Abrams alcuni anni fa.

Midnight Special: Kirsten Dunst e Jaeden Lieberher in una scena del film

Un altro che in quegli anni è nato è Jeff Nichols, ma la sua filmografia ha intuizioni e suggestioni molto diverse da quelle dello Spielberg di E.T. o Incontri ravvicinati, è più terrena e materiale, meno sognante e positiva. Eppure c'è un aspetto che almeno in Mud ha dimostrato di avere in comune con il Peter Pan di Hollywood: la capacità di lavorare con attori molto giovani. Ed è per questo che ci siamo avvicinati con grande curiosità al suo quarto lavoro, Midnight Special, presentato in concorso a Berlino e incentrato su un ragazzino con dei poteri che deve essere portato in salvo da quelli che vogliono entrarne in possesso, perché volevamo scoprire come avrebbe affrontato questo tipo di storia, confermando la sua bravura con il giovane Jaeden Lieberher.

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Fenomeni paranormali incontrollabili

Midnight Special: Jaeden Lieberher in una scena del film

E' evidente dallo spunto appena accennato, come Midnight Special più che i citati film di Spielberg sia vicino all'incendiaria kinghiana che abbiamo richiamato nel titolo di questo paragrafo. Come la piccola Charlie di King, l'Alton del film di Nichols è un bambino con delle abilità inspiegabili e potenti e ne facciamo la conoscenza in una stanza di motel in compagnia di due uomini che sembrerebbero essere suoi rapitori. È presto chiaro che non è così, che il Roy Tomlin che le news dichiarano rapitore del bambino ne è in realtà padre e il Lucas che li accompagna è un soldato suo amico che li sta aiutando nella fuga dalla setta alla quale i genitori di Alton, Roy e la ex moglie Sarah, lo avevano dato in adozione. Ed è proprio la madre Sarah ad unirsi al loro viaggio, mentre sulle loro tracce, dal Third Heaven Ranch della setta in New Mexico, passando per Texas, Luisiana, Mississipi ed Alabama fino alla costa della Florida, ci sono forze governative ovviamente interessate a mettere la mani sul ragazzino e i suoi poteri.

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Padre e figlio

Midnight Special: Joel Edgerton, Kirsten Dunst, Michael Shannon e Jaeden Lieberher in una scena del film

L'avventurosa fuga di Alton e Roy, con Lucas e Sarah, diventa un Road Movie sui generis, in cui il racconto di fantascienza si arricchisce della componente emotiva legata al rapporto padre/figlio che è il vero punto di partenza di Nichols: come ha raccontato in conferenza, il regista ha vissuto un momento drammatico accompagnando il figlio di sei anni in ospedale per un malore e quella disavventura gli ha fatto capire quanto ci si possa sentire impotenti e disarmati quando capita qualcosa di incontrollabile ai propri figli. Questo ha messo nel Roy interpretato con la solita intensità da Michael Shannon, in un padre che sa di doversi prendere cura di un bambino che è diverso da lui e dagli altri, che può risultare anche un pericolo e deve andare in giro con degli occhiali protettivi. Più della componente di tensione data dalla fuga e quella di stupore dovuta all'aspetto sci-fi, è la chiave emotiva e il rapporto tra il padre e il figlio che si sviluppa nel corso del viaggio che il regista vuole raccontare e lo fa con grande compiutezza.

Questione di misura

Midnight Special: Adam Driver e Joel Edgerton in una scena del film

Dove la regia e la messa in scena si fanno meno sicure e compatte è sul fronte di genere: Midnight Special parte molto bene, descrive con efficacia gli effetti e l'incontrollabile forza dei poteri di Alton in determinate situazioni, appassiona nella fuga sostenuta dalla musica incalzante di David Wingo e incuriosisce su una destinazione voluta con ostinazione seppur non capita dagli accompagnatori del ragazzo, ma rischia di perdere di efficacia in un finale fin troppo esplicito visivamente, che si allontana dallo stile asciutto che caratterizza la messa in scena del film. È però una scelta, più che un errore, che può essere apprezzata o meno a seconda della sensibilità dello spettatore, mentre consideriamo un difetto maggiore il poco spessore dato ad alcune figure di contorno, come il personaggio di Adam Driver, che ha personalità solo per meriti del suo interprete, e in particolare l'unica donna della pellicola, la madre di Alton interpretata da Kirsten Dunst.

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Per chi conosce e ha seguito il lavoro di Jeff Nichols dal suo esordio Shotgun Stories, passando per Take Shelter e Mud, questo quarto film, il primo non indipendente, è un progetto interessante e forse anche coraggioso nell'allontanarsi dalla traccia della sua filmografia, che conferma le potenzialità di un autore che potrà ancora crescere e dare molto.

Antonio Cuomo
Redattore
3.5 3.5
Berlino 2016
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