Mia madre fa l'attrice: un documentario per far pace con la mamma

Volutamente spontaneo, giocato ottimamente sull'improvvisazione e sui battibecchi tra madre e figlio, Mia madre fa l'attrice ci regala qualche piccola chicca a livello di fattura.

Mia madre fa l'attrice: un documentario per far...
Mia madre fa l'attrice

2015 – Documentario
2.5 2.5

Ogni figlio porta sulla pelle le tracce della relazione conflittuale con i genitori. A qualcuno è andata meglio, a qualcuno peggio, ma tutti hanno sperimentato il confronto e lo scontro dovuto alle differenze caratteriali con coloro che ci hanno messo al mondo, soprattutto con la figura materna. Mario Balsamo ha deciso addirittura di farci un film. Dopo aver affrontato la malattia che lo ha colpito qualche anno fa in Noi non siamo come James Bond, il regista si è rimesso 'in viaggio' per affrontare la radice di tutti i suoi problemi, il rapporto con la mamma.

Mia madre fa l'attrice: Silvana Stefanini sul set del documentario

La mamma in questione si chiama Silvana Stefanini, è una vivace signora 85enne che in gioventù ha vissuto una breve stagione davanti alla macchina da presa comparendo in alcune pellicole misconosciute. La più celebre è l'introvabile La barriera della legge del 1954, crime all'italiana interpretato da Rossano Brazzi. La fine della sua carriera non solo non ha calmierato il suo carattere debordante, ma l'ha costretta a trasporre nel quotidiano la mania di protagonismo e la propensione a recitare. Risultato? Un figlio traumatizzato che, facendo di mestiere il regista, ha usato il linguaggio che più gli è congeniale per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e provare a superare il trama che si porta dentro da tutta la vita.

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Avventure familiari on the road

Mia madre fa l'attrice: Mario Balsamo e Silvana Stefanini in un'immagine del documentario

Girare Mia madre fa l'attrice sarà anche stato difficile e doloroso, ma il risultato è piacevolissimo. Da autore ironico e intelligente quale si è dimostrato, Mario Balsamo costruisce una serie di situazioni in cui prendersi bonariamente gioco della mamma e del suo passato da "diva del cinema". In una sorta di ritorno ideale al passato, il regista costruisce un road movie in parte reale e in parte metaforico in cui ripercorre i luoghi della giovinezza di mamma Silvana, portandosi dietro (fatto più unico che raro, secondo quanto da lei sostenuto) la genitrice. In una sequenza tenera e divertente vediamo madre e figlio ai piedi di una scalinata, una delle location reali di La barriera della legge, intenti a ricreare la scena interpretata dalla Stefanini sessant'anni prima e a ripetere all'infinito una serie di ipotetici ciak. Nella messa in scena di questa donna anziana senza peli sulla lingua, volitiva e piena di voglia di vivere, percepiamo un misto di sentimenti contrastanti che trapelano dallo sguardo del regista. Tenerezza, affetto, preoccupazione, ma anche rimpianto per non essere stati più vicini, dualismo, senso di rivalsa e una sottile vena polemica esplicitata in alcune sequenze. Una per tutte? Nel momento in cui Silvana riesce finalmente ad assistere a una proiezione privata de La barriera della legge, il figlio le fa notare che in fin dei conti come attrice non era poi così brava.

Un'ironica seduta di autoanalisi

Mia madre fa l'attrice: Mario Balsamo e Silvana Stefanini in un primo piano

Volutamente spontaneo, giocato ottimamente sull'improvvisazione e sui battibecchi tra madre e figlio, Mia madre fa l'attrice ci regala qualche piccola chicca a livello di fattura. Per omaggiare il cinema della vecchia Hollywood, quello su cui si è formato il gusto cinematografico di mamma Silvana, Mario Balsamo decide che a scandire le tappe del suo road movie esistenzial/familiare siano dei viaggi in macchina. Viaggi realizzati in studio esplicitando simpaticamente l'artificio dei fondali fittizi che creano l'impressione di movimento anche se in realtà la macchina è ferma. Questi siparietti vivaci e colorati ci regalano il sapore e il mood di un'epoca, di un mondo ingenuo e speranzoso in cui il cinismo del mondo odierno non aveva ancora avuto la meglio. In quest'ottica, Balsamo affida a Carlo Verdone un cameo convincendo la madre a presentarsi a un provino (finto) per il suo nuovo film. Irresistibile l'alternanza del dialogo surreale tra Silvana, che ce la mette tutta per essere all'altezza della situazione, e Verdone mentre in sala d'aspetto il figlio confessa i suoi problemi con la genitrice ad altre mamme, tutte convinte di star partecipando a un vero provino. Il talento di Mario Balsamo è quello di riuscire a stemperare con l'ironia la sofferenza di una relazione conflittuale che dura da anni. Mia madre fa l'attrice mette a confronto due solitudini, quella della madre (vedova) e del figlio che, probabilmente a causa dei problemi irrisolti con la figura materna, non si è mai sposato.

Nato come un regalo,questo film è davvero un regalo, per la madre, per il regista stesso e per tutto il pubblico. Un tentativo di comunicare il malessere che lo ha paralizzato in tutti questi anni usando un linguaggio comprensibile alla madre per ricostruire una relazione. In fin dei conti non è proprio a questo che serve il cinema, a creare legami?

Mia madre fa l'attrice: Mario Balsamo di spalle in un'immagine del documentario da lui diretto
Valentina D'Amico
Redattore
3.5 3.5
Torino 2015
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