Ghostbusters: come riconoscere il cult di una vita

A 30 anni dalla sua uscita italiana, ed in occasione del suo ritorno in sala per festeggiare la ricorrenza, ripensiamo al film di Ivan Reitman e ci rendiamo conto, più che mai, di quanto sia saldamente ancorato ai nostri ricordi ed alla nostra vita.

Ghostbusters: come riconoscere il cult di una vita
Ghostbusters - Acchiappafantasmi

1984 – Commedia
4.0 4.0

21 Novembre 1984. Era una uggiosa giornata autunnale e la mia vita stava per cambiare radicalmente... stavo per guardare per la prima volta Ghostbusters. [In realtà non ricordo assolutamente se la giornata fosse soleggiata, uggiosa o apocalittica... ma mi sembrava che desse un tono al racconto.] Era pomeriggio, questo lo so per certo, perché avevo 12 anni e non mi avrebbero mai mandato al cinema di sera con gli amici. Ero emozionato e incuriosito, perché era la mia prima volta in sala senza nessun genitore, e un po' spaventato perché il film parlava di fantasmi! Anche di gente che li catturava, ovviamente, ma l'argomento ectoplasmatico rischiava di procurare qualche spavento di troppo.

Un brivido o due in effetti non mancarono, complice la giovane età, ma niente che potesse in alcun modo scalfire l'entusiasmo generato dal film e cresciuto nei mesi e gli anni successivi: ho passato quasi tutti i pomeriggi di adolescente a consumare la VHS acquistata con tanti sacrifici; ore ed ore a catturare fantasmi nel videogioco per Commodore 64; persino pomeriggi a disegnare il logo degli Acchiappafantasmi mettendo alla prova le mie (scarse) doti artistiche.
Fu amore a prima vista, il primo per un film e di certo non l'ultimo. Ma il primo, si dice, non si scorda mai ed in effetti il legame con Ghostbusters sembra non essersi mai affievolito nonostante le tre decadi che mi separano da quel giorno. Lo dimostrano momenti, sprazzi, lampi di ricordo e di emozione che si illuminano dentro di me di tanto in tanto, quando qualcosa accende il ricordo, riporta il mio animo esattamente a quello di trent'anni fa e mi dà continui indizi di avere in Ghostbusters il cult di una vita.

Ghostbusters - Acchiappafantasmi: il 'temibile' omino della pubblicità dei marshmallow passeggia per le strade di New York

Ma come si fa a riconoscerne uno? Bè, eccovi un po' di indizi presi dalla mia esperienza personale legata al film con Bill Murray, Dan Aykroyd ed Harold Ramis.

1. Desideri incontrollabili.

Ghostbusters: il set Lego ispirato al film

Navighi continuamente alla ricerca di gadget, ma il sacrificio più grande è non cliccare "Aggiungi al carrello" quando passi su un modello della Ecto-1 o sul Marshmallow Man nella meravigliosa e buffa versione Funko... o, soprattutto, sul set dedicato ai Ghostbusters della Lego. E non giurerei di superare questo Natale senza averlo! Potrebbe essere la mia personale versione del Presepe... accanto a quello di The Big Bang Theory.

2. Colazioni da sogno.

Ogni volta che passo tra gli scaffali del supermercato e vedo le confezioni di plum cake, o addirittura quando ne ho a casa e ne scelgo uno per accompagnare il caffè che dà il via alle mie giornate, non posso fare a meno di pensare con desiderio ad un "plum cake delle dimensioni dell'isola di Manhattan". Ovviamente da inzuppare in una tazzona di caffè adeguata!

3. Insegnamenti di vita.

I film, alcuni almeno, riescono ad impartire lezioni di vita e possono guidarci nei momenti difficili: Ghostbusters mi ha insegnato, tra le altre cose, che non è indicato incrociare i flussi (un insegnamento che porto sempre con me) e cosa rispondere se qualcuno dovesse mai chiedermi se sono un dio. (Sì, ovviamente)

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Berlino 2014: fan aspettano Bill Murray vestiti da Ghostbusters

4. Distrazioni pericolose.

Sono al Festival di Berlino, c'è la conferenza del film di apertura che sta per iniziare, e resto ipnotizzato per strada ad ammirare e fotografare due tizi vestiti da Acchiappafantasmi.
Un unico dettaglio può riscuotermi e riportarmi ai miei impegni e doveri professionali: la conferenza è di Grand Budapest Hotel e tra i presenti c'è Bill Murray, un Acchiappafantasmi vero!

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5. Scetticismi.

Sono dieci anni che si parla di Ghostbusters 3 e sono dieci anni che con deciso orgoglio snob (e nerd) ci rifiutiamo di accettare che si metta ancora mano ai personaggi dopo il mediocre Ghostbusters II. Poi arriva l'ennesima nuova news e siamo subito pronti a mettere da parte qualunque (giustificata) perplessità. Almeno per un breve momento ci ritroviamo a pensare "dei Ghostbusters donna?! Fantastico!!!" Per non parlare della mia reazione vedendo la recente copertina con gli storici Acchiappafantasmi insieme... prima di rendermi conto che si trattava semplicemente di una reunion.

Ghostbusters Reunion per EW

6. Icone sbiadite (o forse doppie).

Ghostbusters - Sigourney Weaver levita sul letto.

Vedi un attore come Dan Aykryod, ovvero uno dei due mitici Blues Brothers, e non puoi fare a meno di immaginarlo senza abito ed occhiali scuri ma con occhialoni e zaino protonico sulle spalle. C'è chi lotta una vita per fare qualcosa che entra nella leggenda e chi ci riesce per ben due volte! E lo stesso vale per un'attrice come Sigourney Weaver, che ha interpretato ruoli importanti per una carriera intera, che è stata la Ripley della saga di Alien, ma che nemmeno il cinefilo più incallito avrebbe da ridire sentendola definire "l'attrice di Ghostbusters"... d'altra parte in quel film dorme sopra le coperte, "un metro e trenta sopra le coperte".

7. Citazioni incontrollabili.

Chi ama il cinema come me ed i miei colleghi, si ritrova spesso a citare frasi di film nella vita di tutti i giorni, un'abitudine che ci rende talvolta incomprensibili nei confronti dei babbani della situazione. Da "Chi chiamerai?" a "Mi ha smerdato" o le già citate "Sei tu un dio?" e "Mai incrociare i flussi", non sono poche le battute del film con le quali ci capita ancora oggi di infarcire i nostri discorsi. E un cult della vita è un film che continui a citare sempre e comunque, indipendentemente dal tempo che passa e delle successive passioni che sopraggiungono... uno come Ghostbusters, insomma.

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