Casting JonBenet

2017, Documentario

Casting JonBenet e l’originale approccio alla realtà

Un modo nuovo e intelligente, a metà tra finzione e documentario, per affrontare un drammatico caso di cronaca che ha sconvolto l'opinione pubblica americana.

Casting JonBenet: un'immagine del documentario Netflix

Nella storia di ogni paese del mondo ci sono alcuni casi di cronaca che restano come un segno indelebile, anche a distanza di molti anni da quando si sono verificati. Crimini che riescono a calamitare l'interesse della gente con la loro efferata brutalità o semplicemente per la morbosa curiosità di conoscerne dettagli e risvolti, fino ad una conclusione che potrebbe anche non arrivare mai. Tanto per fare un esempio ben noto a noi italiani possiamo pensare al delitto di via Poma, tuttora irrisolto, per spiegare di cosa stiamo parlando e del tipo di attenzione mediatica a cui ci riferiamo, ma può essere solo un pallido riflesso del dramma e la sofferenza calamitati dall'omicidio di JonBenet Ramsey per il popolo americano.

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Un delitto atroce, soprattutto perché perpetrato ai danni di una bambina di soli sei anni, che Netflix rievoca attraverso un documentario sui generis, un'opera interessantissima non solo per l'argomento trattato, ma anche e soprattutto per il modo originale in cui decide di affrontarlo, alternando realtà e finzione, ma partendo da una bugia, un inganno capace di far parlare quelli che all'epoca hanno vissuto la vicenda. Si tratta di Casting JonBenet, questo il titolo dell'opera firmata Kitty Green presentata allo scorso Festival di Berlino ed aggiunta al catalogo del servizio streaming dal 28 aprile.

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JonBenet, 20 anni dopo

Casting JonBenet: una scena del documentario Netflix

Basterebbe ricordare, come abbiamo fatto poco sopra, l'età della piccola JonBenet al momento dell'atroce omicidio per rendersi conto del motivo del clamore suscitato venti anni fa, eppure sono anche altri i motivi che lo rendono il caso di infanticidio più sensazionale al mondo. Scomparsa il giorno di Natale del 1996, la giovanissima reginetta di bellezza di Boulder, in Colorado, fu rinvenuta otto ore dopo la denuncia della sua sparizione, colpita alla testa e poi strangolata, mentre sul suo corpo c'erano fratture ed evidenti segni di molestie sessuali. I primi sospetti da parte della polizia finirono sui genitori John e Patsy Ramsey, nonché sul fratello della vittima, ma la famiglia è stata parzialmente scagionata nel 2003, dopo un test del DNA fatto su campioni rinvenuti sui vestiti della vittima, e venti anni di congetture, analisi approfondite delle forze dell'ordine oltre che dei media, non sono riuscite a far luce su un caso che risulta ancora irrisolto.

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Sul luogo del delitto

Casting JonBenet: un'immagine del documentario Netflix

In Casting JonBenet la giovane Kitty Green decide di affrontare l'argomento e gli eventi drammatici di quel Natale del 1996 in modo del tutto particolare: mettendo in piedi un casting per un film sull'omicidio della piccola reginetta di bellezza, ha intervistato le persone del luogo, chiedendo loro ricordi e pensieri su quanto accaduto venti anni prima, ipotizzando per ognuno di loro un ruolo nella vicenda, inscenando, ricostruendo e rievocando quanto accaduto, ricavando una serie di reazioni diverse e variegate, a volte imprevedibili e toccanti, a quei terribili fatti. Basti pensare alla varietà di sentimenti che le donne presentati per il ruolo di Patsy provano nei confronti della madre di JonBenet, da quelle convinte che sia stata lei la colpevole a quelle che ritengono impensabile che una madre possa uccidere la propria bambina.

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La realtà raccontata

Casting JonBenet: Una scena tratta dal documentario Netflix

La Green prosegue con Casting JonBenet il percorso iniziato con il suo corto precedente, raccogliendo testimonianze che non vogliono cercare la verità, ma costruire una interessante provocazione sul'idea stessa di verità nel mondo dominato dai media, riflettendo sui concetti di crimine e colpa, sullo sfruttamento dei bambini e sulla recitazione in senso più ampio. Per ottenere tale scopo, è duplice il pregio del lavoro della Green e dei suoi collaboratori, da una parte quello di aver costruito un contesto adeguato a permettere agli intervistati di esprimere se stessi nel modo più libero possibile, dall'altro di aver costruito in fase di montaggio uno spaccato a tratti illuminante non solo di quanto accaduto in quei giorni a Boulder, ma anche dell'umanità che quegli eventi li ha indirettamente subiti e che ad essi è stata costretta a reagire.

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Non è probabilmente un'opera per tutti Casting JonBenet, ma è un sicuramente una ricostruzione potente e suggestiva che difficilmente si riesce a soffiar via dalla mente una volta terminata la visione.

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Antonio Cuomo
Redattore
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