Cannes 2016: 15 film e registi "osservati speciali"

Alla vigilia dell'inaugurazione della kermesse transalpina, la nostra panoramica sui quindici titoli più attesi e da tenere d'occhio in questa promettente sessantanovesima edizione.

Cannes 2016: 15 film e registi "osservati...

Quello di Cannes non è solo il più prestigioso festival del mondo, ma anche una delle più importanti vetrine cinematografiche dell'anno. Che si vinca la Palma d'oro o si torni a casa a mani vuote in realtà cambia poco, perché un film, un regista o un attore può comunque uscire come ideale vincitore della kermesse anche senza essere mai stato davvero in gara. Al tempo stesso il festival di Cannes, con il suo severissimo e a volte anche poco lungimirante pubblico fatto di soli critici e addetti ai lavori può rappresentare una immediata battuta di arresto per un film che sperava di trovare nel festival francese un ideale trampolino di lancio ma invece non incontra i favori della critica.

Se presentare un film a Cannes deve essere quindi a dir poco snervante, bisogna ammettere che essere dall'altra parte della barricata, ovvero tra coloro che per 12 giorni sono comodamente seduti in sala a godersi decine e decine di film, non è affatto male soprattutto perché, più di qualsiasi altro festival al mondo, Cannes davvero ti da quell'impressione di trovarti davanti a qualcosa di esclusivo e inedito, e che il tuo giudizio possa davvero essere uno di quelli che andranno a segnare, in positivo e in negativo, il destino di un film.

The Last Face: Javier Bardem e Charlize Theron sul set del film
I, Daniel Blake: la prima foto del film diretto da Ken Loach

Tutto questo, ovviamente, vale soprattutto per film di autori giovani ed emergenti o di film dal budget limitato, sappiamo tutti che di certo a Woody Allen non fregherà nulla di quella che sarà la reazione al suo nuovo lavoro, Café Society, e che altri grandi "vecchi" ed habitué del Festival come Ken Loach (in concorso con I, Daniel Blake) o i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne di La fille inconnue ci hanno comunque ormai fatto il callo. Vogliamo poi parlare di Sean Penn? Che si arrabbi dopo la proiezione di The Last Face lo diamo per scontato!

Però non è che tutti i film e i registi siano così immuni al fascino e al potere di Cannes, ed è per questo che abbiamo selezionato 15 titoli che rappresentano non soltanto i film più attesi di questo festival ma, chi per una ragione chi per un'altra, dei veri e proprio osservati speciali. Sono tutti affascinanti, provenienti dalla selezione ufficiale e in rigoroso ordine alfabetico, ma difficilmente tutti riusciranno ad essere promossi a pieni voti. Chi si salverà? E chi lascerà il segno?

Leggi anche: Cannes 2016: Café Society di Woody Allen è il film di apertura

1. American Honey (Gran Bretagna)

Regia: Andrea Arnold
Cast: Sasha Lane, Shia LaBeouf, Arielle Holmes

Trama: Un'adolescente che non ha niente da perdere si unisce a un team di venditori porta a porta itineranti e viene catturata in un turbine di party selvaggi, esperienze al limite della legalità e amori giovani mentre attraversa il Midwest con una banda di spostati.

American Honey: Sasha Lane in una scena del film

Cominciamo dal road movie della talentuosa regista britannica Andrea Arnold che aveva fatto il suo esordio esattamente 10 anni fa e proprio a Cannes con Red Road. Nel frattempo sono arrivati l'interessante Fish Tank e il controverso Wuthering Heights, ma è proprio con questo nuovo film, per la prima volta ambientato negli USA, che la Arnold potrebbe farsi conoscere al grande pubblico grazie anche alla presenza nel film del chiacchieratissimo Shia LaBeouf. La vera star del film sarà però la 19enne Sasha Lane, ex cameriera scoperta in un ristorante del Texas, ma attenzione anche ad Arielle Holmes, ex eroinomane trasformata due anni fa in (ottima) attrice e scrittrice dal film indipendente Heaven Knows What.

Leggi anche: Shia LaBeouf: "Oggi mi sono calmato, ma lavoro solo con gli amici"

2. Captain Fantastic (USA)

Regia: Matt Ross
Cast: Steve Zahn, Frank Langella

Trama: Dopo aver trascorso sei anni in un'isolata foresta del Nordovest, un padre è costretto a fare ritorno con i suoi sei figli nella società e a mettere così in discussione cosa significhi per lui essere un genitore.

Captain Fantastic: Viggo Mortensen in una scena del film

Ogni edizione di Cannes che si rispetti ha un film proveniente dal Sundance che ne conferma il successo ottenuto nel festival indipendente per antonomasia e lo lancia nel mercato internazionale. Quest'anno tutti si aspettavano The Birth of a Nation di Nate Parker, ma dopo la cifra record spesa dalla Fox Searchlight Pictures e l'intenzione di farne un frontrunner per i prossimi Oscar, la "scelta" è caduta su quest'opera seconda di Matt Ross, più noto come attore televisivo (Big Love, American Horror Story, Silicon Valley), che ha come protagonista il sempre ottimo Viggo Mortensen e che ha emozionato e divertito in egual misura il pubblico presente a Park City. Sarà così anche sulla Croisette?

3. Elle (Olanda)

Regia: Paul Verhoeven
Cast: Isabelle Huppert, Christian Berkel, Anne Consigny

Trama: Quando Michelle, il CEO di una compagnia di videogiochi, viene attaccata nella sua casa da un misterioso assalitore, rifiuta di lasciare che la sua esistenza venga turbata. La sua crisi coinvolge però la madre settantacinquenne, il padre che si trova in carcere per omicidio plurimo, il figlio immaturo, il suo ex marito e il suo amante. La donna tratta tutti con la stessa freddezza e il suo approccio alla situazione si mantiene inalterato. Finché non appare chiaro che l'assalitore non ha ancora finito con lei. Ma quando egli inizia a perseguitarla, la donna lo ripaga della stessa moneta.

Elle: Isabelle Huppert e Laurent Lafitte in una scena del film

Negli anni '90 ha collezionato Basic Instinct, Showgirls, Starship Troopers - Fanteria dello spazio e L'uomo senza ombra e da allora la sua carriera non si è mai ripresa, ma prima ancora di approdare ai blockbuster l'olandese Paul Verhoeven era amato da critica e pubblico. Il suo ultimo lavoro, Black Book, risale a 10 anni fa, e fu acclamato a Venezia e fu un enorme successo (anche commerciale) in patria. Elle è il suo primo film in lingua francese e può contare su un'attrice magnifica quale Isabelle Huppert che in genere è una vera e propria garanzia per quanto riguarda la qualità dei progetti che sceglie. Riuscirà Verhoeven a far dimenticare una volta per tutte i passi falsi hollywodiani?

4. Graduation (Romania)

Regia: Cristian Mungiu
Cast: Vlad Ivanov, Maria-Victoria Dragus, Adrian Titieni

Trama: Un film che si concentra sulla natura dei compromessi e sulle molteplici implicazioni insite nel ruolo di un genitore.

Nove anni fa Christian Mungiu vinceva a sorpresa ma meritatamente la Palma d'oro con 4 Mesi, 3 Settimane e 2 Giorni facendo conoscere al mondo intero l'interessantissima new wave del cinema rumeno. Cinque anni dopo il regista torna a Cannes con un altro film bellissimo, Oltre le colline, e conquista altri due premi, migliore sceneggiatura e migliori attrici. Questo Graduation può essere la definitiva conferma che ci troviamo davvero davanti ad un - sebbene poco prolifico - grande regista che non è solo simbolo di una "moda" passeggera, ma di una cinematografia che ha tutte le caratteristiche per continuare a crescere. E la presenza di ben tre film rumeni nella selezione ufficiale (due in concorso più un debutto in Un Certain Regard) è già un segnale molto forte.

Bacalaureat: Maria-Victoria Dragus in una scena del film rumeno

5. It's Only The End of The World (Canada)

Regia: Xavier Dolan
Cast: Gaspard Ulliel, Marion Cotillard, Léa Seydoux

Trama: Dopo dodici anni di assenza, lo scrittore Louis fa ritorno al paesino d'origine per annunciare la sua morte imminente. Mentre il risentimento domina il corso di un pomeriggio, ogni tentativo di empatia viene reso impossibile dall'incapacità delle persone di aprirsi, ascoltare ed amare.

It's Only the End of the World: Marion Cotillard in un'immagine del film

Sono anni che ripetiamo che per noi Xavier Dolan è un talento puro, un regista che, nonostante la giovanissima età, ha già dimostrato più volte di non essere più una sorpresa ma una vera e propria certezza del cinema internazionale contemporaneo. Se ripensiamo alle ultime edizioni di Cannes, c'è sempre almeno dei suoi film tra quelli che più ci sono rimasti dentro, e in particolare Laurence Anyways e Mommy. È però assolutamente normale che in questo momento ogni nuovo lavoro rappresenti una sorta di nuovo esame da superare e che i (numerosi) detrattori stiano aspettando con ansia il primo passo falso della sua breve ma indiscutibile carriera. Sarà questo il caso oppure ancora una volta il poliedrico canadese riuscirà a sorprenderci?

Leggi anche: Il regista dell'anno? Si chiama Xavier Dolan, ha 25 anni e con Mommy punta all'Oscar

It's Only the End of the World: Xavier Dolan e Marion Cotillard sul set del film

6. Loving (USA)

Regia: Jeff Nichols
Cast: Joel Edgerton, Ruth Negga, Michael Shannon

Trama: Virginia, 1958. Richard e Mildred Loving, coppia interraziale, vengono condannati e incarcerati semplicemente per il fatto di essersi sposati.

Loving: Joel Edgerton e Ruth Negga in una scena del film

Jeff Nichols è un altro regista che deve moltissimo a Cannes e in molti erano rimasti un po' delusi quando, qualche mese fa, il suo nuovo film intitolato Midnight Special era stato invece presentato alla Berlinale. Come vedete però il mistero è stato presto svelato, perchè il giovane regista dell'Arkansas aveva in serbo ben due film per questo 2016 e la speranza è che abbia conservato il migliore proprio per il festival francese.

Leggi anche: Midnight Special: Jeff Nichols sulle orme di Spielberg

Contenuto pubblicitario

7. Paterson (USA)

Regia: Jim Jarmusch
Cast: Adam Driver,Golshifteh Farahani

Trama: Un autista di autobus vive a Paterson, New Jersey. Qui coltiva la sua passione per la poesia. La sua è una vita abitudinaria, mentre la moglie Laura aspira con forza al cambiamento.

Paterson: Adam Driver in una scena del film

Jarmusch non è un regista particolarmente prolifico, ma quest'anno ci regala ben due film in un'unica edizione del festival. Il primo, Gimme Danger, è un documentario sulla band punk The Stooges, mentre questo Paterson potrebbe e dovrebbe essere tutto quello che siamo soliti aspettarci dal regista di Solo gli amanti sopravvivono. C'è un qualcosa che rende però questo film un vero e proprio osservato speciale, ed è la presenza del talentuoso Adam Driver al primo grande ruolo da protagonista dopo essere stato il tanto discusso Kylo Ren in Star Wars: Il risveglio della forza. Riuscirà a covincere anche i detrattori del film di J.J. Abrams?

Leggi anche: Adam Driver: da Girls a Star Wars, ritratto di un antidivo dal fascino hipster

8. Personal Shopper (Francia)

Regia: Olivier Assayas
Cast: Kristen Stewart

Trama: Maureen lavora a Parigi come "shopper" e addetta al guardaroba per una grande attrice. Oltre a passare le proprie giornate a scegliere vestiti per la sua datrice di lavoro, però, Maureen ha anche la capacità di comunicare con le persone morte...

Personal Shopper: Kristen Stewart in scooter sul set

Olivier Assayas è uno dei più apprezzati registi francesi degli ultimi decenni a cui manca, però, un premio a Cannes. Due anni fa in molti speravano che potesse fare un colpaccio grazie all'ottimo Sils Maria e alla sua splendida protagonistra Juliette Binoche, ma sia il regista che l'attrice rimasero a bocca asciutta. Chi invece uscì come vincitrice da quell'esperienza fu Kristen Stewart che conquistò finalmente la critica e addirittura finì col diventare la prima attrice americana a vincere un premio César (gli Oscar francesi). Vedremo se la giovane attrice saprà confermarsi anche come protagonista in questa bizzarra ghost story d'autore.

Leggi anche: Emma Watson e Kristen Stewart, i 25 anni di due ragazze fantastiche

Personal Shopper: la prima immagine ufficiale di Kristen Stewart

9. Slack Bay (Francia)

Regia: Bruno Dumont
Cast: Fabrice Luchini, Juliette Binoche, Valeria Bruni Tedeschi

Trama: Siamo nell'estate del 1910 e molti turisti scompaiono improvvisamente mentre si trovano sulle spiagge della Channel Coast. Gli ispettori Machin e Malfoy comprendono ben presto che l'epicentro di queste sparizioni apparentemente inspiegabili deve essere Slack Bay, dove vive una piccola comunità di pescatori.

Slack Bay: Jean-Luc Vincent e Fabrice Luchini in una scena del film

Da queste parti non siamo grandi fan del cinema di Dumont, soprattutto quello provocatorio ed eccessivo che aveva fatto gridare allo scandalo oltre 10 anni fa con 29 Palms (film rifiutato da Cannes e poi finito a Venezia). Nella sua ultima apparizione sulla Croisette però, con la miniserie Li'l Quinquin, il regista sembra aver convinto davvero tutti e questo nuovo film, annunciato come una vera e propria commedia ambientata all'inizio del secolo scorso, si spera possa fare altrettanto.

Slack Bay: Valeria Bruni Tedeschi, Juliette Binoche e Fabrice Luchini in una scena del film

10. Staying vertical (Francia)

Regia: Alain Guiraudie
Cast: Damien Bonnard, Christian Bouillette, Laure Calamy

Trama: Un giovane regista di nome Leo parte verso il sud della Francia alla ricerca dei lupi. Durante le sue numerose escursioni incontra una donna dallo spirito libero. I due si innamorano e fanno un figlio. Lei però, vittima di una grave depressione post partum, finisce per abbandonare entrambi. Ora Leo dovrà accudire da solo il figlio e, allo stesso tempo, sarà costretto a trovare uno spunto per il suo nuovo film.

Rester vertical: Raphaël Thierry, Damien Bonnard e India Hair in una scena del film

Parlando di scandali, di certo anche Alain Guiraudie non è passato inosservato tre anni fa, grazie all'affascinante Lo sconosciuto del lago che vinse il premio per la regia della sezione Un Certain regard e anche la Queer Palm per il migliori film a tematica LGBT. Sulla carta questo nuovo progetto sembrerebbe qualcosa di molto diverso, ma proprio perché consapevole di avere gli occhi di tutti addosso, da Guiraudie ci aspettiamo una nuova sorpresa.

Rester vertical: Raphaël Thierry in una scena del film

11. Il GGG - Il Grande Gigante Gentile (USA)

Regia: Steven Spielberg
Cast: Ruby Barnhill, Mark Rylance, Rebecca Hall

Trama: La piccola Sophie, la Regina d'Inghilterra e un benevolo gigante noto come "il GGG" si tuffano in una pericolosa avventura per catturare i malvagi giganti mangiaumani che minacciano di invadere il mondo.

Il gigante gentile: Mark Rylance interpreta il gigante

Ovviamente se c'è un regista in tutto il festival che proprio non deve dimostrare nulla è Steven Spielberg, però non è forse un caso che degli ultimi film che ha realizzato negli ultimi dieci anni quelli che hanno meno convinto sono stati proprio quelli più "commerciali" come il quarto Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo o Le avventure di Tintin: il segreto dell'unicorno. C'è però da dire che questo nuovo film, tratto dal celebre romanzo di Roald Dahl, sembra davvero perfetto per il regista che ci ha fatto innamorare di E.T. L'Extraterrestre o che ha reso "vivi" i dinosauri sul grande schermo. In più la collaborazione, ormai continuativa, con il premio Oscar Mark Rylance sembra una garanzia.

12. The Handmaiden (Corea del Sud)

Regia: Park Chan-Wook
Cast: Ha Jung-woo, Kim Min-Hee, Kim Tae-ri

Trama: Corea, anni '30. Una giovane donna viene convinta da un truffatore a frodare una ricca ereditiera, collezionista di libri erotici, che ha trascorso molti anni della sua vita in un ospedale psichiatrico. Nelle intenzioni dell'uomo, la ragazza deve cercare di convincere la fanciulla ricca a sposarlo e lui poi la farà dichiarare pazza, in modo da mettere le mani sulle sua fortuna. Le cose però vanno diversamente perché la giovane truffatrice si innamorerà della sua vittima.

The Handmaiden: Tae Ri Kim in una scena del film

Nonostante il titolo originale sia Agassi, non si tratta di una biografia di uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi, anche se l'idea di un film del genere diretto da Park Chan-Wook è molto affascinante. Ma d'altronde il regista coreano ci ha dimostrato che qualsiasi argomento nelle sue mani può diventare qualcosa di inaspettato ed è per questo che non vediamo l'ora di rivederlo all'opera con un film tutto suo dopo l'esperienza americana di Stoker. D'altronde l'ultimo film coreano era l'ambiguo ed imperfetto Thirst che ci aveva conquistato proprio a Cannes 7 anni fa. Riuscirà Park a fare altrettanto con The Handmaiden?

The Handmaid: il cast del film

13. The Neon Demon (Danimarca)

Regia: Nicolas Winding Refn
Cast: Elle Fanning, Jena Malone, Keanu Reeves

Trama: Quando l'aspirante modella Jesse si trasferisce a Los Angeles, si ritrova coinvolta in una situazione limite in cui la sua stessa vita è a repentaglio.

The Neon Demon: un primo piano di Elle Fanning

Se parliamo di osservati speciali, nessuno lo è più di Refn, un regista che ha uno status di culto ormai da un decennio, ma che proprio a Cannes, con il magnifico Drive, era riuscito a conquistare un pubblico ancora più vasto. Peccato però che due anni dopo, con Solo Dio perdona, abbia voluto mettere le cose in chiaro e dimostrare a tutti che no, non è un regista che si può "domare" o etichettare. Cosa aspettarsi quindi da The Neon Demon? Di certo che continuerà a dividere e sconvolgere, ma speriamo che possa essere anche un ottimo film.

Leggi anche: Nicolas Winding Refn: "The Neon Demon? Ho dato voce alla sedicenne dentro di me"

14. The Salesman (Iran)

Regia: Asghar Farhadi
Cast: Shahab Hosseini, Taraneh Alidoosti

Trama: La storia di una coppia il cui rapporto inizia a complicarsi mentre lavora alla celebre opera drammaturgica di Arthur Miller "Morte di un commesso viaggiatore".

The Salesman: Taraneh Alidoosti e Shahab Hosseini in una scena del film

Con Una separazione ha vinto un un Orso d'oro, un Golden Globe e un premio Oscar, cosa mai accaduta ad un film iraniano. Con il film successivo, Il passato, non è andata altrettanto bene ma ha comunque conquistato la critica e il pubblico di Cannes con il suo primo film in lingua francese. Farhadi è uno dei registi internazionali più stimati dell'ultimo decennio e ogni suo film un'esperienza da vivere in pieno, non è un caso quindi che l'ultimo film aggiunto al concorso di Cannes 69 sia anche uno dei più attesi da gran parte dei cinefili.

Leggi anche: Cinema iraniano: Asghar Farhadi e le altre voci della nouvelle vague

15. The Wailing (Corea del Sud)

Regia: Na Hong-jin
Cast: Chun Woo-hee, Jo Han-Chul

Trama: Uno straniero arriva in un piccolo villaggio e subito dopo una malattia misteriosa inizia a diffondersi. Un poliziotto, al fine di salvare la figlia, si trova costretto a risolvere il mistero.

The Wailing: un'immagine del film

La presenza di questo titolo in lista forse farà storcere il naso a qualcuno, ma se l'abbiamo inserito non è solo per l'accattivante trama ma perché sebbene questa sia solo il suo terzo lungometraggio il coreano Na Hong-jin ha già un suo enorme seguito: i primi due film, The Chaser e The Yellow Sea, due thriller per certi versi quasi complementari, sono stati infatti due enormi successi in patria. In particolare il primo è uno dei thriller più tesi e appassionati dell'ultimo decennio e non è un caso infatti che da tempo si parli di un possibile remake USA (anni fa sembrava essere in lizza Leonardo DiCaprio sia come interprete che produttore). In attesa che questo inevitabile remake prima o poi diventi realtà, noi intanto siamo curiosi di scoprire se anche questa terza opera sarà altrettanto indimenticabile.

Cannes 2016
News Film Foto Video
Pericle il nero, Scamarcio: “Cannes? Come vincere la Coppa del Mondo”
Buon compleanno Woody! Il cinema di Woody Allen in 20 scene cult (prima parte)
Privacy Policy