Dieci anni non sono bastati a chiudere una ferita che resta aperta nella coscienza pubblica italiana. Il caso di Giulio Regeni torna al centro della cronaca televisiva con uno speciale di Un giorno in Pretura, in onda su Rai 3, che prova a fare il punto su una vicenda giudiziaria tutt'oggi irrisolta e su una ricerca di verità che non si è mai fermata e mai si fermerà.
Verità per Giulio Regeni a Un giorno in Pretura
Venerdì 30 gennaio, in prima serata su Rai 3, va in onda Verità per Giulio Regeni, lo speciale firmato da Daniele Ongaro all'interno di Un giorno in Pretura, il programma di approfondimento giudiziario condotto da Roberta Petrelluzzi. La puntata ripercorre i passaggi chiave del rapimento e uccisione del giovane ricercatore dell'Università di Cambridge, avvenuti al Cairo nel gennaio 2016, ma soprattutto si concentra sul lungo e complesso iter giudiziario che ne è seguito.
Giulio Regeni scompare il 25 gennaio 2016 nella capitale egiziana. Il suo corpo viene ritrovato una settimana dopo, in un fosso alla periferia della città, con evidenti segni di tortura. Un ritrovamento che scuote l'opinione pubblica nazionale e internazionale e che, fin da subito, solleva interrogativi pesantissimi sulle responsabilità e sulle circostanze della sua morte.
Il processo e i depistaggi: oggi si può ripartiree
Lo speciale ricostruisce anche il percorso giudiziario, definito dagli inquirenti come uno dei più difficili degli ultimi anni. Un cammino segnato da ostacoli, silenzi e mancate collaborazioni, in particolare da parte delle autorità egiziane, che hanno più volte ostacolato le indagini con versioni contraddittorie e depistaggi.
Proprio oggi, però, è arrivato un passaggio cruciale. La Corte costituzionale ha infatti emesso una sentenza che consente la ripresa del processo per l'omicidio di Giulio Regeni, fermo dallo scorso ottobre. La decisione riguarda un aspetto tecnico ma centrale: la possibilità per lo Stato di anticipare le spese necessarie a garantire il diritto alla difesa degli imputati, anche in assenza di una loro partecipazione diretta.
Il procedimento vede imputati quattro ufficiali dei servizi segreti egiziani - il generale Tariq Sabir, i colonnelli Athar Kamel e Helmi Usham e il maggiore Magdi Ibrahim Sharif - formalmente irreperibili, dal momento che l'Egitto non ha mai fornito all'Italia le informazioni utili per rintracciarli e notificare gli atti processuali. Proprio questa condizione aveva portato, per la seconda volta, allo stop del dibattimento.
Secondo quanto stabilito dalla Consulta, però, lo Stato può e deve farsi carico delle spese, comprese quelle per le consulenze e la traduzione dei documenti, per evitare che venga compromesso il diritto alla difesa. Una svolta che apre ora alla ripresa del processo davanti alla Corte d'Assise di Roma, con la prima udienza fissata per febbraio.
Un elemento centrale del racconto televisivo, che prova a spiegare al pubblico non solo i fatti, ma anche il contesto giuridico, politico e diplomatico che ha reso questa vicenda così complessa.
Cosa vedremo stasera su Rai 3
Verità per Giulio Regeni non è solo una ricostruzione giudiziaria. Lo speciale dedica ampio spazio anche alla battaglia civile portata avanti in questi anni dalla famiglia Regeni, diventata simbolo di una richiesta di giustizia che va oltre il singolo caso. La loro determinazione, unita alla mobilitazione di associazioni, università e cittadini, ha mantenuto alta l'attenzione su una storia che rischiava di scivolare nel silenzio.