Chiunque abbia vissuto gli anni '90 non può dimenticare l'immagine di Massimo Lopez davanti a un plotone di esecuzione, intento a chiedere l'ultimo desiderio: Una telefonata allunga la vita. Quel tormentone, che ha segnato la storia del costume italiano, è tornato prepotentemente sugli schermi nei giorni scorsi, scatenando la curiosità del pubblico.
Il ritorno al Fortino: perché TIM ha riproposto lo spot del 1994?
Il mistero dietro l'operazione nostalgia è stato svelato durante la prima serata del Festival di Sanremo: non si tratta solo di un tributo al passato, ma di un ponte verso il futuro digitale. Il nuovo spot, firmato dal pluripremiato regista Paolo Genovese, riprende esattamente da dove ci eravamo lasciati.
Troviamo ancora Lopez nel suggestivo scenario desertico de Il Fortino, ma il messaggio si evolve. Se trent'anni fa era la voce a salvare il protagonista, oggi è la connessione a fare la differenza. Il nuovo slogan trasforma il mito: "È una connessione che ti allunga la vita".
La strategia della campagna pubblicitaria della TIM
Il Gruppo TIM ha scelto una strategia narrativa inedita, divisa in due fasi:
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Il richiamo alla memoria: La riproposizione dello spot originale per riaccendere il legame emotivo con gli italiani.
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La visione futura: Il lancio del nuovo spot (nei formati da 60" e 30") che mette in relazione passato e presente, mostrando come l'azienda sia passata dalla semplice fonia a un ecosistema di servizi complessi: dalle chiamate alla visione di film su TIMVISION, sino alla fornitura di energia con TIM Energia all'ambito assicurativo.
Le parole dell'AD Pietro Labriola
Attraverso un comunicato stampa, l'Amministratore delegato di TIM ha chiarito il senso dell'operazione: "Oggi non celebriamo la nostalgia, raccontiamo una trasformazione. Siamo passati da un mondo in cui la connessione era solo voce a un ecosistema basato su 5G, Intelligenza Artificiale e servizi che vanno dall'energia alle assicurazioni." Secondo Pietro Labriola, il ritorno al Fortino simboleggia una continuità di valori: TIM non guarda indietro, ma trasforma la memoria in una visione per guidare l'innovazione del Paese.