The Death of Robin Hood, in estate esce la versione crepuscolare dell'eroe con Hugh Jackman

A24 fissa l'uscita di The Death of Robin Hood, nuova rilettura della leggenda con Hugh Jackman protagonista, promettendo un racconto più oscuro, maturo e intimista del celebre fuorilegge.

Una scena di The Death of Robin Hood

Robin Hood torna al cinema questa estate, ma dimenticate archi scintillanti e avventure spensierate. Con The Death of Robin Hood, A24 sceglie una strada più ruvida e malinconica, affidando a Hugh Jackman una versione invecchiata e segnata del mito, pronta a confrontarsi con il peso delle proprie scelte.

Un Robin Hood crepuscolare tra mito e decadenza

A24 ha ufficializzato la data di uscita di The Death of Robin Hood, fissando l'arrivo nelle sale al 19 giugno 2026. L'annuncio è stato accompagnato da un teaser essenziale, appena 14 secondi, diffuso sui social: Hugh Jackman avanza verso la macchina da presa, poi scompare in una nube di fumo. Nessuna parola, nessuna spiegazione, solo un'immagine che suggerisce un'idea precisa di sparizione, fine e trasformazione.

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La scelta della data non passa inosservata. Nello stesso giorno debutterà anche Toy Story 5, creando un curioso contrasto tra un blockbuster animato per famiglie e un action drama che punta apertamente a un pubblico adulto. Due visioni opposte del cinema estivo, quasi un manifesto della diversità di approccio che A24 continua a rivendicare.

Diretto e sceneggiato da Michael Sarnoski, già apprezzato per Pig e per A Quiet Place: Day One, il film propone una rilettura cupa della leggenda medievale, ispirata al racconto del XVII secolo Robin Hood's Death. Qui il celebre fuorilegge non è più un eroe nel pieno delle forze, ma un uomo ferito, stanco, convinto di essere arrivato all'ultima battaglia della sua vita.

Il trailer completo, pubblicato un mese prima del teaser, aveva già acceso il dibattito tra i fan. L'aspetto di Jackman - più anziano, segnato, quasi consumato - ha portato molti a paragonare questa versione di Robin Hood alla sua interpretazione di un Wolverine al tramonto in Logan. Un confronto che non nasce solo dall'estetica, ma dall'idea di fondo: raccontare un'icona nel momento in cui deve fare i conti con la propria eredità.

Redenzione, memoria e un cast corale di peso

La trama di The Death of Robin Hood si allontana dalle strutture classiche del racconto d'avventura per concentrarsi su un percorso più interiore. Dopo essere rimasto gravemente ferito, Robin viene soccorso da una donna misteriosa che lo salva nonostante lui stesso la implori di lasciarlo morire. È l'inizio di una pausa forzata che diventa spazio di confessione.

Death Of Robin Hood
La locandina di The Death of Robin Hood

Durante la convalescenza, Robin si apre con la donna, ripercorrendo una vita fatta di crimini, violenza e scelte irreversibili. Parallelamente, entra in contatto con una giovane ragazza, alla quale promette protezione. Un gesto semplice, ma carico di significato: per la prima volta, la ribellione non passa attraverso la lotta armata, ma attraverso la responsabilità. È in questo legame che il film individua una possibile via di redenzione, fragile e tardiva, ma non per questo meno necessaria.

Accanto a Hugh Jackman, il cast riunisce volti di grande solidità: Bill Skarsgård, Jodie Comer, Murray Bartlett, Faith Delaney e Noah Jupe. Una scelta che suggerisce un racconto corale, dove il protagonista resta centrale ma non isolato, circondato da figure che incarnano diverse prospettive morali e narrative.

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La produzione è affidata ad Aaron Ryder, Andrew Swett e Alexander Black, mentre A24 conferma ancora una volta la propria inclinazione per riletture autoriali di materiali noti. In questo caso, il rischio è calcolato: prendere una delle leggende più raccontate della cultura occidentale e svuotarla dell'epica tradizionale per riempirla di silenzi, rimpianti e domande irrisolte.

The Death of Robin Hood non sembra interessato a stabilire se Robin sia stato un eroe o un criminale, ma a osservare cosa resta quando il mito si incrina. Un racconto di fine corsa e di bilanci, che usa l'azione come cornice e la memoria come vero campo di battaglia. Con l'estate 2026 all'orizzonte, A24 prepara così un titolo che punta a distinguersi non per il rumore, ma per il peso delle sue ombre.