Scott Foley è tornato a parlare del terzo capitolo del franchise Scream, al quale partecipò nel 2000 e per il quale venne pesantemente criticato, come lui stesso ha confermato in una recente intervista rilasciata al magazine People.
L'attore tornerà presto nel settimo lungometraggio della saga ma nell'intervista ha parlato principalmente del terzo film che visse in maniera non proprio positiva e che lui stesso ha raccontato per spiegare cosa provò in quei momenti.
L'esperienza di Scott Foley in Scream 3
"Quando ho fatto Scream 3, in un certo senso mi hanno fatto passare un brutto momento perché all'epoca lo consideravano un teen slasher, giusto? E non era considerato un vero lavoro di recitazione" ha spiegato Foley nell'intervista.
Nonostante le difficoltà di quell'esperienza, Scott Foley è felice di poter tornare nel franchise, nonostante le opinioni iniziali: "Sono così orgoglioso di far parte di questo franchise" ha dichiarato l'attore di Dawson's Creek e Scrubs - Medici ai primi ferri.
La nuova avventura di Scott Foley in Scream 7
Nonostante l'esperienza in Scream 3 e la scomparsa del suo personaggio, Scott Foley è felice di tornare nel settimo capitolo, un po' a sorpresa: "Non avrei mai pensato di avere la possibilità. Il mio personaggio è morto nel terzo capitolo. Quando ho ricevuto la chiamata da Kevin Williamson, in realtà era un messaggio che mi chiedeva di tornare, ero confuso, ma d'accordo, all'istante" ha specificato l'attore.
Foley ha raccontato di ricevere parecchio supporto dai fan di Scream: "Ho appena firmato una dozzina di autografi e fatto un sacco di foto, ed erano tutti fan di Scream. Avevano maschere e coltelli e piccole statuette, ed è una cosa continua, e io sono così orgoglioso di farne parte". Insieme a Scott Foley, lo slasher diretto da Wes Craven vedrà Neve Campbell, Courtney Cox, David Arquette, Parker Posey, Patrick Dempsey e Jenny McCarthy. Foley interpretava Roman Bridger, il fratellastro del personaggio di Campbell, Sidney Prescott.