Il rock di Patti Smith inaugura il 61° Festival dei Popoli

Dal 15 al 22 novembre 48 film in streaming sulla piattaforma di Più Compagnia, In Concorso Italiano sette documentari con la prima mondiale de L'occhio di vetro di Duccio Chiarini, tra gli eventi speciali Bulletproof di Todd Chandler sulla cultura della violenza negli Stati Uniti.

Il rapporto speciale tra la grande rocker Patti Smith e la città di Firenze, a partire dal leggendario concerto del 1979 all'Artemio Franchi, nel documentario Patti in Florence di Edoardo Zucchetti; la risposta delle scuole americane alla violenza armata in Bulletproof di Todd Chandler; il ruolo delle donne nella storia della musica elettronica, mai raccontato finora, in Sisters With Transistors di Lisa Rovner con la voce narrante di Laurie Anderson. Sono alcune première della 61° edizione del Festival dei Popoli, il Festival Internazionale del Film Documentario, che si terrà on line dal 15 al 22 novembre su Più Compagnia, la sala virtuale del cinema La Compagnia di Firenze in collaborazione con MYmovies.it (tutti i film sono disponibili nella data di programmazione e in streaming fino a sette giorni dalla proiezione).

La manifestazione, presieduta da Vittorio Iervese, è diretta da Alessandro Stellino per la parte artistica e Claudia Maci per l'organizzazione generale.

Inaugurazione domenica 15 novembre

La prima mondiale del documentario Patti in Florence del regista fiorentino Edoardo Zucchetti è un racconto sul rapporto speciale tra Patti Smith e la città di Firenze, nato in occasione del leggendario concerto del 10 settembre 1979 allo Stadio Artemio Franchi davanti a 60.000 spettatori. Le rare immagini d'archivio si intervallano con le sequenze che il regista ha girato con la rocker in città, tra performance e improvvisazioni nelle strade, musei, teatri e piazze per un film che diventa una lettera d'amore della musicista nei confronti del capoluogo toscano.

La cantante è chiamata in causa anche in Now di Jim Rakete (distribuito da Wanted Cinema e programmato anch'esso in apertura di manifestazione), documentario sulla spinta dei giovani attivisti decisi a sollecitare risposte e azioni da parte dei politici sulla problematica del cambiamento climatico, con la volontà di trovare modi nuovi e alternativi per vivere un futuro sostenibile. Tra i protagonisti del film Greta Thunberg, Luisa Neubauer (Fridays for Future), Felix Finkbeiner (Plant for the Planet) e Nike Mahlhaus (Ende Gelände), con testimonianze di tante celebrità tra cui Patti Smith stessa e Wim Wenders.

Il programma

Il programma propone 60 documentari divisi in varie sezioni. Oltre al Concorso Internazionale (18 film tra cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi, tutti inediti in Italia) e al Concorso Italiano (7 i titoli, tutti inediti assoluti, un viaggio nell'Italia oggi) presenta la sezione Let the Music Play dedicata ai documentari musicali e un focus sull'ambiente dal titolo Habitat. Tra le novità di quest'anno la sezione Popoli for Kids & Teens, una selezione di documentari rivolti ai giovani che avrà anche una giuria composta da adolescenti tra i 14 e i 17 anni per eleggere il miglior documentario della sezione. E poi Doc Explorer, sezione sperimentale sull'ibridazione dei linguaggi e le nuove frontiere espressive del cinema del reale, e Diamonds Are Forever, dedicata all'archivio storico del festival che consta di 15mila titoli. È dedicato alla formazione e ai talenti emergenti il Doc at Work - Future Campus, realizzato in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, Cinema La Compagnia e Toscana Film Commission: oltre alla selezione di 12 documentari, una serie di webinar per professionisti del settore e giovani produttori in collaborazione con CNA Toscana, volti a immaginare il territorio come un serbatoio importante dei nuovi mestieri e del sapere fare cinema (il programma di questa sezione sarà online sulla piattaforma di Più Compagnia dal 26 al 29 novembre).

Il Concorso Internazionale presenta di 18 titoli in prima italiana e internazionale (lungometraggi, mediometraggi e cortometraggi) per la giuria composta da Joëlle Bertossa (Svizzera), Maria Bonsanti (Italia), Andrei Ujica (Romania) che assegnerà i seguenti premi: Premio al Miglior Cortometraggio (euro 2.500); Premio al Miglior Mediometraggio (euro 4.000) e Premio al Miglior Lungometraggio (euro 8.000) e la Targa "Gian Paolo Paoli" al Miglior Film Antropologico (per il dettaglio delle opere in concorso si veda il documento relativo allegato).

Fiore all'occhiello del programma 2020 è il Concorso Italiano con sette documentari in competizione per la giuria composta da Marta Donzelli, produttrice, Maria Letizia Gatti, fondatrice della casa di distribuzione Reading Bloom e Alessandro Raja, CEO di Festival Scope, che assegnerà il Premio al Miglior Documentario Italiano (euro 3.000). Il concorso propone il meglio della produzione italiana corrente. In programma la prima mondiale de L'occhio di vetro del fiorentino Duccio Chiarini (15/11) che, prendendo spunto dal diario di guerra di suo prozio e con l'ausilio di rari materiali d'archivio, fotografie e lettere, compone un raffinato mosaico nel quale un momento cruciale della Storia d'Italia viene visto attraverso la lente di complesse dinamiche familiari. Ci sono gli occhi di una regista italiana, Laura Lamanda, dietro L'îles des perdus (16/11), a descrivere il "Service des Objets Trouvés" l'ufficio parigino che raccoglie gli oggetti smarriti quotidianamente lungo le strade della metropoli. In programma, poi, Il libro di Giona di Zlatolin Donchev (17/11), in cui Massimiliano, che vive per strada all'interno della sua auto, conduce un'esistenza fatta di libri e sogni; Aylesbury Estate di Carlotta Berti (18/11), su una comunità resistente alla speculazione nel più grande complesso di public housing di Londra, costruito negli anni '60 sulle macerie di vecchie case popolari. In L'armee Rouge il regista Luca Ciriello (19/11) racconta la storia di Idriss Koné, in arte Birco Clinton, arrivato dalla Costa D'Avorio cinque anni fa e oggi abitante dei Bipiani di Ponticelli, nella periferia est di Napoli, da dove lancia la scalata alla scena musicale della comunità ivoriana con l'obiettivo di organizzare una grandiosa festa di Natale. In Bosco, la regista Alicia Cano (20/11) narra i ricordi di suo nonno, che non ha mai visto il proprio luogo di nascita, un paesino toscano di 13 abitanti, ma ne può descrivere ogni angolo basandosi sulle memorie e gli aneddoti tramandati da generazioni. Infine, Eskere di Alessandro Abba Legnazzi (21/11), un film-laboratorio che accoglie i racconti e le visioni di quattro adolescenti, cresciute a Brescia ma provenienti da contesti culturali diversi.

I film spettacolari a tema musicale arricchiscono la sezione Let The Music Play con una serie di documentari in prima italiana, come Sisters With Transistors di Lisa Rovner (18/11), sulle pioniere della musica elettronica. Attraverso un excursus di rara originalità sul ventesimo secolo, la regista trasforma l'eterogeneo materiale di repertorio in un'appassionante narrazione tutta al femminile, con la voce di Laurie Anderson a fare da raccordo tra gli ipnotici esperimenti di Clara Rockmore, Daphne Oram, Suzanne Ciani, Bebe Barron, Maryanne Amarache e tutte le altre geniali innovatrici del genere. E poi Bring Down The Walls di Phil Collins (21/11), che ribalta il concetto di una musica house troppo spesso associata al concetto di divertimento, sballo e liberazione delle energie negative, laddove la radice black del movimento ha da sempre avuto una profonda valenza politica. Per questo il regista Phil Collins ha organizzato e filmato un evento che, grazie all'esperienza multisensoriale della musica dance, dà voce alle storie di ex detenuti, segnate da iniquità giudiziarie e traumatiche esperienze carcerarie.

Tra gli eventi speciali fuori concorso Bulletproof di Todd Chandler (19/11) che racconta come le istituzioni scolastiche americane siano diventati luoghi a prova di proiettile, in cui la paura di una nuova Columbine genera contromisure preventive surreali e inquietanti. La macchina da presa si insinua tra i corridoi di alcuni licei statunitensi per catturare le testimonianze di un sistema costretto a rivedere le proprie priorità in un momento storico in cui il tema della minaccia dall'esterno sembra dominare l'agenda politica e culturale.

Un focus importante è dedicato all'ambiente con i 9 titoli in prima italiana della sezione Habitat, realizzato in collaborazione con Fondazione Finanza Etica sui temi del vivere contemporaneo in relazione all'ecosistema, all'evoluzione tecnologica e alle trasformazioni in atto in ambito geo-politico. La controversa caccia alle balene dal nord-est della Siberia, nel remoto villaggio di Lorino e un popolo che lotta per la propria sopravvivenza in The Whale From Lorino di Maciej Cuske (15/11); dall'Africa, in Burkina Faso, la storia di un gruppo di donne e uomini - in un'impresa quasi impossibile - decisi a portare avanti un progetto innovativo per far tornare l'acqua in paese in The Perimeter of Kamsé di Olivier Zuchuat 16/11). In Journey to Utopia il regista Erlend Eirik Mo (17/11) racconta del suo trasferimento e difficile adattamento dalla campagna norvegese in un eco-villaggio autosufficiente in Danimarca, pur di seguire i propri ideali. E poi la campagna francese, lontano dalla città, alla ricerca di una forma di vita differente e sostenibile in Le terre du milieu di Juliette Guignard (20/11). La straordinaria storia del pittore Jan Jedlička, che dalla Cecoslovacchia arriva nella Maremma toscana, dove andrà a vivere per cercare ispirazione nel documentario Traces of a Landscape di Petr Zaruba (21/11). In chiusura, il 22 novembre: in Icemeltland Park la regista Liliana Colombo mostra un parco di divertimenti da incubo tra l'Alaska e la Terra del Fuoco, ovvero il nostro pianeta, sconvolto dalle conseguenze del cambiamento climatico; il rapporto tra un uomo e una cicogna, con un'ala spezzata, viene narrata da Tomislav Jelincic in Storkman, mentre in The Grocer's Son, the Mayor, the Village and the World della cineasta francese Claire Simon si racconta il caso di Lussas, un paesino di mille anime nella campagna francese diventato il centro del documentario in Francia. Infine Express Scopelitis di Emilia Milou, un viaggio a bordo dell'omonima imbarcazione che fa la spola all'interno dell'arcipelago delle Cicladi, garantendo ad abitanti e turisti una mobilità che altrimenti sarebbe impossibile.

Ampio spazio agli adolescenti, quest'anno, con Popoli for Kids & Teens, una selezione di documentari rivolti ai più giovani con la giuria del Young Jury Day, composta da ragazzi tra i 14 e i 17 anni che discuteranno online ed eleggeranno il miglior documentario della sezione organizzata in collaborazione con il cinema Stensen e Unicoop Firenze. La sezione presenta sei film: oltre a Now di Jim Rakete (15/11) ci sono Teach di Alex Brendea (17/11), protagonista un insegnante di matematica della Transilvania rurale che invita gli studenti a ribellarsi alla "tirannia dell'apprendimento" ignorando i programmi scolastici in vigore. In Asylum il regista Victor Ridley (19/11) racconta delle diverse migliaia di minori stranieri non accompagnati che ogni anno arrivano in Belgio. La maggior parte di loro chiede asilo, come Sahil, un ragazzo afgano di 15 anni. Lo Que Diran di Nila Núñez Urgell (22/11) è incentrato sulla storia di due adolescenti musulmane che costruiscono e difendono la propria identità confrontandosi su tradizione e cambiamento attraverso una attività proposta loro a scuola. In The Open Window di Daniel Oxehandler, Will Sloan, Alfred Birkegaard (22/11) Deepa e Jaya, due giovani ragazze di un quartiere povero di Delhi, vengono introdotte per la prima volta ad internet in India. Inoltre, su Più Compagnia, in streaming gratuito per le scuole toscane Regina di Casetta di Francesco Fei (17/11), in collaborazione con Lanterne Magiche e CG Entertainment. Da questo anno poi si segnala l'ampliamento delle iniziative dedicate alle scuole e ai ragazzi con la partecipazione del Festival dei Popoli al progetto "La scuola allo schermo" coordinato da INDIRE - Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa che svilupperà nell'arco di tutto l'anno.

L'ibridazione dei linguaggi e la sperimentazione sono al centro di Doc Explorer, a partire dal visionario Look Then Below del videoartista inglese Ben Rivers (15/11). A seguire Back to 2069 di Elise Florenty & Marcel Türkowsky (18/11) sull'isola di Lemnos al centro di una battaglia virtuale condotta da giocatori connessi in rete in tutto il mondo e Medium di Edgardo Cozarinsky (20/11) sulla pianista argentina Margarita Fernández.

Dall'archivio del festival, per la sezione Diamonds Are Forever, arriva Tigrero: A Film that Was Never Made di Mika Kaurismäki (16/11): quarant' anni dopo il primo viaggio in Brasile, per i sopralluoghi di un film mai realizzato, Samuel Fuller vi fa ritorno accompagnato da Jim Jarmusch e Mika Kaurismaki. Il tempo ha creato un vertiginoso corto circuito tra le immagini del presente e quelle del passato. La sezione fa parte delle iniziative per la valorizzazione dell'Archivio del Festival dei Popoli.