Ieri sera, nella nuova puntata de Le Iene, è andata in onda la replica a Rocco Siffredi, che nei giorni scorsi aveva denunciato diciannove ragazze. Le attrici, lo scorso anno, durante il programma ideato da Davide Parenti, lo avevano accusato di essere state costrette ad accettare determinate pratiche o scene durante le riprese.
La denuncia di Rocco Siffredi contro attrici e autori del programma
Nella denuncia, l'attore e produttore aveva incluso anche due autori del programma, che hanno deciso di mandare in onda l'intervista integrale realizzata con Siffredi dopo le accuse televisive delle attrici. Secondo quanto sostenuto dall'avvocato di Siffredi, il programma de Le Iene, in onda su Italia 1, avrebbe montato l'intervista in modo da collegare la commozione dell'attore alle accuse. Il legale ha invece affermato che quel momento di forte emozione dipendeva dalla salute del figlio Tano Siffredi, che in quel periodo era ricoverato in ospedale.
La risposta de Le Iene e la messa in onda dell'intervista integrale
Accuse che l'inviata Roberta Rei ha definito "molto gravi e false". Per questo motivo la redazione ha deciso di trasmettere l'intervista integrale. "Sono clamorose menzogne" - ha dichiarato Rei all'apertura del servizio - "Lui stava rispondendo alle accuse delle attrici, non ci stava parlando del figlio. Non abbiamo tagliato la clip per far coincidere il momento in cui scoppia a piangere con la domanda sui presunti abusi. In quel momento non ci ha parlato del figlio".
Il momento di crisi di Rocco durante l'intervista
Nel video Siffredi sostiene di essere al centro di una congiura organizzata da pericolosi criminali. Quando però Roberta Rei gli chiede le prove per avviare una contro-inchiesta, l'attore resta in silenzio. Poi, tra le lacrime, afferma: "Non voglio più vivere. Proprio non voglio più vivere. Ma non voglio lasciare questo dolore a mia moglie e ai miei figli. Parlo in generale. Ho dei momenti molto difficili".
A quel punto l'inviata prova a confortarlo, spiegando che il tono incalzante delle domande è legato al contraddittorio giornalistico, e mette a disposizione dell'attore le risorse della redazione: "Se vuoi fare una contro-inchiesta noi ci siamo. Sai quante volte ci raccontano delle cose e poi, in corso d'opera, scopriamo altro e finiamo per andare contro quelli che ci avevano contattato".