Che Resident Evil diretto da Zach Cregger possa davvero riportare la saga cinematografica alle sue origini più pure? Il nuovo trailer sembra suggerire una risposta positiva, mostrando un approccio molto più vicino allo spirito dei videogiochi rispetto ai precedenti adattamenti.
Certamente non attraverso il ritorno dei personaggi storici del franchise, ma grazie alla ricostruzione di quella tensione da "survival" che ha definito la serie Capcom fin dal primo capitolo del 1996.
A confermare questa direzione c'è una sequenza del trailer che richiama uno degli elementi più riconoscibili dei videogiochi: Bryan, il protagonista interpretato da Austin Abrams, si ritrova all'interno di una casa isolata e scopre una macchina da scrivere, un fucile e la caratteristica scatola verde di munizioni.
Un dettaglio apparentemente semplice, ma che richiama direttamente una delle caratteristiche più riconoscibili dei videogiochi di Resident Evil.
Proprio questa sequenza sembra rappresentare la direzione scelta da Zach Cregger per il suo adattamento. Invece di concentrarsi su personaggi già presenti nella saga come Leon S. Kennedy, Jill Valentine, Chris Redfield o Albert Wesker, il regista ha deciso di costruire una storia originale con protagonista una persona comune, senza capacità particolari e senza esperienza nel combattimento.
Una scelta precisa, pensata per riportare al centro il concetto di survival horror. Bryan non è il classico eroe d'azione capace di affrontare immediatamente qualsiasi minaccia, ma un uomo impreparato costretto a capire rapidamente come muoversi in un ambiente nuovo e pieno di insidie. Secondo Cregger, inserire a tutti i costi i personaggi storici della serie "risulterebbe innaturale in questa storia autoconclusiva. Devo mettere la storia al primo posto. Per me la storia viene prima di tutto. L'idea è seguire uno 'stupido'. Non perché sia davvero stupido, ma perché non è il classico protagonista dei videogiochi: non ha alcuna esperienza di combattimento ed è completamente incapace di sopravvivere".
La decisione permette inoltre al film di evitare uno dei problemi che hanno caratterizzato alcuni precedenti adattamenti cinematografici. La saga di Resident Evil possiede infatti una mitologia molto complessa, costruita in quasi trent'anni di videogiochi: dalla trasformazione della Umbrella Corporation in una rete globale di bioterrorismo fino alle vicende personali dei protagonisti storici. Raccontare tutto questo in un unico film avrebbe richiesto una grande quantità di spiegazioni, rischiando di allontanare il pubblico meno esperto e allo stesso tempo risultare poco interessante per i fan di lunga data.
Il nuovo film vuole dimenticare gli errori di Welcome to Raccoon City
La scelta del regista di Barbarian e Weapons, rappresenta anche una risposta ai limiti mostrati da Resident Evil: Welcome to Raccoon City, il reboot cinematografico del 2021 che aveva provato a riunire personaggi, ambientazioni e riferimenti provenienti dai primi videogiochi della serie.
L'obiettivo era offrire un adattamento più fedele rispetto ai film con Milla Jovovich, ma il risultato aveva finito per non convincere né i fan storici né la critica.
Il nuovo progetto sembra quindi seguire una strada opposta: non un riassunto dell'intero universo di Resident Evil, ma una storia di sopravvivenza che cerca di ricreare la sensazione provata dai giocatori davanti a una villa sconosciuta, con poche risorse e una minaccia nascosta dietro ogni porta.
Resident Evil arriverà nei cinema italiani giovedì 17 settembre distribuito da Sony Pictures.