Paul Rudd ha smesso di portare il telefono sul set: "Contribuiscono a distruggerci"

L'attore ha raccontato al New York Film Festival di aver iniziato a lasciare lo smartphone nel suo trailer durante le riprese, una scelta che Tom McCarthy ha trasformato in una regola per tutto il cast di A Statement, favorendo un'atmosfera più simile a quella di una compagnia teatrale.

Una scena con Paul Rudd

Paul Rudd ha trovato un modo piuttosto semplice per sottrarsi, almeno per qualche ora al giorno, alla presenza continua dello smartphone: lasciarlo. L'attore ha raccontato di aver adottato questa abitudine già da tempo e di averla ritrovata sul set di A Statement, il nuovo film di Tom McCarthy presentato in anteprima mondiale al New York Film Festival.

Paul Rudd: "Non vado sul set con il telefono"

In A Statement, Paul Rudd interpreta il moderatore della prima riunione organizzata per affrontare la crisi climatica americana. Il film è ambientato nel 1980, in un resort sulla costa della Florida, dove venti esperti vengono riuniti per un intero fine settimana con l'obiettivo di trovare un accordo e preparare una dichiarazione da presentare al Congresso sugli effetti delle emissioni di anidride carbonica sul clima. La struttura del film richiama quella di 12 Angry Men: un gruppo di persone chiuso nella stessa stanza, posizioni diverse e un lungo confronto destinato a mettere alla prova convinzioni e rapporti personali.

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Paul Rudd sul set

Rudd ha spiegato che proprio l'assenza del telefono gli ha permesso di entrare maggiormente in sintonia con un cast molto numeroso, che comprende anche Paul Giamatti, Tatiana Maslany e John Turturro. "Non vado sul set con il telefono. Non lo faccio da un po' di tempo ormai", ha raccontato l'attore a Variety durante la première. "È importante metterlo da parte. Sempre. Sono oggetti terribili. Sono dipendente anch'io, come tutti gli altri. Stanno facilitando la nostra stessa autodistruzione".

La scelta di Rudd si è inserita perfettamente nelle regole stabilite da McCarthy. Il regista ha infatti imposto un divieto molto rigido sull'utilizzo dei telefoni durante le riprese, eliminando notifiche, messaggi e soprattutto la tentazione di controllare continuamente lo schermo nei momenti di pausa.

Ant-Man al telefono: Paul Rudd risponde al telefono del giornalista Ant-Man al telefono: Paul Rudd risponde al telefono del giornalista

Per Rudd, l'esperimento ha avuto un effetto quasi nostalgico. Ambientare il film nel 1980 significava già ricreare un mondo nel quale gli smartphone non esistevano; eliminandoli anche dalla vita quotidiana degli attori, quella sensazione è diventata parte concreta dell'esperienza sul set. "Il mondo è cambiato da quando esistono i cellulari. Non ci guardiamo e non parliamo più nello stesso modo", ha osservato Rudd. "Con il divieto dei telefoni siamo stati costretti a trascorrere davvero del tempo insieme e a parlare".

L'attore ha spiegato che il risultato gli ricordava più un'esperienza teatrale che una normale produzione cinematografica. "Eravamo sul set di un film ambientato nel 1980, vestiti in un certo modo. Sembrava di pensare: "Ah, sì. Me lo ricordo. È così che ci si sentiva quando le persone stavano sedute insieme e parlavano"".

Amy Ryan: "Il lavoro è diventato molto più ricco"

Anche Amy Ryan, parte del cast di A Statement, ha apprezzato il metodo scelto da McCarthy. Nel film il suo personaggio è protagonista di uno dei momenti più importanti della storia, quando interviene con una presa di posizione destinata a scuotere il gruppo. Secondo l'attrice, l'assenza degli smartphone ha modificato anche il modo in cui gli interpreti utilizzavano le pause tra una scena e l'altra. "Ha sicuramente reso il lavoro molto più ricco", ha detto Ryan.

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Paul Rudd in una scena

Senza lo schermo come rifugio automatico, anche cinque minuti liberi potevano trasformarsi in una conversazione. "Succede che hai cinque minuti di pausa e le persone sono connesse. "Ehi, che fai? Com'è andata la mattina? Cosa ne pensi di questa scena?"", ha raccontato.

Ryan ha paragonato l'esperienza a quella di chi smette di consumare zucchero: all'inizio sembra difficile, poi l'abitudine cambia rapidamente. "È come quando smetti di mangiare zucchero. Dopo tre giorni è fuori dal tuo sistema. Non ti manca!", ha detto l'attrice, augurandosi che prima o poi il telefono possa tornare a essere percepito semplicemente come "un giocattolo di cui ti stanchi".

In un film costruito quasi interamente attraverso il confronto tra persone, il divieto di usare gli smartphone è così diventato parte del metodo di lavoro: meno schermi tra gli attori e più tempo per guardarsi, ascoltarsi e discutere.

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