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Paolo Giordano da Fabio Fazio: "Si parla di nucleare con una leggerezza oscena

Paolo Giordano è stato ospite di Fabio Fazio a Che Tempo che fa: lo scrittore ha affrontato diverse tematiche, dal nucleare all'istruzione.

Paolo Giordano da Fabio Fazio: "Si parla di nucleare con una leggerezza oscena

Paolo Giordano è stato ospite di Fabio Fazio a Che Tempo che fa nella puntata del 4 dicembre. Lo scrittore ha parlato del modo in cui si è tornato a discutere del nucleare in questi mesi. L'autore de La solitudine dei numeri primi, ha affrontato anche il tema dell'istruzione e il ruolo delle scienze.

Paolo Giordano quest'anno è tornato in libreria con Tasmania, un romanzo accolto con il solito entusiasmo da parte della critica. Da Fabio Fazio, Giordano, laureato in Fisica, ha detto: "Si è tornato a parlare di nucleare con una leggerezza oscena, anche parlando di armi nucleari 'tattiche', come se quell'aggettivo le rendesse meno pericolose, più maneggevoli. Ci dimentichiamo cosa sono stati i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki

"Ho voluto partecipare alle commemorazioni e stando lì ho visto la commozione: questo è uno dei problemi che ci slegano dalla memoria, l'incapacità di commuoverci. Anche per eventi enormi, tutto sommato recenti o addirittura recentissimi. Quando perdiamo la possibilità di commuoverci, e sta succedendo perché ormai stanno sparendo gli ultimi testimoni diretti, cambia tutto. La memoria è fondamentale per mantenere certi tabù, come quello sul nucleare: stiamo vedendo che quello che sembrava averci garantito una pace per circa 80 anni oggi diventa una garanzia di aggressione", ha raccontato lo scrittore.

Paolo Giordanoha parlato anche della scienza, che oggi ha visuale privilegiata sul futuro prossimo: "Sono un osservatorio privilegiato per capire e immaginare quello che succederà. Bisogna però stare attenti a sguinzagliare le scienze senza che ci sia un sistema di riferimento umanistico, umano e anche politico, perché si rischia di finire in delle derive: l'idea che i dati contengano la verità, vediamo gente che va in televisione a sventolare fogli con numeretti. C'è sempre bisogno di una cornice di senso nel quale anche la scienza deve muoversi e questo è un momento in cui questa cornice ci manca un pò".

Infine, Paolo Giordano ha affrontato il delicato argomento dell'Istruzione: "Vorrei molto che si aprisse una discussione sull'istruzione ad ampio raggio, in cui abbiamo il coraggio di metterci a ripensare l'istruzione anche rispetto al presente in cui siamo. I ragazzi e le ragazze sono esposti sin da bambini a delle "radiazioni" a cui non eravamo esposti noi, come quella dei like, dei rating, dei social, sono esposti a un'offerta di nozioni molto diversa da quella che avevamo noi. L'istruzione in questo senso dovrebbe mettersi un po' in crisi e ripensarsi in senso più largo, mentre questa idea di rimettere la norma, il merito, addirittura l'umiliazione come metodo di raddrizzamento sembra molto rassicurante per le vecchie generazioni ma poco contemporaneo". La puntata è stata caricata sul portale di Raiplay.