Il dolore della catastrofe rielaborato attraverso l'arte. A 50 anni di distanza dal terremoto che, il 6 maggio 1976, devastò il Friuli provocando quasi 1000 vittime un documentario ricorda l'evento. Orcolat di Federico Savonitto arriverà nei cinema italiani il 2 marzo distribuito da Kublai Film. Una clip esclusiva offerta da Movieplayer.it lo anticipa svelando una presenza gradita.
Il leggendario cronista sportivo Bruno Pizzul si è prestato come voce narrante del film per ricordare la tragedia avvenuta nei luoghi a cui lui stesso, originario di Udine, apparteneva e il documentario arriva al cinema proprio nei giorni in cui ricorre l'anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 5 marzo 2025).
Il significato del titolo del documentario: chi è Orcolat?
Per narrare il terremoto del Friuli, Federico Savonitto si affida al mito e al folclore. L'Orcolat del titolo è, infatti, una gigantesca creatura mitologica che, secondo la leggenda, sarebbe stata imprigionata nei monti della Carnia. I terremoti sarebbero dunque dovuti ai suoi scuotimenti, come spiega Bruno Pizzul mentre, cuffie in testa, si presta a narrare il documentario in sala di registrazione.
Alla voce di Bruno Pizzul si aggiungono le testimonianze di tutti coloro che hanno vissuto direttamente o indirettamente la tragedia del terremoto del 1976. Sportivi come Dino Zoff, Manuela Di Centa e Fabio Capello, scrittori come Paolo Rumiz, Ester Kinsky e Tullio Avoledo, musicisti come Davide Toffolo si uniscono in un "mosaico emotivo e collettivo di quel momento storico che ha segnato in modo indelebile il territorio e la sua gente" rievocando l'impegno delle popolazioni e la solidarietà della ricostruzione, ma anche le contraddizioni e le ombre dei primi interventi di soccorso.
Ad accompagnare il film sono le musiche di Tre Allegri Ragazzi Morti e di Elisa che prendono per mano lo spettatore in questo viaggio nella memoria che ripropone la forza di un popolo che si è rivelato capace di risollevarsi nonostante la tragedia che lo ha colpito.