Netflix accusata di razzismo: le persone di colore hanno più ruoli negativi?

L'organizzazione per i diritti Color of Change ha notato che Netflix, rispetto ai concorrenti, ha il quintuplo di persone di colore in ruoli negativi sul piccolo schermo.

Le serie crime di Netflix sono finite sotto accusa di razzismo, dopo che un'associazione ha valutato che i personaggi di colore delle loro produzioni sono legati a ruoli negativi in un numero davvero alto rispetto alle emittenti concorrenti.

L'organizzazione no profit Color or Change ha rilasciato uno studio in cui sono state analizzate le serie tv crime, determinando che nel genere più diffuso nelle televisioni americane non ci siano molti sceneggiatori afroamericani, che spesso ci siano insegnamenti sbagliati sulla giustizia e che altrettanto spesso rendano accettabile l'ingiustizia a sfondo razziale.

Seven Seconds: Regina King in una foto della serie
Seven Seconds: Regina King in una foto della serie

L'analisi è stata condotta su 23 tipi diversi di violenza, dall'abuso alla corruzione, dal razzismo all'intimidazione, e il campione totale dello studio prevedeva 353 episodi tratti da 26 serie diverse di Netflix, ABC, CBS, NBC, Amazon Prime Video e Fox. E Netflix ha 'stravinto' questo triste studio: la serie Seven Seconds ha in media 12,25 accezioni negative per gli afroamericani per ogni episodio. Anche Narcos si 'difende' con 11,5 accezioni negative e una percentuale di sceneggiatori non afroamericani pari all'80%.

La serie The Blacklist di NBC arriva a una media di 3,53, mentre Blue Bloods della CBS a 2,18, mentre Lethal Weapon di Fox 2,12, Le regole del delitto perfetto 1,5 e Elementary 1,19. Interessante notare come l'81% di tutti gli showrunner sia bianco, tranne quelli di Criminal Minds, Shades of Blue, Orange is the New Black, Seven Seconds e Luke Cage, e tra questi show solo il 9% degli sceneggiatori è risultato essere afroamericano. Tra gli show più applauditi da Color or Change troviamo la miniserie The Red Line di CBS e lo show Netflix Unbelievable.